Pubblicato in: Notizie e politica, Organizzazioni, Riflessioni personali

Chi me lo spiega?


Vorrei che qualcuno mi spiegasse che differenza c’è tra un politico-deputato e: un poliziotto, un carabiniere, un docente, un militare, un finanziere… Di un politico che se ne sta seduto al riparo dalle intemperie climatiche e ambientali, con termosifoni ed aria condizionata, che non rischia di giocarsi la vita tutti i giorni, come accade a un poliziotto o un carabiniere, che non ha la responsabilità “fisica” di minorenni che gli vengono affidati per farne i futuri cittadini dello Stato.
Ecco, vorrei che mi si spiegasse, una volta per tutte, perché loro devono avere oltre a un ben remunerato stipendio anche i rimborsi per questo e quello. Comprese le spese di cancelleria ( che nelle scuole ci si autofinanzia) quando ci sono poliziotti, carabinieri, insegnanti che lasciano la casa a km di distanza (dalla Sicilia al Piemonte, dalla Sardegna al Trentino) per la misera paga di 1.300, 00 euro al mese, e devono, con questi miseri 1.300,00 euro, provvedere al trasloco, alle spese familiari, ed anche ai trasporti? Non sono questi e quelli “DIPENDENTI” dello Stato?
Questo vorrei che mi venisse spiegato.

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Finalmente qualcosa di nuovo per Messina


– “Bisogna lottare contro l’errore, non l’errante” (Renato Accorinti, NUOVO Sindaco di Messina) –
Queste sue parole sono musica per le mie orecchie. Bravo Renato!!!!!!
Lottare contro l’errore vuol dire che bisogna “CAMBIARE”.
Non un cambiamento di facciata che serve solo a fare propaganda pubblicitaria.
Lottare contro “l’errore” non vuol dire puntare il dito contro questo o quel capro espiatorio di turno che si trova “impantanato” in un sistema consolidato e a cui, a lungo andare, si finisce con l’adeguarsi per non soccombere.
Lottare contro l’errore significa, vuole dire, che si devono cambiare le cose che non vanno. Quelle norme, molto spesso non scritte, che sono andati avanti da anni fino a costituire il nostro DNA sociale.
Lottare contro l’errore significa correggere quel “periodo” per poi ricopiarlo in bella copia.
Buon lavoro, Renato…