La quarta guerra mondiale?


preve_quarta_guerra_mondialeRingrazio Gae Spes, per questa segnalazione di cui condivido in linea generale tutto, solo l’epilogo mi lascia perplessa. Non interventismo… Non intevenire in Medio Oriente è giusto o ingiusto. Morale o amorale? L’Isis e la sua politica di terrore riguarda o non riguarda l’occidente?
Intanto riporto la breve analisi storica, premessa alla presentazione del libro di Costanzo Preve, La quarta guerra mondiale*
(Con una postfazione di Massimo Janigro, Gli USA sono un impero?):
Il periodo storico apertosi con la dissoluzione sociale e geopolitica degli Stati socialisti ispirati all’ideologia del comunismo storico novecentesco realmente esistito (1917-1991), da non confondere con il comunismo ideale utopico-scientifico di Marx (l’ossimoro è del tutto volontario), può essere connotato dal fenomeno economico della globalizzazione neoliberale, oppure dal fenomeno politico e geopolitico del progetto statunitense di costituire un impero mondiale. Ma questo progetto non può essere portato a termine senza una quarta guerra mondiale, sia pure “informale”.

La prima guerra mondiale (1914-1918) fu vinta dai peggiori, i quali dissolsero le benemerite unità geopolitico-multinazionali austroungarica ed ottomana, riducendo ad inferno l’area centroeuropea e vicino-orientale. La seconda guerra mondiale (1939-1945) non è mai esistita come guerra unitaria, ma è stata in realtà l’addizione di tre guerre distinte: una guerra europea tradizionale di Germania e Italia contro Inghilterra e Francia (1939-1941); una guerra ideologica tra il fascismo e il comunismo (1941-1945); una guerra imperiale degli USA per l’occupazione economica e geopolitica dell’Europa e dell’Asia Orientale (1941-1945). Questre tre distinte guerre si sono bensì incrociate, ma la loro unificazione “simbolica” è stata il frutto di un’operazione ideologica posteriore.

La terza guerra mondiale (1945-1991) ha visto la vittoria del modello di capitalismo globalizzato liberale, largamente postborghese e postproletario (la cui proiezione culturale è stata definita postmodernismo) sul modello del comunismo storico novecentesco del Partito-Stato. Il comunismo è stato dissolto dall’interno attraverso una controrivoluzione socioculturale dei nuovi ceti medi in rivolta contro la proletarizzazione forzata imposta da un dispotismo sociale egualitario. Siamo oggi però all’interno di un nuovo orizzonte d’epoca, quello della quarta guerra mondiale. È possibile non prendere posizione, o prendere posizione da una parte o dall’altra. Chi scrive ha scelto il suo campo: contro il nuovo impero USA, basato su un odioso messianesimo interventistico.

*Costanzo Preve (1943) ha studiato scienze politiche, filosofia e neoellenistica a Parigi, Torino e Atene (1961-1967). Ha insegnato filosofia e storia nei licei italiani (1967-2002). Saggista e scrittore, è autore di studi pubblicati in lingua italiana e nelle maggiori lingue europee (cfr. Wikipedia ecc.). Per le Edizioni all’insegna del Veltro ha pubblicato Filosofia e geopolitica (Parma 2005).

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