Buoni propositi … cattivi comportamenti


Per la serie: Fai come ti dico, ma non fare quello che faccio.
Oggi è il giorno in cui si tracciano gli obiettivi a  medio e lungo termine (per usare un eufemismo tratto dalla terminologia scolastica) da portare a compimento in questi 365 giorni.
Giorni che sembrano tantissimi e lunghi… molto lunghi. Solo quando si arriva alla fine ci si avvede che sono passati in fretta. Troppo in fretta. E dei buoni propositi fatti si e no ne abbiamo portati a compimento solo 1/3 ed anche meno.
Ricordo che, al mio debutto in questo mondo virtuale, mi ritrovavo a leggere i profili degli utenti dei vari blog, sparsi sulle varie piattaforme, e mi dicevo: Però, finalmente ecco un mondo dove mi piacerà vivere. Un mondo di gente fatta tale e quale a me, che ama le stesse cose che amo io ed odia le medesime che io odio.
Sono passati gli anni, la mia chioma si è incanutita e l’approccio si è fatto più diretto.
Questa è una cosa che non doveva accadere. Perché nell’approccio diretto quel velo di magia si è dissolto mostrandomi ancora una volta: la vuotezza delle parole, la caducità del pensiero, la frivolezza del cuore, la superficialità dei rapporti umani, l’incapacità degli uomini di essere coerenti – dove per coerenza intendo la capacità, tutta razionale ed umana, di agire secondo il proprio modo di pensare.
Mi sono affacciata su un mondo che credevo parlasse un linguaggio diverso da quello reale, invece mi rendo conto che alla fine anche nella finzione, in questa macchina fatta di bit, la vera natura dell’uomo non si smentisce.
E così nell’elenco dell’odio tutti scrivono: l’ipocrisia, mettendo di contro, nella colonna dell’amo: la verità…
Ora, a prescindere dal fatto che non sono qui a pronunciare nessuna sentenza di condanna o di assoluzione, non è compito che mi spetta, questo,  mi ritrovo a masticare tutta l’amarezza che provo davanti a tali vuote parole. Ecco, forse il punto è proprio questo: troppe parole.
Torrenti… fiumi… mari di parole si consumano ogni giorno sulle tastiere del mondo. Si scrive e con le parole si ammalia, si affascina, si abbindola. Dolcemente, appassionatamente, la parola si fa carne, pelle, emozione, passione, sentimento. Scivola sull’anima come seta, carezza calda e piena di passione ci stordisce, ci esalta, ci manda in visibilio. Ci precipita all’inferno e poi in un fiat ci porta al settimo cielo.
Poi… poi si spegne la macchina. Ci si abbandona alla sciatteria. Dismessi gli abiti griffati lasciamo libertà d’azione alla parte oscura di noi. A tutti quei sentimenti, emozioni, passioni che fermentano nella nigredo e siamo talmente storditi che non ci rendiamo conto, almeno credo e… spero, che la parte peggiore di noi governa le nostre azioni quotidiane. Ed ecco che, allora, l’ipocrisia, l’invidia, l’odio, l’egoismo etc… etc… spadroneggiano nella nostra vita e distruggono la parte migliore di noi.
In Oriente la teoria dei Chakra dice che ci sono sette livelli di "coscienza" in ognuno di noi. Sette livelli che vengono collegati ai sette colori dell’arcobaleno. Il livello più basso, dominato e governato dal colore rosso, è quello che corrisponde alla sfera genitale. L’uomo che vive a questo livello è l’uomo che vive di istinto e di irrazionalità. Governato solo dalla passione che acceca l’intelletto e la ragione. Il livello ultimo, a cui l’uomo può e deve pervenire, è il settimo, dominato e rappresentato dal colore viola, simbolo di spiritualità pura e del divino. Questo punto ha sede nella parte alta e centrale della fronte. Qualcuno lo chiama il terzo occhio. L’uomo che giunge a questo livello è colui che ha raggiunto l’illuminazione del Buddha, che ha ottenuto il satori.
Partendo da queste considerazioni mi sento di asserire, serenamente, che questa nostra società moderna ed occidentale, è ancora ferma da millenni al primo livello. Viviamo nel più becero epicureismo storico che la mia mente possa ricordare. La cosa che mi colma di rabbia è che io so che da questo si può fuggire. Che l’uomo può migliorarsi e migliorare, basta solo un gesto di buona volontà. Ma la volontà costa fatica e sacrificio e l’occidente crede che questa sia una prerogativa solo dei santi. Sbarazzandosi così la coscienza dicono: prete tu occupati dell’anima e di rimettermi i peccati, magari dietro una buona ricompensa pecuniaria, che io mi debbo occupare di riempire la pancia. Una cattiva religione, dei cattivi capi religiosi (sia in occidente come in M.O.), dei pessimi governanti, dei pessimi elettori, che hanno votato i loro "rappresentanti"(e per rappresentanti intendo persone con gli stessi peccati e le stesse virtù) hanno dato vita ad una società incancrenita, abbrutita. Senza valori e senza identità. La salita è difficile, facile e piacevole la discesa. Per questo ormai ci si abbandona ad un lassismo e ad un permissivismo che ha abbattuto i paletti dell’etica.
Coerenza, signori, coerenza. E’ l’augurio per questo anno che è appena iniziato.
Vogliamo provare a segnare sul calendario, con una x, tutti i gesti, le azioni, le parole che useremo sotto l’egida della coerenza? Chissà che alla fine di quest’anno non ne riceviamo una bella sorpresa?
Sono sicurissima che se ognuno di noi si sforzerà nel suo piccolo di vivere parallellemente a come pensa, ed a come vorrebbe che anche gli altri vivessero, l’anno si chiuderebbe davvero in bellezza.
Io per prima mi ci proverò… Sarà questo il mio impegno per quest’anno che è appena nato.
Buon anno a tutti!
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