Il Colonnello Giovanni Interdonato


Lo zio
Lo zio “Gianni” come lo chiamavo io, sulla bici mio fratello.
colonnello_Giovanni_Interdonato
Un suo ritratto

Con commozione e tanta nostalgia per un tempo lontano scopro oggi che la Treccani ha dedicato una pagina al nonno di un mio zio acquisito. Ero molto legata al cavaliere Giovanni Interdonato, il nipote omonimo del colonnello, che aveva sposato una delle sorelle di mio padre e nella cui casa ho trascorso la maggior parte del mio tempo infantile, compresa la fanciullezza e la giovinezza. So che ero una delle sue nipoti preferite, insieme a mio fratello, lo leggevo nello sguardo dolcissimo e fiero dei suoi occhi azzurri, a pranzo ed a cena, quando mi sedevo a tavola di fronte a Lui. Ricordo con quanta riverenza i “coloni” si inchinavano la mattina e gli baciavano l’anello dicendo: Vossia ma benerica, Eccellenza!
Sapevo parte della storia militare del nonno a cui lui era molto legato ma solo oggi apprendo in pieno le eroiche gesta del colonnello Giovanni Interdonato. Per caso, come la maggior parte delle cose che ci accadono, sembrano accadere per caso… Ma il caso non esiste, diceva Einstein… E’ solo il soprannome che gli scettici danno al disegno divino.

Io, mia mamma e mio fratello. Alle pareti le foto del Colonnello con il Principe di Montecarlo ad uno dei tanti tornei di Tiro al Piccione ed al Piattello.
Io, mia mamma e mio fratello. Alle pareti le foto del padre di mio zio , Gaetano Interdonato, con il Principe di Monaco, nel 1926 quando vinse il titolo di Campione del mondo di Tiro a volo.

Ed io credo ai segni ed ai disegni divini:

INTERDONATO, Giovanni

Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 62 (2004)

di Francesca Maria Lo Faro

INTERDONATO, Giovanni. – Noto come “il colonnello” e cugino dell’omonimo magistrato, nacque a Roccalumera, presso Messina, nel 1813 (lo smarrimento della p. 77 del registro dei battesimi non consente di individuare il giorno esatto) da Paolo, proprietario, e Angela Coglitore Pomar.

Il suo nome si lega alle vicende dell’insurrezione antiborbonica di Messina nel 1848. Fin dallo scoppio dei moti, con l’aiuto di alcuni congiunti e di A. Rombes l’I. organizzò squadre di uomini armati che si segnalarono in alcune vivaci azioni militari (28 e 29 gennaio, 1° febbraio). Intanto era membro di un circolo politico, L’Opinione, fondato da vecchi carbonari messinesi e la cui intransigenza surriscaldò il clima politico al punto da indurre il commissario governativo D. Piraino ad accusare il presidente del circolo, E. Pancaldo, di fomentare la rivalità tra la guardia nazionale, a maggioranza monarchica e conservatrice, e le squadre di guardia mobile, di tendenza repubblicana.

La sera del 5 maggio l’I. e Pancaldo subirono un agguato. Per difendere l’amico aggredito a coltellate, l’I. intervenne, deviò i colpi e disarmò il sicario che sembra avesse per mandante il colonnello E. Fardella di Torrearsa, fratello del ministro degli Esteri, marchese Vincenzo. Sull’onda dell’indignazione, espressa anche attraverso una protesta dei circoli messinesi, l’I. fondò il 2 giugno il club repubblicano La Bilancia, con il programma “di suscitare la coscienza popolare, istruire il popolo ad esercitare il diritto di petizione”.

L’I. ebbe poi una parte di rilievo nella resistenza della città al ritorno dei Borboni, prima opponendosi in località Scaletta a un tentativo di sbarco (22-23 giugno 1848), infine guidando il 6 sett. 1848 una squadra di volontari ad affrontare le truppe regie in località Carrubbare. In relazione a tale episodio l’I. sarebbe stato accusato di avere eluso i combattimenti e sarebbe entrato in conflitto anche con il fratello Stefano, ma si sarebbe difeso sostenendo di avere eseguito gli ordini impartitigli.

Dopo la caduta di Messina nel settembre 1848, l’I. trasferì nel Taorminese le proprie truppe inquadrate ora dal generale L. Mieroslawski nel III battaglione volontari, ma nessuno degli scontri cui partecipò tra il marzo e l’aprile del 1849 ebbe esito fortunato. Costretto alla ritirata, poco prima del 19 aprile ripiegò su Palermo, dove i suoi uomini vennero sottoposti a misure di polizia e disarmati con modalità narrate in modo divergente da testimoni e scrittori.

Riparato a Malta insieme con il fratello Stefano, l’I. divenne il luogotenente di P. Calvi, scrisse articoli per Il Mediterraneo e partecipò alla fioritura memorialistica, di intonazione polemica, rivelatrice dei dissidi interni al fronte rivoluzionario. Nel 1851, in dissenso con N. Fabrizi, formò, insieme con T. Masaracchio Jacona, un comitato ribelle che si pose in contatto con quello di Parigi, e avviò progetti cospirativi per rafforzare il movimento insurrezionale e porre in esecuzione il progetto di sbarco in Sicilia, ideato da P. Calvi.

Il suo nome tornò alla ribalta quando, nel maggio 1854, organizzò con G. Scarperia di Castelvetrano una infelice spedizione sulla costa siciliana. L’azione ebbe proporzioni limitatissime e si concluse con l’arresto dei suoi protagonisti, costituitisi il 7 giugno per evitare rappresaglie alle famiglie. Il gesto dei due fuorusciti, ignorato dai più sul teatro stesso dell’azione, acquistò risonanza dopo che un breve cenno apparso sul Giornale officiale di Sicilia fu ripreso dalla stampa periodica che ne enfatizzò la portata. Nel processo intentatogli l’anno dopo davanti alla Gran Corte criminale di Messina l’I. fu condannato a trenta mesi di reclusione per infrazione delle leggi sanitarie e forse scontò una parte della pena a Ustica, dove il 16 maggio 1858 sposò la diciassettenne Teresa Longo.

