Pubblicato in: Notizie e politica

Israele contro la nave della pace


Non so, davvero, in che chiave leggere questo
braccio di ferro… però una domanda è sulla punta della lingua: Ma gli
israeliani sono quelli che commemorano la Shoah?
Giusto per essere in
linea con il loro pensiero social-politic e le loro scritture
applicano l’ occhio per occhio, dente per dente?
E il mondo appoggia questo
stato di cose? Io resto sempre più basita per la mancanza di coerenza e
per il doppio peso e le doppie misure.
Il mondo è sempre più un
letamaio ma non si può diventare nichilisti. Non possiamo farlo per i
nostri figli…

Riporto dall’ANSA:

Assalto israeliano a flotta pro Palestina, 15 morti

Hamas invoca intifada contro ambasciate. Portavoce
militare di Tel Aviv: fuoco contro noi

31 maggio, 08:40

Attivisti delle Ong a bordo di una delle navi

Attivisti delle Ong a bordo di
una delle navi

GAZA  – Almeno quindici persone della  flotta internazionale formata
da sei imbarcazioni di attivisti pro-palestinesi che si dirigeva verso
Gaza sono rimasti uccisi durante l’assalto di un commando israeliano. Lo
ha annunciato la catena televisiva privata israeliana ’10’. La radio
pubblica ha riferito che alcuni militari israeliani sono stati feriti.
La Cnn turca, invece, parla di due morti e di 30 feriti.

La ‘flottiglia’ organizzata da diverse Ong internazionali per portare
aiuti umanitari nella striscia di Gaza, sfidando l’embargo imposto da
Israele, era partita ieri pomeriggio da Cipro. A bordo delle sei navi
con circa 700 attivisti, secondo gli organizzatori, ci sono 10.000
tonnellate di aiuti, tra cui 100 case prefabbricate e attrezzature
mediche.

Alcune navi della flottiglia battono bandiera turca e una Ong turca
sarebbe uno dei principali organizzatori dell’intera operazione di invio
di una flottiglia di aiuti a Gaza sotto assedio. Israele, che nega che
a Gaza sia in atto una crisi umanitaria, aveva ripetutamente avvertito
che avrebbe impedito alla flottiglia di arrivare a Gaza ma si era
offerto di far pervenire a destinazione gli aiuti, dopo ispezione,
tramite un valico terrestre. Per Israele, perciò, l’intera operazione è
una "provocazione" studiata con l’intento di diffamare la sua immagine
agli occhi del mondo.

 "Le immagini non sono certo piacevoli. Posso solo esprimere
rammarico per tutte le vittime" ha detto il ministro israeliano per il
Commercio e l’Industria, Binyamin Ben-Eliezer, alla radio dell’esercito.

ISRAELE CONFERMA MORTI, FUOCO CONTRO DI NOI  – Un portavoce
militare israeliano ha confermato stamane che un numero non precisato di
passeggeri della navi di attivisti filo-palestinesi sono stati uccisi e
che altri sono stati feriti nel corso dell’ operazione di abbordaggio
delle navi. Ha detto che viaggiatori hanno fatto uso di armi da fuoco e
da taglio e opposto resistenza violenta ai soldati. Più di quattro
militari sono stati feriti, alcuni in modo grave.

TURCHIA, A RISCHIO RELAZIONI CON ISRAELE  – La Turchia ha
duramente condannato oggi l’assalto armato da parte della marina
militare israeliana contro la flottiglia di attivisti filo-palestinesi
che si recavano a Gaza con aiuti umanitari ed ha sottolineato che
"questo sfortunato evento, avvenuto in mare aperto in violazione della
legge internazionale, può condurre a irreparabili conseguenze nelle
nostre relazioni bilaterali" con Israele. La condanna è contenuta in un
comunicato diffuso ad Ankara dal ministero degli Esteri turco, in cui si
sottolinea inoltre che "i militari israeliani hanno usato la forza
contro civili, tra cui donne, bambini e vecchi di vari Paesi che
volevano portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza". "Israele –
prosegue il comunicato – colpendo civili innocenti, ha ancora una volta
dimostrato di ignorare del tutto la vita umana e le iniziative di pace e
noi condanniamo con forza tale inumano trattamento da parte di
Israele". "A parte le iniziative intraprese dall’ambasciata di Turchia a
Tel Aviv, l’ambasciatore d’Israele ad Ankara è stato convocato al
ministero per spiegazioni urgenti. Qualunque siano le ragioni di Israele
– conclude il documento – è impossibile accettare tale azione contro
civili che conducono attività pacifiche. Israele dovrà sopportare le
conseguenze di questa violazione della legge internazionale".

