Pubblicato in: Cultura Alternativa, Riflessioni personali, Salute e Benessere

Lotta quotidiana


corrida5Quando uno ha mal di testa ricorre a una pillola e tutto passa.
Se soffri per una contrattura muscolare fissi un appuntamento con un esperto in massaggi posturali, un paio di sedute e torni più pimpante di prima.
Se ti rompi una gamba un ingessatura e un paio di stampelle ti sostengono e ti aiutano a camminare. Qualunque dolore fisico si risana garzie all’aiuto di qualcosa che è “fuori” di noi.
Ci sono problemi, preoccupazioni, dolori che, pur indipendenti da noi, ci fanno soffrire, agitano il nostro riposo, ci tolgono il gusto di una sana risata… I pensieri neri, la rabbia, hanno ragione di noi e ci “isolano” dal mondo fino al punto di ripudiarlo. Allora, come toreri nell’arena, cerchiamo di prendere il toro per le corna. Da una parte il freddo raziocinio che tiene tutto sotto controllo, dall’altro un toro infuriato, accecato dal continuo sventolare di quel telo rosso che risponde a testa bassa… Nessuno degli astanti interviene in quella fossa. Si assiste con ansia, angoscia alla fine della contesa…
Così ci ritroviamo soli… ma in questa solitudine si rivela l’Uomo forte. Chi non si lascia abbattere, chi serra i denti, chi razionalizza avrà sconfitto il toro. Gli spettatori possono solo far sentire la loro vicinanza, la loro empatia… di più non possono fare a meno che non gli si chieda di scendere anche loro nell’arena…[#AngeliKaMente in counsellor terapia]

Pubblicato in: Notizie e politica, Riflessioni personali

Morte lenta sull’Adamello?


OTianasquarek… probabilmente vi sarete stufati di sentirmi citare continuamente Alberto Forchielli, ma come dicevo ancora qualche giorno fa il suo pensiero, per me è diventato come la Bibbia dei Testimoni di Geova… Non si discute. Devi accettarlo tout court. Non vi nascondo che ho dei momenti in cui la voglia di mandarlo a vaff… in puro stile grillino mi prende, eccome che mi prende! Come mi è presa ieri nel leggere l’ultimo stralcio di una “intervista” sul blog di Michele Mengoli. Cavolo che mi sono incaxxata! Lui dice che i giovani devono andarsene via dall’Italia in quanto questo Paese è destinato a implodere su se stesso perché gli italiani sono troppo abbottonati su ciò che hanno, e che non vogliono che gli venga tolto (dai privilegi al patrimonio), che non sono disposti ad assumersi responsabilità. Non vogliono rimobccarsi le maniche e non vogliono stringere la cinghia. Grillo, da bravo capitalista, incita i suoi seguaci a scagliarsi contro la Kasta, colpevole di ogni misfatto. Così come una volta, noi di sinistra, incolpavamo Berlusconi di tutti i mali d’Italia ( non è che non fosse vero, Berlusconi ha il 90% di responsabilità… e chi la pensa come me sa di cosa parlo) e il nostro faceva credere ai suoi fedeli che i suoi problemi con la Giustizia erano anche i NOSTRI… Purtroppo il problema non è solo quello e, con molto dolore, devo dare ragione ad Alberto.
Se continuiamo a tollerare che ci sia gente che si fa un fondo schiena così mentre tanta altra bivacca sul posto di lavoro allora non lamentiamoci se stiamo andando a fondo. NOI siamo responsabili dei nostri mali e non solo i politici. Se non avremo l’onestà intellettuale di ammetterlo allora ci comportiamo come la volpe con l’uva… Troppo acerba per lottare per prenderla. E, parlando con Alberto Nigris, poco fa mi è venuto in mente quello studnete che da solo, a Piazza Tienanmen , si piazza davanti ai carri armati. Lì si misura il coraggio di un uomo. Qui, noi piccoli e pidocchiosi non abbiamo nemmeno il coraggio di farci un piccolo esame di coscienza e di accettare di fare sacrifici per salvare il nostro Paese. Alberto Forchielli prevede uno scenario apocalittico per il nostro Paese… eppure Lui dice che una soluzione possibile c’è… Oggi siamo sull’Adamello, per citare una località a lui cara… Vogliamo tornare a stare uniti e lottare per i nostri giovani? Per dare un futuro al nostro Paese? Per fare ciò non è necessario nessun apriscatola, non servono i vaffa.. Serve una cosa molto semplice che nei paesi protestanti applicano quotidianamente: Collaborazione… cooperazione… solidarietà…

