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Grexit o non grexit?


grexitIo penso che la Grecia stia pagando un duro prezzo per l’incapacità a governare dei suoi politici. Anche a me piace Tsipras ma la politica, come ogni cosa, non si fa con il fascino e la bellezza. Del resto Tsipras, per quanto possa essere competente, cosa che non so, non è Gesù, non può moltiplicare il pane ed i pesci per sfamare il suo popolo.
Leggo continuamente ovvietà disarmanti: La Grecia ha taroccato i conti. Non la Grecia ma chi a quel tempo ha “governato” la Grecia. Due o tre uomini NON sono un Paese.Oltretutto l’Italia, coi suoi governanti, a suo tempo era Prodi, non è che si è comportata meglio, se non sbaglio ha chiesto un “prestito” all’UE per potervi entrare ed il nostro problema è che quel buco nessuno in questi anni di governo è riuscito a tapparlo, anzi ha allargato ancor più la falla. Ora tutti si vogliono tirare indietro dopo che sono entrati nella bocca del “Serpente monetario”… Nelle fauci voraci delle banche. Della BCE e compagnia bella.
Mi dispiace che a pagare sarà “tutto” il popolo greco.
Per questo dico che i politici dovrebbero essere pagati a fine mandato, dopo aver fatto il bilancio dell’attivo e del passivo della loro gestione dei soldi pubblici; così come si fa con le grandi opere dove le imprese prendono il saldo dopo il “collaudo” dell’opera realizzata.

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Lotta per i sessi o fra sessi?


il-sesso-degli-angeliIn Calabria c’è un detto che recita: “Cu futti futti diu pirduna  tutti” (perdonate la volgarità ma è d’obbligo se voglio farmi capire: “Chi fotte fotte Dio perdona tutti”)
Perché cito questo proverbio? Per un semplice motivo, è di attualità parlare di gay, visto anche l’ ultimo riconoscimento che hanno ottenuto in America, il diritto al matrimonio. Ecco, voglio soffermarmi su questo. Oggi la lotta del mondo gay è simile alla lotta condotta dalle donne per avere riconosciuto il diritto al voto prima la loro “individualità” dopo. Abbiamo lottato perché l’uomo, questo macho latino, questo padre-padrone, vedesse in noi qualcosa d’altro oltre ai nostri visibili, e/o nascosti,  attributi sessuali. Molti pensano che ci siamo riuscite, io credo che l’ipocrisia è ancora tantissima (già il fatto stesso che si continua a definire “puttana” una donna che la dà) ma al di là di questo non comprendo in pieno, e chiedo venia, la diatriba sui gay, sui gender e roba simile di cui rifiuto anche solo gli appellativi. Per me le persone NON vanno giudicate da come fanno sesso, se fosse così dovremmo dire che tutti coloro  che uccidono il partner per abusi e violenza sessuale subite sbagliano ad uccidere, perché è nella natura dell’uomo comportarsi così. La donna è preda e l’uomo cacciatore. E’ la legge di “natura”. Vero signori uomini? Voi siete bravi a dire agli altri come amare ma quanti di voi sanno davvero amare il proprio partener come natura vuole?
Detto questo mi rivolgo ai gay: Siete sicuri che volete essere giudicati per i vostri comportamenti sessuali e non perché siete intelligenti, istruiti, colti, creativi?
Io, da donna, rivendico il diritto di essere valutata e giudicata per il mio cervello non per i buchi che utilizzo, perché non fate altrettanto anche voi?
Continuando così molto presto iniziaremo la lotta per il riconoscimento del diritto del sesso degli Angeli…
Magari inizio a pensare alla bandiera da sventolare.

