Fondazione Roland Berger e la zampata del leone: Alberto Forchielli


Per raccontare l’epigono di questa storia è necessario che faccia un salto all’indietro. Che cammini a ritroso come i gamberi, riprendendo in mano i fogli del calendario e li risistemi in ordine decrescente fino ad arrivare al mese di Ottobre del 2013. A 6 mesi dopo aver conosciuto Alberto Forchielli. Una personalità pubblica che seguivo a intermittenza scambiandoci qualche allegra battuta per email. Le vacanze estive, il rientro a scuola con il surplus di lavoro di inizio lezioni e la corrispondenza che si infittiva. Alberto mi incuriosiva e mi sgomentava. Sensazione questa che molti provano entrando per la prima volta nella sua pagina. Qualcuno degli amici carissimi che mi conoscono, sia dentro che fuori questa macchina, mi manifestavano la loro perplessità riguardo alla “mia frequenza” sempre più fitta sulle sue pagine. Non capivano da dove scaturisse questa mia “ammirazione” per una persona che appariva ai loro occhi così tronfia e vanesia… Tutto il mio contrario. Mi sono sempre limitata a sorridere perché dietro questa macchina, tra i bit, si veniva rivelando una personalità completamente diversa. Parlavamo di tutto e di più… Soprattutto parlavamo dei giovani. I Giovani. Quanto li ama Alberto, e quanto li amo io e coloro che come me danno l’anima nella scuola, per aiutarli a costruirsi un futuro! Alberto chiedeva, mi interrogava. Voleva conoscere la scuola dal di dentro ed io raccontavo e raccontavo e gli narravo dello sfacelo. Del disamore in cui erano precipitati molti miei colleghi a causa di questa Politica di Governo assassina che ha tagliato le gambe alla parte migliore del Paese: La Scuola. Mi chiedeva cosa secondo me si potesse fare per i giovani e mi aiutava a riflettere ed a sognare. L’ otto ottobre, se ricordo bene si trovava a Monaco, a bruciapelo mi fa: Conosci l’inglese? Dico non lo parlo ma con l’aiuto di un traduttore certo che si … Mi fa ti inoltro un email con un documento in PDF leggilo e dimmi che ne pensi. Nell’email c’era scritto: Dear Alberto,
As promised, here is the link of the Roland Berger Foundation.
http://www.rolandbergerstiftung.org/index.php?id=14
Any additional material will follow soon in German.
Have a safe trip back wherever you are travelling from here.
Best regards,
Anke Così vengo a conoscere Roland Berger e piacevolmente sorpresa per ciò che leggevo manifesto ad Alberto la mia ammirazione per quest’uomo. Lui mi fa:
-“Voglio farlo anche io, in Italia. Voglio portare la Fondazione Roland Berger in Italia per aiutare i nostri ragazzi!” Non voglio sdilinguirmi nel raccontarvi cosa provai nel sentire quelle parole ma manifestai ad Alberto tutta la mia sconfinata ammirazione se fosse riuscito a realizzare questo progetto. Io sono come l’Etna, vado subito in ebollizione. Dissi: -“ Mi metto a tua totale disposizione per qualunque cosa pur nei limiti che la non conoscenza della lingua inglese mi impone.” Lui mi disse: – “Calma, stai calma!” Lo feci, ci provai. Il tempo passava e avevo quasi perso la speranza. Intanto mi ero ben informata sulla figura di Roland Berger. Chi è quest’uomo che si è prodigato per garantire l’Istruzione a giovani meritevoli e bisognosi in un Paese come la Germania dove ai gradi alti dell’Istruzione può accedere solo chi ha i soldi? E’ un uomo che scrive sul suo sito: »As a child during the Second World War, I saw in my own family how political distress can cause fear and suffering, and how precious human dignity and tolerance are. That is why I founded the Roland Berger Human Dignity Award. At the same time, I feel that I belong to a very privileged generation: I have enjoyed more than 60 years of peace and increasing prosperity. I feel a need to share this good fortune with others: I want my foundation to promote equal opportunity in education, thus broadening the societal channels that lead upward and onward, to the ultimate benefit of all members of society.«
(Prof. Dr. h.c. Roland Berger)
Potete trovare il suo resumé a questo link: http://www.rolandbergerstiftung.org/index.php?id=57
La Sua filosofia, quindi, è quella di aiutare ragazzi e bambini meritevoli ma che vivono condizioni di disagio sociale ad accedere ai più alti gradi dell’Istruzione ed a farlo nel modo migliore attraverso l’istituzione di un Fondo che elargisce loro delle borse di studio.
Attualmente i ragazzi che la Fondazione Roland Berger ha aiutato sono circa 640, e coprono sia il ciclo della Primaria che quello delle Superiori. Ma, l’azione della Fondazione, non si limita solo all’assegnazione delle Borse di Studio, va oltre. Essa mette a disposizione di “ogni” singolo studente il sostegno di un Tutor che lo seguirà e che farà da trait d’union tra lo studente, la Scuola e la famiglia, sostegno dato in base ai bisogni “formativi” dei singoli ragazzi. Il professor Roland Berger oltre ad aver fondato la German National Scholarship ha fatto un’altra azione meritevole. L’istituzione del Roland Berger Human Dignity Award, con cui mette a disposizione un fondo di ben UN milione di euro ad individui ed organizzazioni che nel mondo operano per il riconoscimento e il rispetto della dignità umana e per la pace mondiale.
“ I feel a need to share this good fortune with others”… queste sono le stesse identiche parole che Alberto con disarmante semplicità mi disse: -“Desidero condividere la mia grande fortuna con gli altri. Con chi lo merita. Ho i soldi e posso permettermelo.”
Bene, adesso, dopo diversi mesi dietro cui sono sicura si nasconde un lavoro non indifferente di Alberto Forchielli, questa Fondazione arriva in Italia e parte, come è giusto che sia, dalla città di Alberto. Quella città dove lui è nato, ha studiato, con poco impegno come lui stesso ha ammesso nell’intervista rilasciata a Danilo Masotti, circa un mese fa, ma riuscendo, ciò non di meno, a conseguire la Laurea cum lode in Economia e Commercio e nelle cui Università ha svolto la sua docenza il padre Paolo Forchielli, professore di Diritto Privato prima e poi di Diritto Civile: “Bologna.” Ne ho appreso da poco la notizia. Perché come è nello stile di Alberto lui si comporta come si dovrebbe comportare il “vero cristiano”. Pur dichiarandosi miscredente lui segue ad litteram le parole del Vangelo: “Non far sapere alla tua mano destra cosa fa la sinistra.” Cosa dire? Lascio a voi l’ultima parola per una tale iniziativa che io apprezzo e che ha alzato il livello della stima che io nutro per Alberto di molti.. molti gradini, (spero solo di non bucare il cielo, ci basta già il buco nell’ozono… ) e sono sicura che salirà anche la Vostra Stima nei suoi confronti a cui si unirà la Gratitudine di tutti quei ragazzi che avranno la fortuna, grazie alle loro capacità, di beneficiarne.
A nome loro, delle loro Famiglie, io inizio a dirti: “Grazie, Alberto Forchielli!” Il Mondo ha bisogno di ossigeno ed aria buona. Quell’ossigeno e quell’aria buona delle Nostre Alpi che tu ti porti dentro in questo tuo girovagare, più tra il cielo che coi piedi per terra, e che hai imparato a respirare grazie a Tuo Padre che ti ha fatto conoscere ed amare le pagine più tragiche della nostra storia italica, quelle della II Guerra Mondiale.
GRAZIE per quel : “ I feel a need to share this good fortune with others”!!!!!

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