Pubblicato in: Notizie e politica, Riflessioni personali

L’importanza dell’ Industria Turistica


Ieri, parlando con Alberto Forchielli sono venuta a conoscenza di un articolo interessante. La Corea del Nord apre al turismo! Direte che ci frega a noi specialmente adesso che stiamo a litigare tra chi ha vinto e chi ha perso? Ecco, nulla se non la conferma che un corpo diviso in se stesso è destinato a morire nel più perfetto stile karakiri.  Come accade in quella striscia di terra in cui una fa la parte del leone e l’altra della pecora. Quella che urla di più è quella che fa più la fame. Quella dove la popolazione è divisa in caste e dove il potere è nelle mani di pochi che oltre ad arricchirsi pensano a sviluppare il nucleare. Per anni la Corea del Nord si è chiusa al mondo, rifiutando qualunque tipo di ingerenza nel suo territorio. Quelle volte che ha aperto le sue frontiere è stato solo nei momenti di bisogno (carestia e inondazioni). Quello che ha di singolare la notizia, a parte questa apertura verso la Cina è la “motivazione” che ha portato questo Paese ad aprire le porte al turismo. Cioé l’idea di aumentare le riserve di valuta estera… Ecco a cosa serve l’industria del turismo. Un industria che noi abbiamo gettato alle ortiche. Litighiamo..litighiamo invece di sederci e vedere cosa fare….
Qui l’articolo:
http://www.stratfor.com/sample/analysis/reflections-pyongyang

Pubblicato in: Riflessioni personali, Sprazzi di....anima

Orgoglio e Umiltà


A otto anni avevo già letto tutti e 4 i Vangeli. Durante tutta la mia vita ho continuato a leggerli ed a rileggerli. Non perché non avessi altri libri ma perché trovavo, e trovo, lì tra quelle parole, il senso di questo mio esistere. Oggi so che non c’è nulla nel mondo che io non possieda. Oggi so cosa è necessario conoscere per la mia “crescita”. Oggi so chi sono, dove sono e cosa fare. Oggi so che una frase ha segnato la mia strada già da allora. Quando, bimba, la lessi per la prima volta:
“Chi si innalza sarà abbassato e chi si umilia sarà innalzato”.
Perché nessuno si trova ad occupare il posto che occupa per sua libera scelta. Questa è l’arroganza degli uomini. Ciascuno di noi, la sua storia l’ ha già scritta prima ancora di nascere. Triste uomo è colui che la dimentica e venendo su questa terra cerca di riscriverne un’altra perché quel copione non gli piace…[#AngeliKamente esoterica stamane]

Pubblicato in: Riflessioni personali, Società e Costume

Ipocrisia seduttiva


seductivity-mask

I pensieri sono come le ciliegie, uno ne chiama in causa un altro e così è stamane…
Non amo molto giocare a nascondino. Anzi credo di non averlo mai amato, nemmeno nell’età dei trastulli. Lo trovavo cretino e noioso. Dovermene stare lì, ferma, immobile, nascosta aspettando il momento di uscire alle spalle di colui che era al palo, e se toccava a me stare al palo detestavo mettermi con la faccia al muro a contare fino a 100 come una cretina.Ho sempre amato i giochi, le azioni dirette. Il salto della corda ad esempio. Non quello che si fa da soli facendo roteare i due estremi ma quello che si gioca in tre. Quello dove due girano e tu ci devi “saltare dentro” mentre questa gira. Ho sempre amato guardare le cose direttamente in faccia. Fosse questo un gioco, una sfida, un pericolo. Non fa differenza per me. Ma devo essere IO a calcolare il rischio del “mio salto” ed a stabilire se voglio farlo o meno e poco mi curo se così facendo mi rendo meno interessante. La cosa non mi tange.
Ovunque mi giro, ad esempio, non leggo altro che frasi ad effetto ma quella che è davvero la più assurda, per me è: Odio l’ipocrisia!
Balle e ancora balle. Siamo tutti pieni di ipocrisia. Non è ipocrita ad esempio giocare al gatto col topo in un rapporto amoroso?
La seduzione, non quella innata, quella che una donna possiede per istinto naturale, ma quella deliberatamente “provocata”, quella che viene insegnata anche con i manuali (ci sono addirittura le “scuole per sedurre”), al solo scopo di far perdere la testa all’ allocco di turno non è essa stessa la più alta forma di ipocrisia?