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La quarta guerra mondiale?


preve_quarta_guerra_mondialeRingrazio Gae Spes, per questa segnalazione di cui condivido in linea generale tutto, solo l’epilogo mi lascia perplessa. Non interventismo… Non intevenire in Medio Oriente è giusto o ingiusto. Morale o amorale? L’Isis e la sua politica di terrore riguarda o non riguarda l’occidente?
Intanto riporto la breve analisi storica, premessa alla presentazione del libro di Costanzo Preve, La quarta guerra mondiale*
(Con una postfazione di Massimo Janigro, Gli USA sono un impero?):
Il periodo storico apertosi con la dissoluzione sociale e geopolitica degli Stati socialisti ispirati all’ideologia del comunismo storico novecentesco realmente esistito (1917-1991), da non confondere con il comunismo ideale utopico-scientifico di Marx (l’ossimoro è del tutto volontario), può essere connotato dal fenomeno economico della globalizzazione neoliberale, oppure dal fenomeno politico e geopolitico del progetto statunitense di costituire un impero mondiale. Ma questo progetto non può essere portato a termine senza una quarta guerra mondiale, sia pure “informale”.

La prima guerra mondiale (1914-1918) fu vinta dai peggiori, i quali dissolsero le benemerite unità geopolitico-multinazionali austroungarica ed ottomana, riducendo ad inferno l’area centroeuropea e vicino-orientale. La seconda guerra mondiale (1939-1945) non è mai esistita come guerra unitaria, ma è stata in realtà l’addizione di tre guerre distinte: una guerra europea tradizionale di Germania e Italia contro Inghilterra e Francia (1939-1941); una guerra ideologica tra il fascismo e il comunismo (1941-1945); una guerra imperiale degli USA per l’occupazione economica e geopolitica dell’Europa e dell’Asia Orientale (1941-1945). Questre tre distinte guerre si sono bensì incrociate, ma la loro unificazione “simbolica” è stata il frutto di un’operazione ideologica posteriore.

La terza guerra mondiale (1945-1991) ha visto la vittoria del modello di capitalismo globalizzato liberale, largamente postborghese e postproletario (la cui proiezione culturale è stata definita postmodernismo) sul modello del comunismo storico novecentesco del Partito-Stato. Il comunismo è stato dissolto dall’interno attraverso una controrivoluzione socioculturale dei nuovi ceti medi in rivolta contro la proletarizzazione forzata imposta da un dispotismo sociale egualitario. Siamo oggi però all’interno di un nuovo orizzonte d’epoca, quello della quarta guerra mondiale. È possibile non prendere posizione, o prendere posizione da una parte o dall’altra. Chi scrive ha scelto il suo campo: contro il nuovo impero USA, basato su un odioso messianesimo interventistico.

*Costanzo Preve (1943) ha studiato scienze politiche, filosofia e neoellenistica a Parigi, Torino e Atene (1961-1967). Ha insegnato filosofia e storia nei licei italiani (1967-2002). Saggista e scrittore, è autore di studi pubblicati in lingua italiana e nelle maggiori lingue europee (cfr. Wikipedia ecc.). Per le Edizioni all’insegna del Veltro ha pubblicato Filosofia e geopolitica (Parma 2005).

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Quando le parole hanno il sapore dell’aceto balsamico


