100… 40… 0 semplicemente 16?


Sembra che l’ hobby più divertente del Silvio nazionale sia quella di spararle sempre più grosse.

Da bravo venditore di scope a porta a porta, lui sa come abbindolare il cliente: con le cazzate. E più grosse sono, più fanno breccia nella mente dell’interlocutore. Così, per farsi commiserare dagli italiani spara i numeri come le botole dei piattelli al tiro al segno. Avete mai visto come escono i piccioni dalle gabbie? Come sfrecciano i piattelli in tutte le direzioni? E’ davvero difficile colpirli. Bisogna essere davvero molto bravi per colpirli col primo  colpo. Così è davvero difficile per la mente degli italiani riuscire ad “afferrare” con lucidità la verità dell’affermazione.

Comunque dati alla mano, sembra che in realtà i “processi” di questo nuovo cristo perseguitato siano solo 16 (dico sedici).

Giusto quelli che gli sono serviti alla sua  formidabile “escalation” sociale.

Riporto dal sito di repubblica.it

… i processi affrontati dal Cavaliere come imputato sono sedici.

Quattro sono ancora in corso:

corruzione in atti giudiziari per l’affare Mills;

frode fiscale per i diritti tv Mediaset (in dibattimento a Milano);

appropriazione indebita nell’affare Mediatrade;

e quest’ultimo per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.

Nei processi già conclusi, in soltanto tre casi le sentenze sono state di assoluzione.

In un’occasione con formula piena per l’affare “Sme-Ariosto/1” (la corruzione dei giudici di Roma).

Due volte con la formula dubitativa: i fondi neri “Medusa” e le tangenti alla Guardia di Finanza, dove il Cavaliere è stato condannato in primo grado per corruzione; dichiarato colpevole ma prescritto in appello grazie alle attenuanti generiche; assolto in Cassazione per “insufficienza probatoria”.

Riformato e depenalizzato il falso in bilancio dal governo Berlusconi, l’imputato Berlusconi viene assolto in due processi (All Iberian/2 e Sme-Ariosto/2) perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”.

Due amnistie estinguono il reato e cancellano la condanna inflittagli per falsa testimonianza (aveva truccato le date della sua iscrizione alla P2) e per falso in bilancio (i terreni di Macherio).

Per cinque volte è salvo con le “attenuanti generiche” che (attenzione) si assegnano a chi è ritenuto responsabile del reato. Per di più le “attenuanti generiche” gli consentono di beneficiare, in tre casi, della prescrizione dimezzata che si era fabbricato come capo del governo: “All Iberian/1” (finanziamento illecito a Craxi); “caso Lentini”; “bilanci Fininvest 1988-’92”; “fondi neri nel consolidato Fininvest” (1500 miliardi); Mondadori (l’avvocato di Berlusconi, Cesare Previti, “compra” il giudice Metta, entrambi sono condannati).

Più che persecuzione giudiziaria, siamo dinanzi a un’avventura fortemente segnata dall’illegalità.

Ma le sue bugie, qualcuno è mai riuscito a contarle?

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