Pubblicato in: Notizie e politica, Organizzazioni, Riflessioni personali

Legalità Vs Illegalità


Cos’è che determina il peccato, per le varie confessioni religiose? O meglio che cosa è il peccato? Per preti, rabbini, imam il peccato è un’azione contraria agli insegnamenti dati nei loro testi sacri.
In uno stato laico il peccato viene definito come atto illegale in quanto viola le leggi sociali. Nell’un caso e nell’altro, sia che parliamo di peccato sia che ci occupiamo di illegalità non facciamo altro che centrare il problema in un solo punto.
Ci sta l’uomo e ci stanno le leggi, le regole che determinano lo stare insieme. Non rispettarle si dice che l’uomo delinque. Ormai, e la storia ce lo insegna, è vero ciò che pensa la mentalità criminale: Le Leggi sono fatte per i cretini. Lo penso anche io. Parlare di leggi e di illegalità, e perdonatemi il paradosso, è come parlare dell’esistenza o meno di Dio. Per alcuni c’è per altri no. Così sono le leggi degli uomini. Se non ci fossero le leggi mi dite chi delinquerebbe? Quanti di noi non hanno provato l’ebbrezza di “infrangere” la legge fin dalla prima fanciullezza quando al genitore che ti dice: “Non mangiare la nutella”… tu rispondi “Si, si” mentre il dito è già dentro il barattolo?
Ecco, secondo me il problema vero, reale, è uno solo, non eliminare la Legge i regolamenti che “tutelano” la civile convivenza democratica ma legittimare tutto quello che genere affari d’ oro alla criminalità organizzata.
Non è che dicendo: Non ti drogare altrimenti ti metto in galera che un individuo viene demotivato a farlo. Di solito è vero il contrario. Tanto più una cosa è accessibile ed a portata di mano tanto più perde interesse, fascino.  Tanto più è difficile da avere, da raggiungere, tanto più ha fascino e ti cattura.E’ come una bella donna che si offre senza veli o inibizioni a un uomo. Non viene nemmeno degnata di uno sguardo. Perché per l’uomo, e parlando di uomo in questo caso parlo di umanità, è cacciatore. Non ha perso l’istinto di andare in cerca di prede. Siano queste donne o… denaro. Per l’uomo la vita è una continua “caccia”, allora perché non rendere legale tutti i commerci “illegali”?
Quando non c’è più il piacere del rischio qualunque portata diventa insipiente.
Buona giornata a Voi, oggi. Nel giorno della legalità io lancio un appello forte e provocatorio: Cancelliamo la voglia di delinquere legalizzando l’illegalità.

Pubblicato in: Notizie e politica, Organizzazioni, Riflessioni personali

Cina, Russia, USA, UE


Alberto Forchielli Presidente di Osservatorio Asia
Alberto Forchielli Presidente di Osservatorio Asia