Scuola PubblicaLeggere l’intervista rilasciata da Alberto Forchielli a Joe di Baggio (qui il link) ha proprio il sapore dell’aceto balsamico tipico della sua terra, un mix di dolce e salato con quel po’ di pungente che se non infiamma di più una ferita la cicatrizza.
La vita apre e chiude sentieri ma spesso ti ritrovi tra i piedi qualche pietra d’inciampo che ti costringe a fermarti ed a rimetterti in gioco.
Gli avvenimenti degli ultimi mesi sono stati frenetici, corroboranti, pieni di incazzature che mi hanno portato spesso a trascendere. Qualche volta ho davvero oltrepassato i limiti della diplomazia (anche se parlare di diplomazia col carattere che mi ritrovo è solo un eufemismo), è capitato che gli amici mi hanno fermata in tempo ed ho, ad esempio, ritirato un video-denuncia che con le nuove leggi del web mi avrebbe portato, sicuramente,  ad avere problemi legali, ed il mio modestissimo budget (non è granché lo stipendio di docente) non mi avrebbe certo aiutato a pagarmi un ottimo avvocato per difendermi.
Un Guerriero della Luce sa quando deve deporre le armi, ed io riconosco quando devo fermarmi. Anche se su facebook, come sanno gli affezionati, mi hanno tolto la voce per tre giorni… Ma quando si è in guerra 72 ore di prigionia sono solo una piccola stella sul petto e si accettano, in particolar modo quando si è convinti di essere nel giusto e di lottare per una buona causa.
Che la “buona causa” sia la lotta alla “buona scuola” renziana è fuori discussione, e leggere le parole di Forchielli (classe 1955, laurea in economia a Bologna e master in business administration ad Harvard, è stato consulente del Ministero del Tesoro negli anni Novanta, senior advisor alla Banca Mondiale e alla Banca Europea degli Investimenti. E’ poi diventato imprenditore, fondando Mandarin Capital, SSG – società che offriva consulenza alle aziende italiane in Cina – e Osservatorio Asia, un centro di ricerche non profit focalizzato sul continente asiatico ) sono la garanzia che le mie certezze non sono infondate. La cosa non può che farmi piacere perché è una riprova che noi docenti non stiamo difendendo una casta, bensì la “Scuola Pubblica”, l’istruzione e la cultura di un popolo, dei futuri cittadini di un Paese con una pericolosa deriva verso la dittatura (ne avevamo già sentore da anni, questa parola aleggia nell’aria come l’odore di fritto del cibo di strada).
Ecco cosa dice Forchielli in merito al ddl:
Perciò parliamo pure di tutto quello che volete però si continua a parlare di make-up, rivisitazioni, forma, corsi, ore, formule. Una riforma funzionale non può far altro che partire mettendo i docenti al centro e dandogli un budget adeguato per raggiungere un obiettivo. Di certo non si può rispondere in due parole ad un problema così complesso ma qui dovremmo davvero pensare ad un nuovo modello di scuola. Il mondo là fuori è cambiato e cambia continuamente. La scuola, per come è pensata oggi, soprattutto in Italia, non riesce a tenere il passo. L’unica domanda su cui non so rispondere è se questa nuova riforma durerà una o due legislature prima di esser messa in discussione. Se non sai da dove parti e dove vuoi arrivare non serve a niente avere un’auto in garage. E questo sia che sia una panda sia che sia una ferrari.

e continua poco oltre:

Cultura e Formazione da sempre sono gli occhiali con cui si riescono ad interpretare e a comprendere le informazioni e i dati che ci circondano. La follia distruttiva è quella per cui un genitore non manderebbe mai i propri figli con problemi alla vista in giro senza gli occhiali però sembra normale uno stato che non si preoccupa della cultura e della formazione dei propri cittadini. Qualcuno, a voler pensare male, potrebbe dire che meno capacità di analisi e interpretazione dei fatti vuol dire anche porsi meno domande quando si tratta di scegliere il candidato da votare. Qualcuno…

Come si fa a non divulgare questo pensiero? Si deve farlo per forza, abbiamo bisogno di tirare molta più acqua al nostro mulino se vogliamo salvare la Scuola Pubblica dalla spada che sta per ucciderla. (Ieri al senato il governicchio ha chiesto la fiducia, bypassando tutti gli emendamenti che erano stati presentati, come si addice ad un parlamento in cui la democrazia è morta) Passerà alla Camera, dove il governo ha la maggioranza, lo sappiamo bene.
Mattarella avrà l’onestà intellettuale di non firmarla, visto che il ddl contiene quei criteri di incostituzionalità per cui già Lui stesso si era pronunciato come Giudice della Consulta nel 2013?
Come dice la mia amica, Evelina Chiocca, fondatrice del “CIIS” – Coordinamento italiano insegnanti  di Sostegno – l’intervento di Alberto Forchielli è senz’altro sensato,  intelligente, apprezzabile, lungimirante. La quale aggiunge però che bisogna stare attenti a non  partire dai docenti e dal loro stipendio (cosa importante e non marginale) ma spostare lo sguardo, come dicevo su, sull’alunno, il vero utente-fruitore della Scuola. Quello che sarà appunto la  futura generazione e quindi:

