Ancora brutte notizie


non so a chi dare la precedenza. Sono triste e sgomenta per quanto è avvenuto in Sicilia, nella mia amata terra messinese. Morte, fango, desolazione… la natura si sta rivoltando contro l’uomo. Alla fine ci si accorge di quanto piccoli siamo, di quanto davvero valga poco tutta la nostra scienza e conoscenza. Incuria, malgoverno, strafottenza? Una cosa è certa che quando la natura alza la voce lascia solo morte sul campo.
Scusatemi, ma sono davvero scossa e il mio cervello brancola nella nebbia del dolore e non trovo le parole per descrivere le mie emozioni. In questo momento riesco solo a  piangere…
Poi, poi volevo dire che torno da poco dall’USP (Ufficio scolastico provinciale) di Caserta dove sono andata per presentare un reclamo contro un’assegnazione provvisoria, ma questo è ancora un altro discorso. Quello che voglio raccontare e su cui voglio riflettere è il fatto che arrivando davanti all’ufficio suddetto, già da lontano avevo scorto il camion dei vigili del fuoco, l’autoambulanza e la macchina dei carabinieri. Avvicinandomi per entrare, davanti alla porta vedo un cameramen, probabilmente della TV locale e gli chiedo cosa sta succedendo, mi dice che i soliti docenti, quelli di agosto per intenderci, sono tornati sul terrazzo dell’USP… sotto ci stanno due o tre persone. Sul tetto marito e moglie e nient’altro. I ragazzi che uscivano dal liceo si fermavano giusto il tempo di una sbirciatina e poi proseguivano per la loro strada. Pioveva…
Consegno il mio reclamo all’addetto e cerco di capire qualcosa dell’umore che tira. Mi dice che secondo lui qualche problema ce l’hanno. Avevano il loro lavoro a Brescia, ambedue, perché se ne sono tornati giu? Al limite uno rimaneva lì e l’altro tornava. Gli dico che se ciò è stato fattibile è per colpa delle leggi che ci sono. Mi dice: Già, tutti vogliamo fare i Presidenti della Repubblica.
Dico io non voglio fare il Presidente, ma mi sento in diritto di puntare il dito contro questo governo che non mi rappresenta, che ha degli ideali che sono diametralmente opposti ai miei, un governo che non ho voluto, a cui non ho dato il mio voto ma soprattutto mi sento in diritto di puntare il dito contro tutto il sistema scolastico che non va. Ci sono molte cose nella P.I. che non funzionano. E’ quello che vado dicendo e ripetendo da tempo. Che le leggi e leggiunzole che fanno solo solo dei bluff per prendere in giro le masse che sono fuori dal sistema scolastico. Un provvedimento serio ma , soprattutto, GIUSTO sarebbe quello di regolamentare le assunzioni in ruolo.
Prima di tutto è assurdo che si continuino a fare immissioni in ruolo quando non viene soddisfatta la richiesta dei trasferimenti. E’ ridicolo che si procede da una parte a ridurre aule e personale e dall’altra si continua a immettere gente. E’ un non sense.
Poi c’è una cosa che proprio non riesco a mandare giù. Quello che io considero il massimo dell’ingiustizia sociale.
Bossi dice che il nord finisce al confine del Po. Commette un errore grossolano dal punto di vista della forza lavoro, se così posso dire.
Per chi vive in Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia il "Nord" inizia già dal Lazio in base alla legge della domanda e dell’ offerta.
Mi spiego meglio. In queste regioni c’è un surplus di docenti contro regioni che dal Lazio in su producono una maggiore offerta, che non si capisce bene se sia dovuta a un numero maggiori di utenti che fruiscono del servizio scolastico pubblico o, cosa molto più probabile, hanno un numero insufficiente di personale  qualificato. Per cui chi vive nel "profondo sud" e che ha la possibilità di trasferirsi al nord della Campania (vedi ad esempio la Valentina Aprea, giusto per fare un nome a caso), vuoi perché ha le possibilità economiche, vuoi perché ha parenti o amici su cui poter poggiare fa richiesta di lavoro al nord, dove anche con 40 punti si entra di ruolo. Così facendo scavalca coloro che, restando nei loro paesi pur avendo un punteggio maggiore continua a raccattare giorni su giorni di supplenze breve e temporanee.(Ad esempio io ho alle mie spalle ben 12 anni di gavetta passate andando avanti e indietro da una scuola all’altra e ben tre concorsi vinti, prima di entrare di ruolo). Adesso il problema è questo. Queste persone l’anno dopo l’immisssione in ruolo chiedono, ed hanno sempre ottenuto, almeno fino a due anni fa, l’assegnazione provvisoria nel loro paese di origine, scavalcando così chi invece, per sfortuna, per poca furbizia, se ne è stato paziente qui ad aspettare il benedetto posto sotto casa.
Ecco questa è una legge iniqua che lede il 90% dei docenti e che nessun governo, nessun sindacato si è mai sognato di sistemare per cui ci troviamo oggi a dover assistere a queste scene.

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