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e dacci oggi….


la nostra cazzata giornaliera…:
Ancora una perla raccolta nel mare sconfinato del cervello del nostro capo di Governo… l’on. Berlusconi riferendosi ad Obama oggi ha detto:
E’
Giovane, bello e…abbronzato????????????
 
 
Se non fosse che è quello che è mi sorge il dubbio che il nostro oltre che a farsi le pipe si fumi anche qualche canna
 Ho il vago sospetto che la destra non ha gradito questo risultato e che si stia rodendo il fegato…. di… invidia…Pensieroso
Volete mettere Obama con Berlusconi?Perplesso
Oltre che giovane, intelligente e capo di una nazione di oltre 300.000.000 di individui è davvero un uomo su cui mi sa che molte donne ci farebbero un pensierino… Linguaccia
Altro che attori e bellimbusti!!!!A bocca aperta

TUTTI PAZZI PER OBAMA 6/11/08 Dalla corrispondente

Gianna Pontecorboli

Giovedi’ 6 Novembre 2008

New York – I giovani, ma anche gli ispanici, i neri, ma anche gli ebrei e la classe operaia bianche che aveva giurato fedelta’ a Hillary . Per capire la portata della storica vittoria di Obama e il suo significato per una Casa Bianca che dal 20 gennaio cambiera’ faccia, il sistema migliore e’ quello di suddividere il voto. Dopo una campagna che ha seguito puntigliosamente e disciplinatamente una linea studiata accuratamente molti mesi fa, Obama ha guadagnato non soltanto una larga maggioranza dei voti elettorali, 349 contro i 163 di McCain ,secondo il conto non ancora deltutto completo di ieri visto che la battaglia in Missouri e in Carolina del Nord e’ ancora in contestazione , ma anche il 52 per cento del voto popolare. Nel complesso sistema americano, si sa, bastano 270 voti elettorali per aprire le porte della Casa Bianca, ma nella storia delle ultime elezioni nessun candidato vincente era riuscito a superare una percentuale del 51 per cento del voto popolare. Nel 2000, addirittura, George Bush aveva perso il voto popolare a favore di Al Gore. In cifre, non ancora del tutto precise, piu’ di 45 milioni e mezzo di americani hanno dato nell’urna lo loro fiducia al cambiamento, mentre poco piu’ di 42 milioni e mezzo hanno spostato la levetta sul nome di Obama.

La fine della maggioranza repubblicana nel sud- Dagli anni di Ronald Reagan, il partito repubblicano aveva consolidato quella che pareva una maggioranza destinata ad essere permanente in tutto il centro e il sud del paese, quella che appariva una roccaforte tutta rossa e inattaccabile nelle cartine elettorali. Barack Obama, invece, ha puntato dall’inizio la sua campagna elettorale sullo sforzo di conquistare almeno una parte di quella roccaforte. E c’e’ riuscito. Dalla sua parte sono passati prima di tutto la Florida, la Pennsylvania e l’Ohio, con le loro fabbriche chiuse, gli operai e gli anziani terrorizzati dalla crisi economica, ma anche il New Mexico, il Nevada e il Colorado , tre stati arrampicati sulle Montagne Rocciose in cui l’immigrazione e l’afflusso di giovani ha profondamente cambiato la popolazione.

Bianchi e neri, ispanici e ebrei- Per il primo candidato nero alla Casa Bianca , il voto nero era ovviamente assicurato. In una minoranza che e’ sempre rimasta legata al partito democratico, tuttavia, la percentuale dei voti a favore di Obama non e’ stata particolarmente diversa da quella che era stata nelle passate elezioni. , il 96 per cento delle donne e il 95 per cento delle donne. A fare la differenza, tra i neri d’America , e’ stata pero’ la percentuale dei votanti. Negli Stati Uniti, l’elettorato nero rappresenta circa il 13 per cento del totale, ma gli afro-americani, soprattutto i giovani, hanno spesso ignorato le urne. Obama, invece, non si e’ arreso alla difficolta’ di portare ai seggi gli apatici abitanti dei ghetti, li ha spronati con tutta l’energia di migliaia di giovani volontari, li ha stanati e in qualche caso trasportati fisicamente a votare.