{cito}…  tutto deve ruotare attorno a lui. Quali sono le risorse necessarie per .::?
a. docenti preparati, competenti, professionali, ecc. ecc.
b. investimenti per materiali ausili ecc. ecc. (compreso andare a teatro o visitare musei ecc.
c. strutture sicure e spazi ampi (abbattimento barriere architettoniche)
d. laboratori ampi, ricchi di strumentazione e con possibilità di ricerca
e. aule per attività in piccolo gruppo (vietata l’aula di sostegno) ecc. ecc.*
 Ecco .. se si parte dai bisogni formativi dell’alunno, tutto il resto ha un senso, altrimenti si pensa ai “dipendenti” e quando si pensa ai dipendenti la parola-chiave è risparmio (alla quale si aggiungono questi pensieri: – “devo averne il minor numero possibile”, – che mi ossequino, – che non contestino, che facciano quel che dico io).
Come dice Forchielli: “Se non sai da dove parti e dove vuoi arrivare non serve a niente avere un’auto in garage

Ad esempio nell’ottica della “formazione e/o aggiornamento”, trovandomi a scrivere degli “emendamenti” che dovevano essere presentati in Senato io chiedevo l’ingresso gratuito per i docenti ai teatri ed ai musei. Chiedevo anche lo sconto su treni ed alberghi per seguire i corsi di formazione, sottolineando che i 500,00 euro previsti dal ddl sono sufficienti solo a coprire il costo di iscrizione a tre giorni di corso.
E poi come dice Alberto Forchielli, una Riforma deve avere il carattere della “stabilità”. Solo con la stabilità nel tempo si può avere la certezza che sia una buona e/o brutta riforma , ricito: Non serve avere una panda o una ferrari in garage se non sai che uso farne.

Allora io dico: “Si convochi la Scuola, quella vera, quella che ogni giorno si mette in gioco e si interroga, come un genitore quando somministra uno scapaccione al figlio e si chiede se fa bene o se fa male”.
Si mettano i docenti intorno a un tavolo per confrontarsi e trovare soluzioni. Nessuno conosce la scuola meglio di coloro che la scuola la vivono facendola.
Grazie Evelina, adoro il confronto, perché solo col confronto c’è crescita, altrimenti è solo retorica.

Intanto la Scuola rimane in attesa ma pronta alla lotta. Le armi non sono state deposte e si stanno affilando i coltelli, metaforicamente parlando.
* Non si può pensare a una Riforma della Scuola senza pensare anche agli alunni con difficoltà, sia questa psico-fisica che DSA. Nella pura ottica di Don Milani che diceva che la Scuola non è e NOn deve essere (come vogliono farla ridiventare la FISH e le altre associazioni connesse, fondazioni comprese, con il pdl che a breve approderà alla Camera) un ospedale che cura i sani e respinge i malati.

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Un Paese destinato alla Dittatura


Alle elezioni del 2013, come ho sempre detto, ho votato PD ma non perché mi rispecchiassi in quel partito, assolutamente, sono altri i valori in cui credo. Ho votato PD perché nel 2013 la presenza di Berlusconi era ancora molto forte. Molti i suoi sostenitori a “stipendio” del papi, l’unico modo era dargli un colpo di frusta. Il guaio è che grazie all’incapacità del M5S quello che è uscito dal portone è rientrato dalla porta di servizio e i fatti recenti sono cronaca per tutti noi. Inutile dire che c’è stata una bella in….. ta generale. In questi due anni le forze di Centro Destra hanno preso il sopravvento, grazie sempre al M5S che si è tirato fuori (un  pugno di incompetenti… e vi prego, astenetemi dai soliti discorsi triti e ritriti che facciamo da due anni a questa parte per rispondere ai vostri ragionamenti che per me non hanno alcuna logica politica ma solo di… rabbia e la rabbia si sa che “acceca” ed è nemica della ragione). E così un partito che era prettamente, nettamente, di sinistra ha subito le stesse Metamorfosi di Ovidio…
Adesso riflettevo. Fallito il primo tentativo di creare un partito fortemente democratico e non personale come fare per scardinare queste forze capitaliste? La logica che allora mi spinse a votare per il PD, oggi mi porterebbe a votare M5S in quanto unica forza, allo stato attuale, che può superare lo sbarramento dell’Italicum se in massa votiamo per i pentastellati. Ma mi dico, errare è umano… perseverare nello stesso ragionamento sarà diabolico? Senza considerare che la principale connotazione del M5S è data dal fatto che anche questo, come Forza Italia prima, Il popolo delle Libertà dopo, ha un uomo (l’altro si muove nell’ombra del web) che per me gode la medesima fiducia che godeva Berlusconi.

