Assumi una mente che non abbia dimora…

Sengai Gibon, monaco zen del XVIII secolo.
Solo per nascita.
Solo nella morte.
Esisto nell’intermezzo, solo, il giorno e la notte.
L’io che nasce e muore solo
è l’io che solo abita quest’umile capanna.
Nell’eremo delle illusioni
i fiori dell’alba
sbocciano, appassiscono,
appassiscono e sbocciano.
Tutto questo è solo un sogno;
luce del mattino sui fiori
nel tempio delle illusioni.
Il semplice vivere del meditante
in una capanna:
una ciotola di riso, una tazza di tè.
Come può trovare il tempo di piantare
peschi e susini?
Eppure intorno a lui
sbocceranno i fiori.
Il mio pensiero costante:
la mente, il Buddha e tutti gli esseri,
nessuna differenza fra i tre.
Quando vedo le ombre
nel seno del grande vuoto,
come mi appare libera, e intrepida,
la luna nella notte autunnale!
A cosa paragonare la nostra vita?
A un lampo o a una goccia di rugiada…
Così penso – ma già non è più.
Assumi una mente
che non abbia dimora.
Quel mio essere vento e nuvola




Riky ha detto,
3 novembre 2005 a 09:47
Ciao Angela.Bellissima, il fluire della vita nel tempo.Riky.
Riky ha detto,
7 novembre 2005 a 17:16
Devo essere sincero…..oggi mi sei mancata.Riky.