Piu’ sorprendente, per molti versi, il successo tra i bianchi, gli ispanici e gli ebrei. Tra i bianchi, infatti, Obama ha raggiunto il 43 per cento delle preferenze, una percentuale che solo Bill Clinton aveva raggiunto nel 1996. Perfino nel 2004, John Kerry aveva dovuto accontentarsi di molto meno. A fare la differenza, per un candidato che ha sempre accentuato il fatto di voler essere il presidente degli ‘’Stati Uniti d’America ‘’, sono stati soprattutto i giovani, il 66 per cento dei votanti al di sotto dei trent’anni, le donne, il 55 per cento del complesso e il 70 per cento delle non sposate, i piu’ colti, il 58 per cento degli elettori con un post-laurea in tasca. Tra i bianchi, come tra i neri, Obama ha rotto le barriere del censo. A suo favore, si sono schierati i piu’ poveri, quelli che guadagnano meno di 15.000 dollari all’anno, ma anche il 50 per cento delle donne e il 49 per cento degli uomini che ne guadagnano piu’ di 100.000 . Con gli ebrei e gli ispanici, infine, Obama ha vinto le sue battaglie piu’ difficili . Con il nuovo presidente, infatti, si e’ ricreata la storica alleanza tra ebrei e neri che era apparsa frantumata negli ultimi anni sia per ragioni economiche che a causa della situazione in Medio Oriente. A convincere gli anziani pensionati della Florida e gli intellettuali ebrei urbani non sono bastate le assurde accuse a Obama di essere un musulmano mascherato con simpaie filo-palestinesi. Gli ebrei lo hanno appoggiato lo stesso con un convinto 78 per cento dei voti. Per gli ispanici, che sono la minoranza in piu’ rapida crescita nel paese, il voto ha significato invece la fine del predominio politico dei cubani della Florida. In New Mexico come in Nevada , giardinieri messicani e croupier colombiani hanno deciso che la politica nei confronti di Castro ha meno importanza di quella per la difesa dei posti di lavoro.

I referendum- Lotterie e matrimonio gay. All’ombra delle elezioni presidenziali, la consueta serie di referendum ha mostrato un’America che cambia, ma assai meno di quanto lascia pensare l’elezione di Barack Obama. Finanziato con larghezza e promosso con energia e’ per esempio passato l’emendamento con cui la California sembra aver definitivamente sepolto il sogno del matrimonio per gay californiani. Dopo che la Corte Suprema della California aveva sentenziato che il matrimonio e’ costituzionale, lo stato aveva celebrato oltre 18.000 unioni. Adesso, invece, tutto e’ di nuovo congelato, e per di piu’ anche la Florida e l’Arizona si sono avviate sulla stessa strada. Per le lotterie e il gioco d’azzardo, invece, gli elettori di diversi stati sono apparsi decisi ad allargare le maglie delle restrizioni per permettere agli stati di rimpinguare i propri bilanci, in un momento di crisi, con i soldi delle scommesse.

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Obama: La svolta


[So che le elezioni americane si sono tenute il 4 Novembre ma ho VOLUTAMENTE messo la data del 5, giorno in cui il dubbio è divenuto certezza….]

Un inchino agli americani che ci hanno dato prova di grande civiltà. Superato il razzismo hanno avuto la capacità di dare il loro voto a un volto GIOVANE e completamente innovativo. Che lezione per noi Europei, ed italiani principalmente, che invece di guardare avanti torniamo sempre più indietro nei nostri valori e nelle nostre scelte! Un’Italia che sa sempre più di stantio si trova di fronte ad una Nazione UNITA che sa guardare al futuro. E che parole di coraggiosa civiltà e di savoir faire ha dato il candidato sconfitto Mc Cain…

Ho sempre odiato chi scopiazzava dal giardino del vicino ma questa volta non posso che rimanere in incantata estasi mentre dentro di me provo tanta invidia. Invidia aumentata nel sentire le perle di "IGNORANTE ARROGANZA" dei nostri governanti. Che chicca le due battute clou di ieri! Mi riferisco a quella di Berlusconi che da Capo di Governo si è permesso di dire:

"Posso dare dei consigli ad Obama considerato che sono più anziano di lui" 

[Lo stanno aspettando in America… visto che lì sono tutti deficienti (riflessione personale)…]

Ma la vera chicca political correct è stata quella di Franco Gasparri quando ha detto che adesso Al Qaeda sarà felice…

V E R G O G N A T E V I!!!!