Insomma, italiani rassegnamoci, la democrazia in Italia è morta da un pezzo. Oggi si vota solo chi ha più “presenza fisica” e non importa se poi, nella prassi valgono zero… o giù di lì…
Siamo un popolo che senza un “Pastore” non sa camminare… La Dittatura è l’epilogo finale, qualunque partito andremo a votare. A voi la storia non ha insegnato niente o la vostra memoria non ha ben incamerato i concetti basilari del nostro passato e nemmeno tanto lontano…

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Intelligenza ed ironia


ironiaAndreotti è stato un politico nè migliore né peggiore di tutti gli altri politici italiani, specialmente di quelli post 1a Repubblica. Quello che marca la differenza tra Lui e questi ominicchi è la sua più che “brillante” intelligenza. Era questa intelligenza che lo faceva sorridere, per primo, alle gags dei vari comici, che sul suo personaggio ci hanno costruito una fortuna. Era questa sua più che brillante intelligenza che gli consentiva di fare grandissima “autoironia”. Poche menti ho incontrato nella mia vita, acute, argute e salaci, come Lui. Questo manca a questa generazione post 1a Repubblica ed agli italiani in particolare.
Si prendono tutti sul serio, troppo sul serio. Nella stessa proporzione in cui difettano del bene primario: il cervello.

Mentre sull’ ironia Nietzsche scriveva:
– “L’ironia è al suo posto solo come mezzo pedagogico, da parte di un insegnante nei rapporti con allievi di qualsiasi specie: il suo scopo è di umiliare e di far provare vergogna, ma a quel modo salutare che fa risvegliare buoni propositi e che ci comanda di portare venerazione e gratitudine, come a un medico, a colui che ci ha così trattati. L’ironico si finge ignorante, e lo fa così bene, che gli allievi che con lui conferiscono si illudono, e credendo in buona fede di saperla più lunga, diventano sfacciati e si scoprono da tutte le parti; perdono ogni cautela e si mostrano come sono; finché a un certo momento il lume, che essi tenevano in faccia all’insegnante, non fa ricadere i suoi raggi in modo molto umiliante su loro stessi. Dove non ha luogo un rapporto come quello tra insegnante e allievo, essa è un malvezzo, una passione volgare. Tutti gli scrittori ironici contano sullo stolto genere di uomini, i quali amano sentirsi superiori a tutti gli altri insieme all’autore, che essi considerano come il portavoce della loro presunzione. L’abitudine all’ironia, come anche quella al sarcasmo, rovina del resto il carattere, essa conferisce a poco a poco una qualità di malevola superiorità“. –
[Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878
]
Che ne pensate di questo pensiero di Nietzsche?

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Punti di vista: Un genitore e la Buona Scuola


