Pubblicato in: Riflessioni personali, Sprazzi di....anima, Un pò del mio Diario

Non so se sono comunista


Io non so se sono comunista o no. So che da ragazza, appena uscita dal collegio le idee anarchiche mi affascinarono. Poi mi appassionai alle lotte dei Radicali ma in Parlamento contavano come il due di coppe. Una cosa è certa, sicura e indiscutibile: Sono sempre stata dalla parte del più debole, dell’indifeso, di colui che non poteva far sentire la sua voce, del perseguitato (il caso Tortora fu emblematico per farmi capire da che parte dovevo stare, così come la morte misteriosa del giornalista Mauro De Mauro e di Pecorella, o il primo sequestro, a scopo di ricatto, del prof. Renato Caminiti per mano della ‘ndrangheta) per questo ho sempre avversato gli arroganti, i prepotenti e gli smargiassi. Non l’ho fatto perché io ero povera, precaria e disoccupata. L’ho fatto perché intorno a me c’erano poveri, precari, disoccupati. Gente disperata. Allora, come oggi, vedevo la generazione dei giovani andare via dall’Italia. Vedevo il mio paese spopolarsi giorno dopo giorno. Alla fine l’ho fatto anche io. La mia terra, il mio sud… la sponda sinistra e la sponda destra dello stretto su cui poggiavo i miei piedi era sempre più terreno arso. Vedevo intorno a me volti di vecchi stanchi e rassegnati. Di gente che pensava che nulla si poteva fare per cambiare. Ho provato a ribellarmi, a far capire loro che fuori da quei confini c’era un altro mondo che pullulava. Alla fine, stanca, mi sono detta che dovevo andare a incontrarlo anche io quel mondo. Non era sufficiente dire che c’era. Non sono andata lontano, a onor del vero, ma sono partita da sola e da zero con la valigia piena di sogni senza un soldo in tasca e l’incertezza di come sarebbe stato il mio destino, il mio futuro. Oggi, oggi non so quale scelta politica fare. Ho ancora dentro, intatti i miei ideali e loro rimarrano con me. Nessuno può distruggerli e fino a che vivrò continuerò a comunicare il mio pensiero. Continuerò a dire ciò che mi piace e ciò che non mi piace e non lo faccio perché qualcuno viene a scavare nelle mie tasche. No. Lo faccio per i giovani, per i figli di questa terra vittima dell’ arrogante ignoranza. Lo faccio in nome di quella che io penso sia il senso della giustizia sociale. A me non importa se uno è più ricco, più bello, più intelligente, più istruito di me se poi alla fine questo si rivela un approfittatore, un bugiardo, un ipocrita, un falso, un mascalzone che antepone i suoi interessi a quelli degli altri.
Sono cresciuta rispettando il lavoro di tutti. Fossero questi magistrati, giornalisti, manovali. Sono cresciuta col valore della Patria e dei suoi rappresentanti. Ho amato, perché me L’HANNO INSEGNATO ad amare, questo Paese e lo difenderò fino alla fine da coloro che intendono minarlo. Lotterò contro chi tenta di sfaldarne le fondamenta: Istituzionali in primis
Non so se la “Cultura” dello Stato sia un fattore “culturale” da opporre all’ignoranza di molta gente che questo stato vuole distruggere. So che per me la Patria è sacra ed inviolabile.
Non so se sono comunista, di sicuro condivido il pensiero di Berlinguer e rimango fedele al mio ideale.

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Parlo già troppo qui sul web....

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