Tempus fugit


Tempus fugit

Tempus fugit

Siamo agli sgoccioli. Ancora un pugno di minuti e un altro anno è volato… Tempus fugit e la maggior aprte di noi non vede l’ora di prenderlo a calci nel fondo schiena per ciò che è stato. Per quello che ha rappresentato non solo dal punto di vista politico, per l’accanimento chirurgico fatto con un bisturi affilato sulle nostre magre finanze, ma anche per ciò che nel mondo è stato. Omicidi, violenza sulle donne, infanticidi, guerre, disperati che fuggono ed altri che vivono carcerati. E poi terremoti, inondazioni, straripamenti, frane, disastri aerei e marittimi… Insomma non ci è mancato proprio nulla. Ed ogni anno, come è consuetudine stiamo tutti lì in fervida attesa del novello anno, masturbandoci… trastullandoci col pensiero e non ci rendiamo conto di una cosa: Abbiamo confuso il fine con il mezzo.
Non è l’anno che può essere fortunato e darci pace, amore e felicità… Non ha nessun significato che sia il numero 2014 o 2015… se sia sotto il segno cinese o quello babilonico o dei maya… La felicità, la pace, la gioia e la serenità dipendono solo ed esclusivamente da noi. Da come gestiamo quotidianamente la nostra vita. Da come ci relazioniamo con gli altri. Dal bene e/o dal male che compiamo nei confronti dei nostri simili e della natura. Dal rispetto che nutriamo nei confronti di chi ci sta vicino, degli amici e degli sconosciuti. Dall’amore verso gli altri e verso l’ ambiente che ci circonda. Ricordiamoci che NOI siamo gli altri e siamo anche l’ambiente. Noi siamo la mano che accarezza e quella che preme il grilletto.
Ed allora per questo anno io non vi auguro un anno buono e che vi arrida e sorrida… ma vi auguro di sorridere voi alla Vita. Siete voi gli artefici del vostro destino, voi, con le vostre scelte o “non” scelte, determinate la storia degli eventi della vostra vita ed allora vi auguro di avere il coraggio di compiere le scelte giuste, per quanto dolorose possano essere se vanno a beneficio vostro e della società. Vi auguro la capacità di saper piangere se questo vi può fare star meglio e di sorridere, sorridere, se non sempre più spesso.
Il riso fa buon sangue, recita un detto popolare (ah la saggezza delle anime semplici!) e allora sorridete. Sorridete alla vostra immagine riflessa nello specchio appena alzati e continuate a sorridere anche se avete la morte nel cuore. Vi do un piccolo suggerimento, se lo accettate, quando la tristezza, il dolore vi sopraffanno raccontatevi una barzelletta, cantate a squarciagola una canzone, quella coi motivetti cretini che non dicono nulla e vedrete come la nebbia che avvolge il cuore e il cervello si diraderà e tutto tornerà chiaro…
Allora sorridete di più, quest’anno. Vi ricordate i “buoni propositi”? Torniamo a farli, volete? Prosit…

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