Pubblicato in: Dalla parte dei bambini, La Scuola vista da me

Metodologia nella Prima Classe della Scuola Primaria


Dai miei #studi, dalla mia esperienza personale mi è stato insegnato, ed ho sempre saputo, che la dislessia si manifesta nel primo anno di scuola primaria. Per questo motivo i #pedagogisti moderni hanno rigettato la metodologia didattica in voga negli anni 70-80 che prediligeva il metodo globale al metodo analitico. La presentazione di tutti e TRE i caratteri della scrittura contemporaneamente ed ha iniziato a privilegiare la conoscenza graduale. E’ UN ERRORE presentare tutti e tre i caratteri insieme. Ed è un errore perché evidenzia e non “recupera” i bambini che hanno problemi di dislessia, disgrafia, discalculia. Tenendo a mente che oggi i DSA, per legge, non rientrano più nell’area pertinente gli interventi di sostegno; considerando che la legge prevede percorsi individualizzati con la stesura di P.E.P. e oggi anche dei B.E.S. rendere evidente, rafforzando, il problema del bambino, ed in una classe può capitare di averne molti più di uno, si ritorcerà sul lungo termine non solo sull’alunno che vedrà accrescere il #gap tra lui e i compagni ma sulle stesse docenti che, se sono davvero tali e credono nel loro lavoro, si troveranno a dover gestire una non facile situazione nell’impostazione della didattica. Un ruolo non indifferente nella creazione di questo problema viene giocato sia dalla fretta che hanno molti docenti di finire il “Programma” sia dai genitori che pensano che altrimenti i loro figli non imparino nulla. Si dimenticano, #docenti e #genitori, che i bambini non sono contenitori vuoti da riempire di nozioni ma “menti” che vanno aiutati a strutturare il loro pensiero, il loro linguaggio, le loro capacità. Allora prendiamoci tempi più distesi. Permettiamo al #bambino di metabolizzare tutto il nuovo che giorno dopo giorno affronta. Facciamo che sia lui il “costruttore” del SUO #sapere e non un pappagallo che ripeta a memoria la lezioncina. Lezione si, ma non col l’ansia del: DEVE FARE…
Lui imparerà spinto dalla curiosità. Imparerà quando trovandosi davanti ad un ostacolo si chiederà: Ed ora come faccio? Come leggo? Come scrivo? Non quando l’insegnante gli dice: Ora scrivi, ora leggi, ora fai. La lezione NON deve essere un imposizione: FAI! Ma un “Ti aiuto a capire come risolvere il TUO problema, la difficoltà che incontri ORA non quella che incontrerai domani”. Ricordiamoci, noi docenti, la celebre affermazione:
“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”…
Allora rispettiamo i tempi dei bambini e non quelli degli adulti…
{Angeli-KA-Mente riflessioni pedagogiche}

Pubblicato in: Così per scrivere..., Notizie e politica, Riflessioni personali

Riflettendo sulla pagina di Alberto Forchielli


Sai Alberto, riflettevo sulla capacità del linguaggio di “evocare” nella mente degli individui immagini più o meno piacevoli. Più o meno sgradite e ripensavo a quando Berlusconi andava in giro per il mondo a dire che i nostri ristoranti erano sempre pieni e gli aereoporti sempre affollati. Insomma lui proiettava nella gente una finta immagine di benessere. Poi è arrivato Monti e ha tolto dagli occhi degli illusi lobotizzati le fette di mortadella che avevano sugli occhi e… si sono svegliati. Si sono svegliati e hanno iniziato a seguire un clown che diceva tutto il contrario. Ci hanno creduto. Il nuovo messia faceva perno sulla loro frustrazione di non essersi arricchiti come Berlusconi, non solo, si ritrovavano, e si scoprivano, poveri e senza lavoro e il nuovo guru gridava con un codice linguistico volgare, come solo la fame sa usare, riempiendo di insulti dal più grande al più piccolo. Prendendo per imbecilli i suoi stessi seguaci. Chiamandoli incompetenti e impotenti… risvegliando in loro quello che gli italiani si portano da secoli nel loro DNA: l’incapacità di vivere senza un Padrone.
Adesso, alla luce di tutto ciò, credo che quello di cui si senta bisogno sia la Voce Sincera di un individuo che senza agitarsi, né esaltarsi, né promettere castelli e diamanti, chiami le cose col loro nome e torni a rimettere insieme il puzzle di 60 milioni di individui che forse hanno le idee chiare ma gli manca la forza, la capacità, di concretizzare. Avevo creduto, e credo in Te. Adesso ho accettato l’idea che Tu non Vuoi lasciare ciò che ti sei costruito. Il TUO Lavoro. Lo comprendo e Ti faccio le mie pubbliche scuse se ho tentato di tirarti dentro ad un discorso che non ti appartiene. Riconosco l’egoismo della disperazione. Di colui che non avendo più speranze si rivolge a San Gennaro. Tu non sei San Gennaro e io non ho Fede a sufficienza per muovere le montagne. Tutto ciò per dire che ci occorre un Leader che con pacatezza e senza grossolanità linguistiche ci dica cosa fare e che gli italiani la smettano di tirarsi la zappa sui piedi da soli e comprendano che solo la “sinergia” porta buoni risultati. La natura ce lo insegna solo l’unione dei due poli, il positivo e il negativo, generano energia utile alla sopravvivenza…
Un bacio a Te e grazie per la Tua pazienza.

