IL FUTURO DEI BAMBINI NON FA RIMA CON GELMINI!!


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Appello ai genitori, agli insegnanti, ai cittadini tutti

Siamo preoccupati, doppiamente preoccupati come italiani che mano il loro paese.

La Ministro Gelmini ha deciso, durante l’estate, di cambiare la scuola.

Lo vuole fare cominciando da quella parte della scuola che, è riconosciuto a livello internazionale, funziona meglio: la scuola primaria. Lo vuole fare con lo strumento del decreto legge che dovrebbe essere utilizzato solo in caso di urgenza e/o grave necessità. In questo caso è un modo per accelerare i tempi e per non lasciare spazio al confronto e all’elaborazione.

Noi genitori e insegnanti della scuola Iqbal Masih ci siamo mobilitati fin dai primi giorni di settembre con l’intento di attirare l’attenzione dei media per poter dare una reale informazione ad un grande numero di persone. La nostra iniziativa ha visto l’immediata reazione della Ministro che ha cercato ripetutamente di svilire la nostra mobilitazione senza mai rispondere nel merito delle nostre richieste e i nostri dubbi che sono i seguenti:

  1. com’è possibile che un governo possa pensare di cambiare l’impianto di una delle più grandi istituzioni del paese, la scuola appunto, con un decreto legge che non prevede un confronto sereno e una larga condivisione.
  2. com’è possibile pensare che nel 2008 un solo maestro possa essere in grado, tra l’altro con poche ore a disposizione, di soddisfare le esigenze di formazione e competenza di una classe di alunni numerose ed eterogenea.
  3. Non riteniamo credibile che il tempo pieno possa essere ancora garantito con la modalità e la qualità educativa attuale
  4. il decreto legge, se convertito in legge nei 60 giorni previsti, costringerà i genitori a prendere i figli alle 12,30 e per molti di loro potrebbe significare scegliere scuole private se non addirittura rinunciare al lavoro o modificarne l’orario
  5. tutto ciò, unito al dimensionamento delle scuole, porterà a classi sempre più numerose e ad un divario netto tra scuole ricche e scuole povere

Per questo motivi vi chiediamo di attivarvi organizzando incontri e manifestazioni per capire insieme, nei tempi stretti ai quali il decreto ci costringe, come difendere una scuola pubblica e di qualità.

La scuola oggi ha bisogno di risorse e non di continui tagli per far quadrare i conti di Tremonti.

L’Italia ha bisogno di una scuola pubblica ricca di risorse umane ed economiche e non di scuole private che offrono servizi per chi può pagare.

 

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