Pubblicato in: Dalla parte dei bambini

Rapporto tra i quartieri di residenza e problemi mentali in bambini dai 5 agli 11 anni.  


 

Attingendo i dati dal "Progetto sullo Sviluppo Umano nei Quartieri di Chicago" (PHDCN), i ricercatori hanno esaminato la presenza di problemi di interiorizzazione (depressione, ansia e somatizzazione) in 6226 bambini residenti in 80 quartieri rappresentativi di Chicago. Un "questionario comportamentale del bambino" è stato somministrato 2 volte a distanza di 2 anni. Il 48% dei bambini considerati è di origine ispanica, il 34% afro-americano e il 18% bianco. Ulteriori criteri di valutazione includono il livello culturale e stato civile della madre, la presenza di depressione materna e la demografia della famiglia.  

Usando i dati del censimento statunitense del 1990 e dell’indagine sociale del PHDCN, i ricercatori hanno classificato i quartieri in base alla concentrazione di immigranti, alla composizione etnica, alla condizione socioeconomica, all’instabilità residenziale, alla partecipazione organizzativa ed alla coesione sociale. I quartieri sono stati poi catalogati secondo un livello di disagio "basso", "medio" o "alto", determinato in base al tasso di povertà, alla percentuale di residenti che ricevono assistenza pubblica, alla percentuale di nuclei familiari composti da sole madri, al livello di disoccupazione ed alla percentuale di residenti afro-americani.       

Lo studio ha evidenziato una significativa relazione positiva tra la probabilità di raggiungere il limite della soglia clinica nel questionario e sia l’età dei bambini, sia il livello di povertà. Altri elementi rilevanti associati alla presenza di problemi di interiorizzazione sono la disoccupazione materna e la depressione materna. Il livello di istruzione della madre, lo stato civile ed il ricevere l’assistenza pubblica non hanno dimostrato particolare relazione con la probabilità dei bambini di arrivare alla soglia clinica.

E’ stato creato un modello di regressione multilivello per esaminare la relazione fra il disagio del quartiere e la presenza di problemi di interiorizzazione nei bambini. Conducendo l’analisi in base a parametri quali l’età e la depressione materna, si è evidenziato che i bambini che vivono in quartieri più svantaggiati hanno maggiori probabilità di raggiungere la soglia clinica nel questionario rispetto ai loro coetanei che risiedono in quartieri meno svantaggiati.       

Gli autori suggeriscono che i livelli di disagio del quartiere e la partecipazione sociale possono essere collegati ai tassi di violenza, alla disponibilità dei servizi e dell’uso delle risorse sociali, fattori che hanno effetti più diretti sulla salute mentale dei bambini. La disoccupazione e la depressione materna agiscono in modo indipendente ma possono rinforzare i mediatori sociali. Ulteriori ricerche sono necessarie per elaborare questi aspetti.       

"Pare chiaro da questa autorevole ricerca che sono principalmente i fattori sociali ad influenzare la salute mentale dei bambini – ha dichiarato Luca Poma, Portavoce Nazionale della Campagna "GiùleManidaiBambini" – ma quale sia l’esatto istante in cui il disagio del bimbo diventi curiosamente una malattia biologica non è per nulla chiarito. Ciò che è sempre più certo che una certa psichiatria organicista fa ad arte una grande confusione tra il disagio sociale, crescente nella società moderna, e la malattia organica, a proprio uso e consumo ed evidentemente al fine di "vendere" le proprie soluzioni terapeutiche, guarda caso nel 99% dei casi farmacologiche".

 

Studio di: Xue Y, Leventhal T, Brooks-Gunn J, Earls FJ 


Fonte: Archives of General Psychiatry.  2005;62(5):554-563, redazione Giù le Mani dai Bambini (c)

 

Nulla togliendo alla scientificità della ricerca condotta mi preme evidenziare solo una mancanza. Mancanza che mi lascia profondamente perplessa … quella della figura "paterna"…Come se il figlio, ancora una volta, fosse solo figlio della mamma…e il padre? Che fine ha fatto il padre in questa indagine? quei padri violenti…drogati…ladri…pervertiti…che picchiano moglie e figli ( e si sa come specialmente in questi quartieri…e non solo… proliferano e la fanno da…padroni). Bene questi padri non influiscono sulla strutturazione della personalità del figlio?