Ultimamente mi ritrovo a pensare quanto la mia percezione del Mondo e delle cose sia entrata in una nuova rotta. Non perché sia cambiato il vento, né perché ero in rischio di collisione, ma semplicemente perché lungo le mie coordinate è apparso un vento orientale che di orientale ha poco, molto poco, a iniziare dalla stazza che sovrasta di più di una spanna un qualunque cinese. Parlo di Alberto Forchielli. Un italiano, che più italiano non si può. Verace e mordente come i tortellini della sua Terra di Romagna. Ma lui non è solo questo. E’ un uomo che dell’Oriente ne conosce onori e magagne visto che vi ha trascorso gli ultimi vent’anni della sua vita.
Entrare nelle sue pagine di Facebook o di Twitter, leggerlo sul suo sito o su quello di Piano Inclinato, ti apre la mente verso un mondo globalizzato in cui i confini sembrano essere solo quelli mentali e i limiti quelli imposti dal nostro pensiero. Lui è un vortice, un uragano. Meno male che è uscito dalla scuola prima che venisse riconosciuta la Sindrome dell’ADHD o avrebbe avuto seri problemi (ammesso che li abbia dati ai suoi tempi, ai suoi maestri, o magari la sindrome si è rivelata solo in tarda età, magari per la troppa esposizione al Sole d’Oriente).
Dicevo che leggere i suoi commenti, ma soprattutto i suoi innumerevoli interventi, sulle questioni mondiali ti fa rendere conto di quanta misera cosa sia l’Italia e gli italiani.
Italia ed italiani che Lui ama più della sua stessa vita e il cui pensiero, visto la situazione politica e sociale in cui ci troviamo, non lo fanno riposare sereno. Ne ha fatto un punto di onore: Onorare e Servire il Suo, il Nostro Paese in modo da farlo uscire da una situazione che non ha nessuna rosea prospettiva per il futuro. Da questo ne discende che non passa giorno in cui il Nostro non analizzi la situazione mondiale e ne tracci una linea con l’Italia nel tentativo, quasi inascoltato dei media, di rassicurarci o metterci in uno stato di allerta.

Alberto Forchielli ha una dote, una caratteristica che fa parte della SUA personalità, dietro la sua faccia sorniona dell’uomo d’Affari Internazionali, dietro lo sguardo furbo e intelligente di chi dice: Non mi freghi… ha un cuore d’oro.
Troppo buono. Ma non è quel buonismo di facciata che i più ostentano salvo poi pugnalarti alle spalle. No, è la bontà di chi NON pensa che da una sua azione ne possa scaturire una Malvagia.
Lui, con l’impulsività che lo contraddistingue si getta a capofitto nell’impresa in cui crede… Salvo poi, svegliarsi un po’ ammaccato e rendersi conto che il Paese che ha amato, la Cina, si è rivelato in realtà una mela marcia al suo interno. Ha avuto presentata una bella mela e, come Biancaneve l’ha addentata, salvo correre il rischio di venire avvelenato.
Adesso che ne ha avuto la percezione netta, che cammina guardandosi le spalle, è rimasto profondamente deluso e per impedire che altri provino la sua stessa cocente delusione, che vengano traditi come è stato tradito Lui, va a dare la sua “autorevole” testimonianza anche a Washington.
Detto questo, quello che oggi voglio sottoporre alla Vostra attenzione sono le Sue considerazioni riguardo ad una grossissima trattativa appena conclusa tra la Russia e la Cina e che sta preoccupando molto gli americani e gli europei. Ecco il link al Suo pensiero. Leggetelo, ne vale la pena, e inziamo a pensare anche noi, in maniera diversa, a questo Pianeta
http://www.formiche.net/2014/05/22/usa-cina-russia-gas-forchielli/.

Buona lettura.

