Pubblicato in: Viaggi

Reggio Calabria e la Fata Morgana


[ Lungomare di Reggio Calabria ]

C’è una leggenda che viene raccontata a mò di favola ai bambini calabresi, soprattutto a quelli che vivono tra la costa reggina e villese. Una leggenda che mi ha sempre affascinato, che ha in sé evocazioni magiche fatta di re e di isole incantate…

In fondo questo è per me il “mio Sud”… un misto di incanto e favola… di miti e di leggende. Leggende che traggono la loro essenza da quelle radici storiche di una millenaria terra ricca di cultura …soprattuttoCultura che i più tendono ad ignorare o che misconoscono per una inadeguata informazione o…formazione…

Questo avvenne al tempo dei conquistatori, quando i barbari scendevano in orde compatte e travolgenti verso i paesi del sole. Un’orda di questi conquistatori, dopo avere attraversato tutta la penisola, giunse al mare Ionio e si trovò davanti allo stretto che divide la Sicilia dalla Calabria. A pochi chilometri, sull’altra sponda, un’isola incantevole sorgeva, con le sue spiagge coperte di aranci e di ulivi, con un gran monte fumante – l’Etna – e una terra ubertosa e ricca. Come fare a raggiungerla? Il Re barbaro la contemplava cupidamente, stando in groppa al suo cavallo, ma davanti al mare si trovava impotente. Egli non possedeva neppure una barca: quella terra per lui era perciò irraggiungibile. Improvvisamente una donna meravigliosamente bella gli apparve davanti e gli rivolse cortesemente la parola: – Vedo che guardi con rammarico quella bella isola, la vuoi? Ecco che io te la do con le sue città, con le sue campagne profumate e coi suoi monti che vomitano fuoco. Guardala, è a due passi da te. Era d’agosto, il cielo e il mare erano senza una bava di vento, e una leggiera nebbiolina color di opale velava l’orizzonte. Improvvisamente, a un cenno della donna, una cosa miracolosa apparve agli occhi del barbaro. La Sicilia era li a due passi da lui. Guardando nell’acqua egli vedeva nitidi, come se potesse toccarli con le mani, i monti dell’isola coperti di olivi, le spiagge tutte verdi di aranci e di limoni, le vie di campagna con gli asinelli che vi camminavano, il porto di Messina con le navi, le vele, i carichi sui moli e perfino i marinai che scaricavano le merci. Con un grido di gioia il Re barbaro balzò giù da cavallo e si buttò in acqua, sicuro di poter raggiungere con due bracciate l’isola desiderata, ma l’incanto si ruppe, e il Re affogò miseramente. Quella visione era un miraggio, un giuoco di luce della bella donna sconosciuta, che altri non era se non la fata Morgana. E il fenomeno si ripete ancora oggi nei giorni calmi e limpidi di estate. Spesso in agosto e nelle calme albe settembrine, nelle acque della riva di Reggio si vede specchiato, limpido e preciso, il litorale siciliano con le case, le piante, i giardini, le navi e perfino gli uomini che lavorano nelle cale del porto.

Fenomeno della Fata Morgana

La leggenda della Fata Morgana, riferita allo stretto di Messina, nasce da un fenomeno ottico che si verifica tra le due sponde nei giorni in cui il mare è calmo con una inversione termica  negli strati bassi dell’aria a contatto dell’acqua.
A causa della diversità di densità dell’aria, specialmente nelle prime ore del mattino, si ha l’illusione ottica di vedere, come fosse dentro un grande specchio, sospesa una città   fantastica che muta continuamente di forma e di colore. Il fenomeno, che avviene anche in molti altri posti nel mondo, sullo stretto è molto suggestivo ed è visibile da entrambe le sponde.
La gente  non ha tardato molto ad imputare questa apparizione alla Fata Morgana, che, in occasione del suo arrivo nelle acque dello stretto,  fa emergere dal fondo  il meraviglioso castello che ivi ha costruito.

Salfiotti distingue quattro tipi di fata Morgana:

– l’Atmosferica, nel caso in cui le immagini  si mostrano in aria con l’effetto di avvicinamento della sponda siciliana a quella calabrese clabrese.

– la Semplice, quando lo specchio generatosi riproduce senza moltiplicarli gli oggetti presenti sulla riva

– la Centupla o Multiplice, allorquando la ripercussione avviene moltiplicando gli oggetti e mostrando ora un punto, ora un altro  dei luoghi circostanti sempre centuplicati (Ignazio Angelucci in una sua lettera parla di una replica di più di diecimila pilastri)

– la Mista od Iride fregiata, quando le immagini ripercosse si osservano contemporaneamente nel mare e nell’aria e contornate dai colori dell’iride.

InformazionI tratte da
Le meravoglie dello stretto di Messina
Berdar e Franz Riccobon
e
e da altri AA.VV

 

Autore:

Parlo già troppo qui sul web....

3 pensieri riguardo “Reggio Calabria e la Fata Morgana

  1. wèèèèèèèèciao come stai????passo per un saluto e per un votino!ma mi spieghi che centra reggio calabria con  la fata morgana?non lo ancora capito!

  2. e certo che è giusto……m dv votare!!!!!non lo avresti fatto se non lo avevo fatto io????????CATTIVA!!!!!!!…..E SENSA CUORE!!!!!!:..( ma che sto dicendo?) nn farci caso!!!!!!….cmq adesso ho kapito…….( VAGAMENTE ….xò ho capito )ciaaaaaaaaooooooo e torna da me!!!!!

  3. Ciao passavo di qua…mlto bello il tuo blog complimenti!!!…se ti va passa dal mio x lasciare un piccolo saluto…mi farebbe davvero mlt piacere…
    p.s.cmq è stupenda veramente Reggio!!!
    ciao ciao
    Kry

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