E sulla buona scuola si pronuncia una mamma, commentando un post di Matteo Renzi sulla sua pagina di Facebook.
Io non avrei saputo dire di meglio. O diciamo più esattamente che se lo scrivevo io qualcuno diceva che stavo difendendo la casta… Per fortuna genitori intelligenti e con tanta onestà intellettuale ce ne sono, molti di più di quanto una certa “(dis)informazione”, o una certa critica superficiale, di quelli che criticano tanto per darsi un “tono” da saputelli, vogliono fare credere.
Una mamma scrive sotto un post di Renzi : LEGGETELA… ha proprio colpito nel segno BRAVA SIGNORA!!!
“Signor Renzi, non capisco come possa lei continuare a dire determinate cose. Io non sono insegnante, ma una mamma. Una mamma che tutti i giorni ha a che fare con i problemi della scuola. Lo sa lei che io pago le tasse e nelle scuole non c’è il minimo indispensabile? Lo sa che la scuola delle mie figlie è stata chiusa due volte per danni strutturali? Lo sa che l’unica cosa che salverei della scuola sono proprio gli insegnanti? Lei dice che vengono immessi soldi per le scuole. Considerato che per rimettere in sesto i fabbricati fatiscenti ci vorrebbero molti più soldi di quelli che tanto lei va riempendosi la bocca. Poi mi spieghi perché io che pago le tasse, che la Costituzione prevede il diritto allo studio gratuito (ovviamente sovvenzionato dalle tasse) devo pagare il contributo volontario e chi invece iscrive ad una scuola privata può avere lo sgravio fiscale fino a 400 euro all’anno? Le sembra giusto? Non sono insegnante, non sono un politico, ma cavolo io il DDL l’ho letto. E in tutti i “magnifici” articoli alla fine mi hanno colpito le parole “senza oneri aggiuntivi per lo Stato” (e sti soldi che lei dice dove li mette?). Gli insegnanti che ho incontrato nella mia vita sia come studentessa che poi come mamma di ragazze che vanno a scuola, sono stati nella maggior parte ottimi insegnanti. Pochi ho incontrato che non facessero bene il loro lavoro. Devo dire se proprio devo lamentarmi, da cittadina, andrei a vedere un po gli uffici pubblici (li si che sono stipendifici) dove solo dopo che il tizio allo sportello ha fumato la sua bella sigaretta dietro al vetro (ma nei luoghi pubblici non è consentito – ma se lo fai notare ti prendi un bel vaff….) forse ti risponde che non sa come aiutarti. Vogliamo parlare di stipendifici? La sua categoria come la definirebbe? Ma davvero io pago le tasse per mantenervi nelle vostre belle vite dorate ed io che vivo con lo stipendio del lavoro onesto di mio marito devo fare i salti mortali per arrivare a fine mese? Ma davvero ci crede quando dice che lei assume tanti insegnanti … quando poi lo scopo ultimo è quello di rendere tutti precari? Sappiamo leggere!!!!!! Ma davvero io dovrei credere che il male dell’Italia sono gli insegnanti? Mi dovrei sentire garantita che il Preside possa scegliere da albi territoriali, dove non si terrà più conto di graduatorie (ove si è entrati grazie a titoli e concorsi)) ma da Albi dove potrà scegliere. Ma lei lo sa che quando mi sono rivolta ad un Preside per lamentarmi della sporcizia che era nelle aule mi è stato risposto che la scuola era la sua e faceva ciò che voleva??????? Mi dovrei sentire garantita????? I modi per punire chi non fa il suo lavoro ci sono. Aumenti gli ispettori e mettete pene pecuniarie quando ci si accerta che la lamentela è esatta (l’unica cosa che tocca gli italiani … compreso lei e i suoi colleghi sono i soldi). Lei potrà dire centomila volte la sua favoletta io è da un po che ho smesso di credere alle fiabe.” ATTENZIONE IL “MI PIACE” PER CHI VOLESSE VA MESSO SOTTO IL POST DELLA SIGNORA ANGELA MA NELLA PAGINA FB DI RENZI!! E CHI VOLESSE CONDIVIDERLO NELLA PROPRIA PAGINA LO SPECIFICHI…!! iL COMMENTO DELLA SIGNORA DI TROVA SOTTO IL POST DI RENZI CHE INIZIA COSì : “Il disegno di legge Buona Scuola prevede centomila professori in più, una diversa organizzazione basata sull’autonomia, più soldi per la formazione e finalmente il merito nella valutazione…… il nome della signora è Angela

Grazie signora Angela! Perla rara di questi tempi di internauti che bevono fiele e pasteggiano a stronzate. Banalità, ovvietà e tutte le “tà” che ci sono sul dizionario Treccani…
Il commento si trova in questo post…

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Civiltà moderna?