Pubblicato in: Notizie e politica, Organizzazioni, Un pò del mio Diario

L’uragano Forchielli or the Great Warrior


Immaginate di aver trascorso la giornata intera a sfaccendare per casa. Immaginate di dover preparare una festa a sorpresa a cui parteciperanno circa 15 persone. Immaginate che dopo esservi preparate ed aver indossato delle comode e pratiche ballerine nere gli uomini di casa ti dicano: No, quel vestito sta molto meglio con un paio di scarpe coi tacchi. Immaginate di non saper dire di no ai suddetti uomini di casa e di accontentarli trovandovi a dover caracollare sui tacchi per il modico tempo di 5 ore, quando alla fine esausta ti dici:” Andate a quel paese”, e ti rinfili le comodissime ballerine. Immaginate che però quelle cinque ore sono state sufficienti per mettere in circolazione, nel vostro tessuto muscolare, l’acido lattico e immaginate di svegliarvi la mattina come dopo il primo giorno di palestra. Immaginate di trascorrere la notte con notifiche di email a cui non potete non rispondere. E dopo aver immaginato tutto questo continuate a farlo fino al pomeriggio, Quando, dopo aver pranzato, vi abbandonate sul letto e sprofondate in un sonno profondo per essere svegliati di soprassalto dallo squillo del cellulare. Con un occhio aperto e l’altro chiuso realizzate chi c’è dall’altra parte della linea solo perché vedete l’immagine, e immaginate di non avere il tempo di dire: “Sei tu!”, che una inconfondibile voce, con l’accento bolognese, dall’altra parte inizia a urlare:
– “Hai visto? Dico, ti rendi conto? Hanno trovato il coraggio! Adesso hanno trovato coraggio. Dovevo parlare io per farli uscire fuori a sta gente!”
La voce agitata è una via di mezzo tra l’euforia e la rabbia. Nonostante i miei neuroni siano mezzo addormentati sentire Alberto in quello stato mi intimorisce e non riesco nemmeno a fiatare mentre lui continua:
– “Finalmente qualcosa si muova anche lì da Voi. Ci hanno messo un po’, dici che l’hanno capito? Hai letto cosa ha detto l’Assessore?”
A quel punto realizzo di cosa sta parlando. Dell’ultimo episodio successo a Prato e dell’intervento dell’Assessore all’Integrazione del suddetto Comune il quale ha dichiarato che interromperanno i rapporti col Consolato Cinese se non si decideranno a collaborare. Mi metto seduta sul letto e cerco di farfugliare qualcosa a un imbestialito Forchielli.
Balbettando gli dico:
– Lo sai come siamo fatti noi italiani…
Non l’avessi mai detto, inizia a urlare, bloccando anche il pensiero:
-“Basta, sono stanco, stanco di sentire come siamo fatti. Questa storia deve finire! Io sono qui a Shangai con…. e fa il nome di un altro personaggio famoso e conosciutissimo a livello internazionale. Siamo stati a Pechino e ci dobbiamo tornare la settimana prossima e sto lottando per Voi, perché ci possa essere un futuro migliore per i nostri giovani e vengo a sapere questa cosa qui. Ti rendi conto? Questa è davvero una bellissima notizia. Finalmente qualcuno si muove! Ma possibile che se io non avessi parlato lì le cose continuavano ad andare come sempre?
Dico, timidamente: – Si, Alberto, me ne rendo conto. Qualcosa si muove… ma perché urli con me? Non sono mica Alino Milan, io?
Ma parlare con Alberto, l’ho imparato in questo anno e più che lo seguo, è come dire all’Etna di smettere di sputare lava… Infatti mi interrompe.
– Bene, adesso ti devo lasciare qui sono le 9.00 di sera ed io ho ancora molto lavoro da fare…
Ecco questo è l’uragano Forchielli. Un uomo così combattivo, così determinato. Un Uomo convinto che in questo mondo si viene per portare a termine, ciascuno di noi, una missione. Lui ha abbracciato quella della lotta alla criminalità cinese che vuole infiltrarsi nel nostro Paese e che già lo sta facendo in combutta con la nostra malavita organizzata.
La sua è la guerra del Buono contro il cattivo. Dell’ Onestà e della Legalità contro la Triade Cinese e la Mafia Italiana.
Ora capite perché non si può fare a meno di ammirare e seguire questo “Great Warrior”? Capite perché non possiamo lasciarlo solo in questa battaglia?

Pubblicato in: Notizie e politica, Organizzazioni, Riflessioni personali

Tra Italia e Cina un ponte di “illegalità”?



Un altro incendio in quel di Prato. Con un episodio che si tinge di giallo. I cinesi escono in strada col pigiama e una di loro si … “dilegua”…
L’assessore all’Integrazione del Comune di Prato Giorgio Silli (Fi), giunto sul luogo del rogo della ditta in via del Molinuzzo, si esprime in questo modo contro le autorità del governo cinese:
«Sospenderemo ogni rapporto diplomatico con il consolato cinese finché questo non mostrerà davvero di voler cambiare le cose: dalla tragedia di via Toscana non è cambiato nulla».».”
Leggo queste parole e non posso fare a meno di riandare col pensiero a quella mattina del 3 Dicembre 2013 in cui, un appassionato e super incazzato Alberto Forchielli , ai microfoni di Radio24, ad uno sbigottito Alino Milan, urla la sua rabbia a un sistema camorristico cinese che sta prendendo piede sempre di più nel nostro Paese e che noi leggiamo solo come notizia di gossip senza renderci conto della portata che quello che sta avvanendo possa avere ripercussioni negative non solo sulla nostra Economia ma sull’intero assetto sociale, culturale e istituzionale del Nostro Paese nel lungo termine.
Non credete che sia ora che si inizi a denunciare questo stato di cose prima che ci ritroviamo con la Mafia cinese in casa Nostra?
Quanti si uniranno ad Alberto e all’Assessore?
http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/24mattino/2013-12-03/alberto-forchielli-incendio-prato-105401.php

