Il famigerato art.18 dei lavoratori: pro e contro


articolo-18Bonanni ha consegnato i lavoratori in mano alla destra già un decennio fa ma non so se l’art. 18 sia di destra o di sinistra. Trovo che sulla insindacabilità del licenziamento si debba tornare a discutere. Dobbiamo essere realisti e prendere atto che questo enunciato è stato quello che ha favorito la politica della minore fatica. Quello che era, ed è, importante era lo stipendio non quanto la singola persona contribuiva al benessere dell’azienda, fosse questa pubblica o privata, per cui lavorava. Dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere che se il paese è andato allo sfascio è anche per colpa di tutti quei lavoratori assenteisti, lavativi che svolgono poco e male il lavoro per cui sono pagati… tanto non possono essere licenziati… Io penso che ci sia un codice deontologico che riguarda tutti i lavoratori e che questo codice è stato disatteso per il 50% di loro.
E altresì vero che anche l’abolizione dell’art.18 è un’arma a doppio taglio se il datore di lavoro la usa per “discriminare” i dipendenti per le loro idee ad esempio. Ma abolirla vuol dire anche che molti imprenditori potrebbero assumere più personale in quanto l’art. 18 non si applica a quelle aziende dove lavorano meno di 15 dipendenti e questo la dice lunga sul numero dei disoccupati attualmente nel paese…
Insomma qui non si tratta di giocare a braccio di ferro ma di sedersi e discutere per il bene comune…

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