Al momento dell’impresa dei Mille l’I. sedò una ribellione ad Alcara Li Fusi. Assunto il comando di una compagnia di volontari e ricongiuntosi alla colonna di N. Fabrizi, il 20 luglio a Spadafora e Gesso attaccò 3000 regi, costringendoli a tornare nella cittadella di Messina; quindi, precedendo di poco Garibaldi, entrò in Messina con la sua colonna il 27 luglio 1860.

In vista della formazione dell’esercito meridionale l’I. ebbe da Garibaldi, con ordine del 2 ag. 1860, l’incarico di radunare i disertori, formare un battaglione e proporre i nomi degli ufficiali. Forse per vecchi dissensi con N. Fabrizi, nominato segretario di Stato per la Guerra, i candidati proposti dall’I. non furono approvati, sebbene fossero stati dichiarati idonei da una apposita commissione. L’I. se ne risentì e, convinto di essere stato vittima di una grave ingiustizia, il 25 apr. 1861 si dimise dall’esercito.

Per interessamento dell’I. nel 1863 il Comune di San Ferdinando, sul quale gravitavano da tempo gli interessi terrieri della sua famiglia, cambiò in onore di Garibaldi il vecchio nome, che ricordava quello del passato re, con quello di Nizza di Sicilia, di cui l’I. fu sindaco dal 1877 alla morte.

L’I. morì a Nizza di Sicilia l’8 febbr. 1889.

L’I. fu un appassionato agrumicoltore. Con i nomi di “limone speciale” o “frutto fine, interdonato” è chiamato un apprezzato ibrido d’innesto di cedro e limone, da lui ottenuto nel suo agrumeto in contrada Reitano.

Io tra mio fratello e una cugina...
Io tra mio fratello e una cugina (quella in braccio nella prima foto)

Ringrazio Anna Bizioli, che ha riesumato un tempo felice, riportando a galla in un colpo solo i primi 17 anni della mia vita… Resuscitando un passato che mi ero buttata alle spalle. Assassinaaaa!

Fonti e Bibl.: Il Primo Settembre (Messina), 2, 8 e 17 febbr. 1848; Componimenti pel giorno onomastico del colonnello G. I. e un suo discorso, Messina 1848; G. La Farina, Un capitolo della storia della rivoluzione siciliana del 1848-49 (campagna di aprile 1849), Firenze 1850, pp. 11-14, 20, 23; A. Pracanica, Risposta documentata a Luigi Mieroslawski comandante della seconda divisione militare dell’esercito nazionale in Sicilia, s.l. 1850, pp. 3, 6 s.; G. La Masa, Documenti illustrati della rivoluzione siciliana dal 1847 al 1849 in rapporto all’Italia, Torino 1850, II, p. 526; La campagna di aprile 1849 in Sicilia. Relazione storica per un siciliano, s.l. 1850, pp. 6, 20 s., 29, 60, 62; G. La Masa, Aggiunta ai documenti della rivoluzione siciliana del 1847-49 in rapporto all’Italia, Torino 1851, p. 159; P. Calvi, Memorie storiche e critiche della rivoluzione siciliana del 1848, Londra 1851, I, pp. 268 s.; III, pp. 207-210, 225, 267, 289, 297; Il Parlamento, 9 giugno 1854; La Staffetta. Giornale politico (La Valletta), 14 giugno 1854; Il Giornale dell’Armonia (Palermo), 7 luglio 1854; R. Villari, Cospirazione e rivolta, Messina 1881, pp. 76, 89, 291, 419, 647; Documenti e memorie sulla rivoluzione siciliana del 1860, Palermo 1910, p. 7; E. Casanova, Il Comitato centrale siciliano di Palermo (1849-1852), in Rass. stor. del Risorgimento, XIII (1926), pp. 853 s.; XIV (1927), p. 292; G. Interdonato, Onoranze al colonnello G. I., Nizza di Sicilia 1949; G. Berti, I democratici e l’iniziativa meridionale nel Risorgimento, Milano 1962, p. 226; L. Tomeucci, Messina nel Risorgimento…, prefaz. di S. Pugliatti, Milano 1963, ad ind.; B. Fiorentini, Malta rifugio di esuli e focolare ardente di cospirazione durante il Risorgimento italiano, La Valletta 1966, pp. 134 s., 172; G. Scichilone, Calvi, Pasquale, in Diz. biogr. degli Italiani, XVII, Roma 1974, p. 25; G. Ciampi, I liberali moderati siciliani in esilio nel decennio di preparazione, Roma 1979, p. 91; V. Bonello – B. Fiorentini – L. Schiavone, Echi del Risorgimento a Malta, Milano 1982, pp. 188, 202; G. Stazzone, Porci battezzati. La rivolta contadina di Alcara Li Fusi, Marina di Patti 1981; A. Recupero, La Sicilia all’opposizione (1848-1874), in Storia d’Italia (Einaudi), Le regioni dall’Unità a oggi, La Sicilia, a cura di M. Aymard – G. Giarrizzo, Torino 1987, p. 56; V. De Maria, La Sicilia e la storia, Palermo 1994, p. 370; Nizza di Sicilia. Da frazione di Roccalumera a comune autonomo, s.l. né d.; U. Diana, I tredici anni di San Ferdinando, s.l. 1999, pp. 30 ss.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...