“Alla accalorata battaglia di Alberto Forchielli si unisce anche la voce di Enrico Rossi Presidente della Regione Toscana.
Al Consolato cinese il presidente rinnova l’appello a schierarsi con ancora più forza dalla parte della legalità e della parte sana della comunità e delle imprese cinesi di Prato e di sostenere il lavoro delle istituzioni e delle associazioni di categoria per far emergere il lavoro e l’imprenditoria dalla clandestinità e dall’evasione. Solo con un’intesa ufficiale e con un dialogo costante – con la condivisione delle responsabilità – sarà possibile trovare una soluzione ai molteplici problemi”…

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/…/prato-incendio-in-una-ditta…/…
Copyright © gonews.it

Pubblicato in: Notizie e politica, Riflessioni personali

Giudici comunisti


Riflettevo sulla definitiva sentenza per Dell’Utri su quanto la politica berlusconiana ha nuociuto alla Giustizia Italiana.
Dal 1994, da quando Berlusconi è entrato con prepotenza negli scranni del Potere Politico, abbiamo assistito tra l’indifferenza e l’indignazione ai suoi continui attacchi al Terzo Potere dello stato, quello Giudiziario.
Quell’individuo, attraverso tutti i mezzi di comunicazione di massa di cui era proprietario, ha lobotizzato la mente del 60% degli italiani a favore di suoi lecchini e “uomini di fiducia” che ha messo nei punti strategici del Potere. Ha perpetrato con meticolosa astuzia una campagna mediatica che, da un lato, ha svilito, depotenziato, destabilizzato la legalità nel Paese, dall’altra l’ha dato in mano alla peggior specie di criminalità organizzata della nostra storia: La Mafia.
Nel gioco dei corrotti e dei corruttibili lui stesso è finito vittima del suo stesso inganno diventando da “ricattatore”, “ricattato”… (vedi lo scandalo delle Olgettine, con uno stipendio mensile di 2,500,00 euro o i cinquemilioni(?) di Ruby Rubacuori).
Potrei anche sorvolare su tutto questo se non fosse che tracimando giornalmente la credibilità dei Giudici ha rallentato il corso stesso della Giustizia nel nostro Paese portandolo a un livello di illegalità tale che secondo me siamo secondi solo al Burundi, eufemisticamente parlando.
Inoltre, questo ha “deviato” l’attenzione degli italiani che invece di aiutare i Giudici nel loro lavoro hanno iniziato a giudicare anche loro. Con la spiacevole sensazione, avvertita da me, che siamo diventati tutti bravi “Giudici” condannando qualunque cosa si muova. Il desiderio di legalità e di giustizia ha spostato l’attenzione dall’aula dei tribunali alle riviste ed ai social network.
Questo ha ulteriormente danneggiato il Paese gettandolo in pasto alla demagogia e al primo arrivato che parla senza essersi prima informato. Ormai il costume è questo: Prima si parla e poi si va a vedere se ho ragione o torto. Una volta era il contrario. Anzi, quanto maggiormente si aveva ragione, maggiormente si andava avanti senza abbassarsi a replicare. Oggi no, è un lusso che non puoi concederti. Pena la divulgazione di bufale e bufale e bufale…
//N.B. Non sono una giornalista e quindi questo mio pensiero non costituisce nessuna denuncia ma solo una mia considerazione personale visto che, dicono, siamo in democrazia (dove vige la libertà di pensiero e di parola), sui fatti italiani. Chi vuole può smentirmi o confermarmi nelle mie riflessioni. Grazie!