Come li definireste voi gli adulti che picchiano dei minorenni?
Io non ho remore a definirli “bastardi”… e se volete denunciatemi pure… Ma dopo esserVi messi nei panni di quei ragazzi e poi in quelli dei loro genitori. Pensate se ci fosse stato un vostro figlio fra di loro (qualunque fosse stata la bandiera che sventolava).

Viva gli adulti, civile esempio della “buona società italiana”. Mi vergogno, mai come in questo momento, di appartenere a questa generazione.
Rancorosa. Rissosa. Frustrata. Violenta. Figli di quella mentalità ignorante, da sottocultura di massa, che semina sempre e solo il male.
Come dice il vecchio saggio: Chi semina vento raccoglie tempesta. Riflettete gente, riflettete voi che condividete post che incitano all’odio ed alla violenza. Voi che seguite fanatici esaltati. Pensate bene quali conseguenze hanno le vostre azioni, le vostre voci di protesta.
Ferisce più la parola che la spada, e questi sono i risultati.

Ecco la notizia

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007 Mission Impossible


clandestini sulle AlpiUna volta c’era un muro. Quello che marcava la differenza tra democrazia e comunismo. Col tempo questa linea si è andata sempre più affievolendo fino a scomparire. Il comunismo inglobato nel capitalismo è morto. In Russia come in Cina. A Cuba come in Europa. A dettare le leggi ci pensano le banche, lo spread, il pil, e le agenzie di rating che molto presto declasseranno tutto il mondo a “WC”…
Oggi un altro muro si sta alzando e non è solo quello delimitato dalle Alpi bensì un muro in cui trova legittimazione l’egoismo, l’indifferenza, il cinismo… e già immagino scene alla 007. Un assalto in grande delle nostre Alpi, e stavolta non ci sarà un reggimento di alpini e di fanti comandati da generali più o meno bravi. Ben presto, dopo l’ultima eco lasciata lassù dai partigiani al ritmo di “Bella ciao”, credo che saranno gli immigrati africani e del medio oriente a farli rimbombare quei versi mentre si allontaneranno da un Paese che è saturo fino alla punta più alta delle Dolomiti. Li vedo già inerpicarsi come muli per passare, clandestini, quel confine naturale beffeggiandosi di quello creato dall’uomo.[‪#‎AngeliKaMente‬ così è se vi pare]

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Un individuo NOn è il suo handicap


disabileE’ impensabile “formare” un docente su una specifica “disabilità”. Va oltre ogni logica pedagogica portata avanti in questi ultimi venti anni.
Il docente non è né un infermiere né un dottore che prescrive medicine e che ha la ricetta giusta per ogni patologia medica. Questo ragionamento allopatico non trova nessun riscontro nell’integrazione e nel recupero delle potenzialità di ogni alunno, sia o no diversamente abile. E non ha fondamento in quanto si “generalizza” la disabilità, come se questa fosse avulsa dal bambino, ragazzo, adulto che ha alle spalle una storia personale, socio-affettiva e relazionale, che è unica e diversa per ciascuno di noi. L’ individuo NON è il suo handicap! Il bambino non è la sua disabilità ma una persona che ha una disabilità!
Le “generalizzazioni” come asseriscono i seguaci della PNL, sono categorie “irrazionali” del pensiero e noi vogliamo applicarle proprio nella scuola? Mi dispiace ma non condivido il pensiero di Dario Ianes né quello delle varie associazioni e/o Fondazioni che intendono riportare il soggetto disabile in una chiave di lettura “medica” che è stata superata già vent’anni fa  e che ricordano i tempi bui dell’ ospedalizzazione e delle classi differenziali di fascistiana memoria.
Già nel 120 d.c. il filosofo Epitteto affermava “Gli uomini non vengono turbati dalle cose, ma dalle opinioni che si fanno sulle cose”.
Ne vogliamo parlare?[‪#‎AngeliKaMente‬ in… formazione continua]