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Quanto ci amiamo?


Da un post che avevo condiviso su FB riguardo alle considerazioni di chi è vicino alla morte e si accorge di quante “omissioni” ha commesso, primo fra tutti quello di amare un po’ di più se stesso e meno gli altri (dal lavoro agli affetti più vicini)  è scaturito questo mio commento alla domanda di una amica la quale si chiedeva perché avvenisse quando non c’ era più tempo per rimediare:
La prima risposta che mi sento di darTi è che da quando apriamo gli occhi noi subiamo i condizionamenti che ci vengono dall’esterno. L’individuo, nella sua crescita, non è MAI veramente se stesso ma il risultato di condizionamenti familiari e ambientali. Dai genitori agli amici. Dai parenti alla Scuola. Dal compagno/a alla società non facciamo altro che ricevere “imposizioni”.
Dalle leggi religiose a quelle dello stato. Tutti ti dicono come devi comportarti. Cosa è giusto e cosa è sbagliato, creando così una psico-dipendenza che poco margine lascia alla TUa Libertà personale. Che poi vai a cercarla questa Tua libertà dove è finita visto che dalla nascita non l’hai mai avuta. Devi crescere, maturare e, attraverso errori e ricadute, andare avanti fino a che ti rendi conto di quanto importanti sono state quelle cadute. Quelle ferite cicatrizzate. Quelle lacrime secche e, giunto davanti a quella che sarà la via del non-ritorno, ti rendi conto di quanto Tu non sia mai stato veramente Libero ma solo schiavo. Schiavo dei pre-giudizi, dei pre-concetti, vittima delle frustrazioni e/o delle esaltazioni di coloro che hai incontrato lungo il Tuo cammino… e qui mi fermo…

Pubblicato in: La Scuola vista da me, Notizie e politica, Organizzazioni, Società e Costume

SCUOLA… scuola… squola…


Qualcuno ha detto, da qualche parte, che forse sarebbe il caso di mandare Papa Francesco a Governare. Cosa che potrebbe anche andare bene se si vede nella figura di questo Pontefice l’integrità della Persona. Ma proprio pensando a questa SUA integrità morale, alla sua onestà intellettuale, di cui ha dato esempio cercando di liberarsi degli orpelli di una ritualità più pagana che cristiana, dicevo proprio in merito a questo, mi chiedo perché non si sta pronunciando su tutte le ingiustizie sociali che i nostri governanti perpetrano, e continuano a perpetrare, nei confronti di una popolazione laica in uno Stato Laico.
Forse, Lui non lo sa che nelle scuole private ci vanno solo i figli di papà.
Forse, Lui non sa che gli utenti bisognosi non si trovano tra le mura di bei collegi o di belle scuole ma in locali pubblici fatiscenti, con docenti che devono barcamenarsi per impedire la dispersione scolastica che è la madre della delinquenza.
Forse, Lui non sa le vere condizioni degli studenti italiani. Lui non sa che, a fronte di istituti religiosi vuoti, ci stanno barboni e senza tetto che vagano per le strade delle città sempre più aride e inumane.
Forse, qualcuno dovrebbe dirglielo, o portarlo a fargli vedere queste realtà, e sono sicura che a questo punto Lui sarebbe il primo a dire che la Chiesa deve pagare l’IMU o quel che cavolo è. Sarebbe il primo a restituire agli italiani quei soldi che i nostri governanti regalano togliendoli affamando la Scuola e lo Stato italiano.