Intelligenza ed ironia


ironiaAndreotti è stato un politico nè migliore né peggiore di tutti gli altri politici italiani, specialmente di quelli post 1a Repubblica. Quello che marca la differenza tra Lui e questi ominicchi è la sua più che “brillante” intelligenza. Era questa intelligenza che lo faceva sorridere, per primo, alle gags dei vari comici, che sul suo personaggio ci hanno costruito una fortuna. Era questa sua più che brillante intelligenza che gli consentiva di fare grandissima “autoironia”. Poche menti ho incontrato nella mia vita, acute, argute e salaci, come Lui. Questo manca a questa generazione post 1a Repubblica ed agli italiani in particolare.
Si prendono tutti sul serio, troppo sul serio. Nella stessa proporzione in cui difettano del bene primario: il cervello.

Mentre sull’ ironia Nietzsche scriveva:
– “L’ironia è al suo posto solo come mezzo pedagogico, da parte di un insegnante nei rapporti con allievi di qualsiasi specie: il suo scopo è di umiliare e di far provare vergogna, ma a quel modo salutare che fa risvegliare buoni propositi e che ci comanda di portare venerazione e gratitudine, come a un medico, a colui che ci ha così trattati. L’ironico si finge ignorante, e lo fa così bene, che gli allievi che con lui conferiscono si illudono, e credendo in buona fede di saperla più lunga, diventano sfacciati e si scoprono da tutte le parti; perdono ogni cautela e si mostrano come sono; finché a un certo momento il lume, che essi tenevano in faccia all’insegnante, non fa ricadere i suoi raggi in modo molto umiliante su loro stessi. Dove non ha luogo un rapporto come quello tra insegnante e allievo, essa è un malvezzo, una passione volgare. Tutti gli scrittori ironici contano sullo stolto genere di uomini, i quali amano sentirsi superiori a tutti gli altri insieme all’autore, che essi considerano come il portavoce della loro presunzione. L’abitudine all’ironia, come anche quella al sarcasmo, rovina del resto il carattere, essa conferisce a poco a poco una qualità di malevola superiorità“. –
[Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878
]
Che ne pensate di questo pensiero di Nietzsche?

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