La chiave giusta c’è per il Paese


Immagine6e non è l’apriscatole grillino.

Pur se non vivo aspettando il Messia, come qualcuno ha detto stamane sulla mia pagina di FB, cerco qualcuno che mi dia chiare indicazioni su cosa fare per la mia amata Italia, per il mio povero Paese,  ma principalmente per tutti gli italiani senza lavoro e senza speranza di trovarne uno e così gira che ti rigira mi ri-imbatto nel pensiero di Alberto Forchielli. Lui sembra che le idee ce li abbia chiarissime, mi chiedo perché mai non le proponga a Napolitano. Lui può farlo grazie alla posizione privilegiata in cui la Vita l’ha collocato. Nell’ attesa che mi si sveli il mistero riposto, copia-incollandolo da un altro mio post, il Suo pensiero per risanare il Paese e rilanciare l’economia:
“Esaustivo,chiaro e condivisibilissimo stamane il “Forchielli Pensiero”.
La soluzione c’è ed è alla portata di tutti gli uomini di buona volontà che devono smetterla di perdersi in chiacchiere demagogiche e dietrologiche.
La soluzione c’è, condivisibilissima da tutti quegli italiani che sono stanchi di raffazzonature. Di vedere continuamente che la gente tenta di tappare i buchi delle falle in un territorio che ha sempre più l’aspetto lunare che umano.
E se io, arrivata alla fine del mio pensiero, dicessi: #Alberto #Forchielli for President… vi sembro esagerata o lecca—culo?
Leggete e sono certa che, giunti alla fine, lo griderete anche voi insieme a me.:
Riflessioni in libertà per migliorare l’assetto competitivo del paese (ovviamente non esaustive ma abbastanza prioritarie)
1) Lo stato deve essere meno presente. Qui non è solo una questione di ridurre gli sprechi o i fannulloni (che si potrebbero ridurre con una riforma semplice del pubblico impiego che annulla tutti i contratti dei dipendenti pubblici e li fa rientrare nelle fattispecie dei contratti privati) ma è proprio una questione che, stante la situazione attuale, molti servizi vanno ridotti o eliminati. Il sistema delle licenze va abolito, tutte le licenze, tutte. I diritti acquisiti vanno picconati tutti. Il concetto è che lo stato deve amministrare la cosa di tutti e deve fornire quei servizi che singolarmente non riusciremmo a valorizzare correttamente, sanità, welfare, scuola, infrastrutture, e poco altro. I risparmi che verrebbero generati devono essere investiti al 80% nella riduzione del debito e per il 20% in riduzione di tasse. Quando in una famiglia i soldi mancano si tira la cinghia, si mette da parte, si ripagano i debiti, si rimette ancora da parte e poi si investe. Il padre di famiglia che risparmia sulla famiglia per ubriacarsi di solito va mandato fuori casa.
2) L’appetibilità dell’italia va rilanciata.
a) Giustizia più veloce. Che il giudice legga le carte e proceda in tempi rapidi al primo grado di giudizio (massimo 6 mesi), come fanno i giudici di pace. Poi ci sarà il secondo grado e la cassazione in caso. La giustizia è deve essere veloce e uguale per tutti nonchè giusta. E’ la base della convivenza e del diritto.
b) Semplificazione. Deve essere facile, semplice, comprensibile cosa va fatto e qualcuno deve decidere. Che venga ripristinata l’onorabilità della responsabilità personale nelle decisioni. Il concetto è che nessuno investe in un paese dove non si capisce nulla.
c) Il mercato del lavoro deve diventare un mercato dove sia facile e poco costoso assumere e licenziare. Il concetto è che le aziende hanno bisogno di lavoratori bravi e quando li hanno li tengono.
3) Scuola. Il sistema scolastico va ancora riformato, semplificato e reso più internazionale nella forma. Gli insegnanti devono essere valutati nel merito. A parte casi molto rari va abolito il valore legale del titolo di stato. La scuola deve formare talenti non sfornare impiegati di quart’ordine che non vedono l’ora di trovare un lavoro sicuro dietro una scrivania per tutta la vita. Se non vogliamo inventarci un sistema scolastico italiano copiamone uno all’estero. Io farei le elementari per 6 anni e poi le superiori per 6 anni (risparmiando un anno di studi). Istituti tecnici più o meno come sono ora, poi 3 indirizzi, scientifico, umanistico, tecnologico e poi un sistema universitario di forte specializzazione.
4) Evasione fiscale. Qui mi scappa da ridere. basta avere la volontà di fare controlli e il sistema dell’evasione fiscale si riduce di molto solo controllando meglio. Poi basta guardarsi intorno e vi sono decine di sistemi funzionanti nel mondo da cui copiare (senza inventarsi la supercazzola del pos obbligatorio che aumenta ancora le tasse).

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3 pensieri su “La chiave giusta c’è per il Paese

  1. Alfredo Di Somma ha detto:

    Certo.il punto c del 2,significa creare una spesa per ammortizzare i danni sociali ed umani arrecati al cittadino lavoratore-vittima!poi sono d’accordo sul discorso formativo e letasse.attenzione,pero’ a lasciare tutto nelle mani di questa imprenditoria fannullona e ladruncola che ha buttato in combutta con i politici e la delinquenza l’italia nello sconforto.cerchiamo innanzitutto di creare una societa’ prima di fare riforme da disastro definitivo!non non siamo cinesi ne russi…….

  2. Alessandro Santucci ha detto:

    Dire che lo Stato debba essere meno presente è un conto, scrivere che che”…molti servizi vanno ridotti o eliminati” mi sembra di rileggere Von Hayeck. L’abolizione delle licenze è anacronistico: il decreto Bersani ha già abolito le licenze commerciali per gli esercizi fino a 300 metri quadrati di superficie. Allude forse a quelle di caccia e pesca ? Per quanto riguarda l’abolizione dei diritti acquisiti mi pare del tutto contrario alla Costituzione, ma visti i tempi che corrono non mi stupirei se trovasse proseliti. Non capisco invece il criterio logico con cui pretendere una maggiore efficienza dello Stato solo in alcuni settori (sanità, welfare, scuola, infrastrutture) e non magari in altri che sono stati appaltati a privati senza alcun beneficio reale per i consumatori, quasi che il libero mercato abbia virtù salvifiche. Mi sembra poi semplificatoria l’idea di conquistare una efficienza della giustizia attraverso l’assegnazione di un termine (valido per i giudici di pace) che non tiene minimamente conto dello squasso putrido in cui versa il sistema giudiziario e delle complessità delle materie che altri organi sono tenuti a trattare. Mi resta oscura l’utilità di ammettere una onorabilità della responsabilità personale quando neppure quella penale sembra avere oggi valore… Vorrei poi rassicurare che il mercato del lavoro in Italia è già stato sottoposto, a partire dalla metà degli anni ’90 con il pacchetto Treu, a riforme che possono rendere il lavoro (c.d atipico) meno costoso e le rigidità del lavoro a tempo indeterminato molto più deboli di quanto accade in altri paesi europei come documentano i dati OCSE. E’ invece risibile l’idea che la scuola debba formare talent (non basta X-Factor 😉 )i. quando basterebbe che desse gli strumenti di analisi e comprensione della realtà che ci circonda e che ancora oggi molti stentano a mettere a fuoco. Potrei proseguire, ma mi pare d’avere scritto già abbastanza per concludere che si tratti di aria fritta.

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