FLOTTIGLIA, PER HAMAS ARREMBAGGIO E’ TERRORISMO DI STATO
Hamas ha denunciato stamane a Gaza l’arrembaggio della flottiglia di
aiuti umanitari e di attivisti filopalestinesi da parte della marina
israeliana, affermando che si tratta di "terrorismo organizzato di
stato". 

Hamas ha invocato oggi "una intifada (rivolta) dinanzi alle
ambasciate israeliane. A parlarne è stato Ahmad Yusef, uno degli
esponenti della fazione islamico radicale palestinese a Gaza. Altri
portavoce del movimento hanno definito l’accaduto "un crimine
internazionale", invitando l’Onu e la comunità mondiale a reagire e ad
avviare una inchiesta affinché "i colpevoli siano puniti". A Gaza City,
intanto, la gente si sta radunando in strada per una dimostrazione di
protesta convocata sia da Hamas sia da altri gruppi radicali come la
Jihad Islamica. Fonti locali non escludono un’immediata recrudescenza di
attacchi o lanci di razzi verso Israele.

GRECIA ATTIVA UNITA’ DI CRISI
– Il ministero degli Esteri greco ha
attivato l’Unità di crisi in seguito all’assalto israeliano contro la
‘Flottiglia per Gaza’, della quale facevano parte due unità battenti
bandiera ellenica, il cargo ‘Liberta’ del Mediterraneò e la passeggeri
‘Sfendoni’, a bordo delle quali si trovavano cittadini greci e
palestinesi. Atene ha indicato di non avere finora notizie ufficiali su
quanto accaduto e sulla sorte dei propri concittadini. Secondo attivisti
greci a bordo delle unità, citati dalla radio Skai, gli israeliani
avrebbero dato l’arrembaggio con elicotteri e gommoni ed avrebbero fatto
uso di "proiettili veri".
Atene, riferiscono fonti del ministero degli Esteri, ha chiesto al
governo israeliano chiarimenti e spiegazioni sull’assalto alla
‘Flottiglia’, attraverso l’ambasciata greca. Il ministero degli Esteri
ha inoltre contattato l’ambasciatore israeliano ad Atene per chiedergli
informazioni dettagliate e assicurazioni sulla salute e la sicurezza dei
cittadini greci che si trovavano a bordo della ‘Flottiglia’.

TENSIONE FRA ARABI IN ISRAELE – La polizia israeliana ha
elevato lo stato di allerta nelle zona del Wadi Ara (60 chilometri a
nord di Tel Aviv), dopo che nella città di Um el-Fahem si è sparsa la
voce – finora non confermata – che nell’attacco della marina israeliana
alla flotta di attivisti filo-palestinesi diretti a Gaza sia stato
ferito dai militari lo sceicco Raed Sallah, leader del Movimento
islamico nel Nord di Israele, che vive a Um el-Fahem. La radio militare
aggiunge che i vertici della polizia israeliana hanno condotto stamane
una seduta di emergenza e che continuano a seguire da vicino l’evolversi
della situazione nella popolazione araba.
La polizia israeliana ha deciso di chiudere al traffico, per motivi
prudenziali, alcune arterie in Israele che passano attraverso zone
popolate da arabi, fra cui nel Wadi Ara. In questa zona la tensione è
molto elevata dopo che si è diffusa la notizia che un leader islamico
locale, sceicco Raed Sallah, sarebbe rimasto ferito in modo grave negli
incidenti verificatisi nella ‘Flottiglia Ong’. La polizia israeliana ha
inoltre deciso di isolare la zona della Spianata delle Moschee a
Gerusalemme.

Autore:

Parlo già troppo qui sul web....

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