Il mondo non gira intorno ai tuoi post


abrmQXtNegMcZGk-1600x900-noPadIn un “gruppo di docenti” su FB il professore Domenico Nocera, che ne sa molto, ma molto più di me, ha scritto qualcosa che non solo condivido ma copio e incollo perché credo che valga la pena si rifletterci un po’ su:
“Oggi l’unica cosa da fare mi sembra: star bene in classe con gli allievi, indipendentemente dal fatto che il mondo esterno giochi CONTRO il percorso educativo, e vuole sia noi docenti che loro allievi proni e dediti solo alla riuscita occupazionale e alla logica impiegatizia (quando va bene) e non alla crescita culturale, morale e civica di ognuno di noi, come credo (e spero!) che sottintenda il commento di E.N.(ometto il nome della docente)
La storia della rete, cara Maestra L. (omissis), la conosco molto bene, e chiunque abbia partecipato alla sua nascita e alla sua crescita come me, sa bene che le cose sono andate COMUNQUE come si è deciso a livelli più alti, e a 45 anni prende la stanchezza. Quando in classe parlo di limiti o di trigonometria, lo sforzo è continuo, con LIM, gruppo Whatsapp, EdModo, MyZanichelli… ma io so, e i miei allievi sanno, che – fatte salve alcune eccezioni, e ricordando che lavoro in un ITI di periferia – alla fine di tante belle chiacchiere sull’utilità della logica deduttiva, sulla necessità di ampliare le proprie connessioni neurali, sul valore della cultura, ecc… conterà di più la classe sociale, l’abilità sportiva o performativa, la rete di rapporti per trovare lavoro, la fortuna, i soldi… L’hanno previsto all’OCSE, l’ho riportato in Bimbiminkia: le proiezioni dicono che il futuro vedrà una maggioranza mondiale di ILLETTERATI, con una piccola minoranza di super-esperti, che – molto probabilmente – si comporterà come si sono sempre comportate le minoranze di potere. Dunque il progetto SCUOLA così come lo immaginava Carlo Magno, il sogno della coscienza collettiva, della crescita sociale, va a fallire miserabilmente, fra i plausi e i profitti dei Siren Servers e dei Mogul della comunicazione.
Maestra L.(omissis) e G. C.(omissis), la conclusione è la vostra, giustamente! E con la conclusione, la mia decisione: G…., come puoi pensare che io, nel mio sfogo, abbia attaccato o criticato “il tuo gruppo”? Non era abbastanza chiaro il mio disappunto per tutti gli avvoltoi che aspettano la fine della scuola pubblica, e tutti i docenti rivolti in su a bocca aperta come passerotti nel nido? In quale punto ho criticato l’”oligo-tematismo” del gruppo (caratteristica OVVIA dei topic-groups da 40 anni ormai!!)?? La tua “briciola di futuro per la tua professione” equivale a dire “dato che siamo fregati in tutto e per tutto come docenti, cerco con le tecnologie di rendermi più luminoso e credibile perché non so se potrò ancora insegnare un domani senza imparare a dominare lucine e schermini?”
Come puoi, L…, parlare di “invidia” nei confronti delle scuole più ricche? Ormai è tutto una gara competitiva a chi ha più computer, più tablet, più lim, più COMPETENZE DIGITALI? E’ forse l’invidia che ti ha mosso e ti muove per continuare il tuo percorso 2.0? Pensi che la mia citazione del “Maiorana” fosse a dire “eeee ma sono bravo anch’io, se solo potessi farvi vedere!!”
Eh no, a questo dichiaro dunque di nuovo che NON CI STO, e ringrazio i moderatori per avermi chiarito il punto.
Come ho sempre fatto, continuerò dunque a coltivare il piccolo, sapendo che il grande non dipende da me, illusione quest’ultima che il mondo 2.0 di Google, Apple e compagnia cantante continua a millantare. Caro docente, caro allievo, NO, non sei più figo, più bravo, più GIUSTO o più importante perché hai un profilo, un gruppo, un seguito di followers. Il mondo non gira intorno ai tuoi post, non sei DI PIU’ perché sei 2.0, la tua mente non si è AUGMENTED, caso mai si sta atrofizzando. L’uomo dell’anno NON SEI TU, come Time sparava in copertina nel 2006, dichiarando la fine della vita sociale, e l’inizio di questo scempio a cui assistiamo.
Vi saluto tutti molto caramente, e prometto che, in questo mare di pessimismo (!), continuerò a sbattermi e ad urlare quando mi sembrerà il caso. Come sempre, inutilmente.”
Il mio commento a margine è stato:
“Domenico, condivido ancora una volta il tuo pensiero. Anch’ io vedo intorno a me una grandissima discrepanza tra ciò che il mondo economico chiede e la scuola, come promotrice di sapere, propone. Un asservimento al primo e una negazione della seconda. Quello che difetta è il confronto “umanistico” dell’ insegnamento-apprendimento. Una gara alla proposizione di metodologie innovative (cosa encomiabile nella storia dell’ evoluzione umana) a discapito del bagaglio culturale di cui la nostra scuola è ricca… ma principalmente dimenticandosi di tutto ciò che costituisce il fondamento del fare scuola. La vita quotidiana ed il vissuto di ciascuno di noi: docenti ed alunni.”

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...