Umanesimo vs Scienza


Si parla tanto di crisi di “valori”. Chi mi legge sa che spesso e volentieri mi sono scagliata contro la TV “cattiva maestra” e contro i mezzi di comunicazione di massa non solo per la dis-informazione ma anche, e in special modo, per l’ incultura trasmessa. Adesso, ragionando nella pagina della mia amica Anna Bizioli, un’altra constatazione è emersa. Da #Piaget in poi c’è stato un crescendo di esaltazione verso gli studi #scientifici a discapito dell’indirizzo #classico e umanistico. Io sono stata sempre la sostenitrice di una conoscenza più empirica che idealista in quanto ritenevo, e ritengo, che conoscere le leggi interne alla natura, determinare con rigore scientifico le cause che danno origine agli effetti, ci consente di poter meglio intervenire per migliorare le condizioni di vita non solo degli uomini ma di ogni specie vivente che popola il nostro pianeta. Senza dimenticare che oggi, una conoscenza scientifica è quella che ti apre molto più facilmente la strada nel mondo del lavoro. Però…. però… C’è il rovescio della medaglia. Presi a conoscere ed esplorare tutto ciò che sta intorno a noi ci siamo dimenticati una ricerca molto più importante e che, secondo me, viene prima. Quella incisa secoli fa nel Tempio di Apollo a Delfi: Conosci Te stesso. Ripresa da S. Agostino: “Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas” , e che gli alchimisti celavano sotto l’acronimo di V.I.T.R.I.O.L. (Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem). Questo ha fatto si che l’uomo perdesse la dimensione della sua vera natura “umana”. Oggi c’è più empatia tra le bestie che tra gli #uomini. Forse negli istituti scientifici dovrebbero aumentare le ore di letteratura, italiana e straniera, e quelle di #filosofia. Chissà potremmo avere una generazione futura davvero completa. Potrebbe veramente nascere quel figlio mercuriale, figlio del Sole e della Luna. Della natura fisica e psichica. Perché finalmente l’uomo capirebbe che non c’è antitesi, non c’è contrapposizione tra di loro ma che ambedue, pur essendo facce di una stessa medaglia in realtà sono formati dalla stessa sostanza. La medesima materia. Plasmati da una sola mano.

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