Oriana Fallaci e l’ Islam


ORIANA FALLACI NEW YORK 1990 FOR COURTESY OF CORRIERE DELLA SERA MAGAZINE © OLIVIERO TOSCANI / GRAZIANERI (Agenzia: grazianeri) (NomeArchivio: 60206ujz.JPG)
ORIANA FALLACI NEW YORK 1990 FOR COURTESY OF CORRIERE DELLA SERA MAGAZINE © OLIVIERO TOSCANI / GRAZIANERI (Agenzia: grazianeri)

Oggi mi inimicherò molte persone… pazienza! ma non mi chiamerei Angela Santoro, e non avrei scritto come sotto titolo nella  pagina di fb “parole scomode”, se non fossi conscia che spesso e volentieri il mio pensiero diverge dalla metà dei miei contatti. Ma devo dirlo, per onestà intellettuale, devo dirlo.

Ho conosciuto Oriana Fallaci col suo primo libro: Lettera a un bambino mai nato… sapevo della sua aderenza ai movimenti del ’68 e mi stava simpatica per la sua amicizia con Pasolini.
Innegabile che come scrittrice e come giornalista ha sempre fatto sensazione. I suoi scritti andavano a ruba nelle edicole e nelle librerie, ma… ma nel tempo ho assistito alla sua evoluzione che ha rivelato il suo spirito radical-chic, e non me ne sono più curata in quanto altre idee, altri interessi catturavano la mia mente. E’ tornata alla grande su Fb ed ho imparato a memoria il suo pensiero anti-islamico ripetuto un po’ da tutti. Oggi, dopo i fatti di Parigi, il suo pensiero torna di prepotenza alla ribalta citato da molti ma dimenticano che quando scrisse quelle parole lei viveva in America da molti anni e non in Italia e che ha vissuto la tragedia dell’11 settembre più da “americana” che da europea. Quello che molti oggi dicono sia il suo messaggio profetico a me fa sorgere il dubbio che sia dettato dallo stesso odio degli americani… lo stesso odio e lo stesso risentimento che oggi i jihadisti hanno per l’occidente.
Oriana Fallaci era ossessionata dalla morte, lo dice lei stessa: «Un uomo [1979] è stato scritto in seguito alla morte del mio compagno Alekos Panagulis e al dolore di una simile perdita. Comunque, si dovrebbe notare che il motivo portante dei miei libri è il tema della morte. Questi tre libri parlano sempre di morte o si riferiscono alla morte, al mio odio per la morte, alla mia battaglia contro la morte… La libertà è solo uno tra i tanti altri argomenti. Ciò che davvero mi spinge a scrivere è la mia ossessione per la morte.»
Vogliamo essere vittime anche noi delle sue ossessioni?
Se amore genera amore cosa genera l’odio?[#AngeliKamente rifletto]
(Fermo restando che riconosco la grande levatura culturale ed intellettuale di Oriana Fallaci, penso che se non ci fossero casi come quello di Malala sarei portata a darLe ragione… ma Malala è l’esempio vivente che questi assassini si possono combattere e io sono con lei… e chissà quante Malala ci sono e noi non lo sappiamo. E’ a loro che dobbiamo parlare, con loro ci dobbiamo confrontare… non con le belve che invece vanno ricondotte alla ragione con le buone o con le cattive…)
P.S. Riporto lo stralcio di una “lettera di Tiziano Terzani, ” “Il Sultano e San Francesco”:”trovata qui: Ecco perché Oriana non ha ragione.
“E tu, Oriana, mettendoti al primo posto di questa crociata contro tutti quelli che non sono come te o che ti sono antipatici, credi davvero di offrirci salvezza? La salvezza non è nella tua rabbia accalorata, né nella calcolata campagna militare chiamata, tanto per rendercela più accettabile, «Libertà duratura». O tu pensi davvero che la violenza sia il miglior modo per sconfiggere la violenza? Da che mondo è mondo non c’ è stata ancora la guerra che ha messo fine a tutte le guerre. Non lo sarà nemmen questa. Quel che ci sta succedendo è nuovo. Il mondo ci sta cambiando attorno. Cambiamo allora il nostro modo di pensare, il nostro modo di stare al mondo. È una grande occasione. Non perdiamola: rimettiamo in discussione tutto, immaginiamoci un futuro diverso da quello che ci illudevamo d’ aver davanti prima dell’ 11 settembre e soprattutto non arrendiamoci alla inevitabilità di nulla, tanto meno all’ inevitabilità della guerra come strumento di giustizia o semplicemente di vendetta.Le guerre sono tutte terribili. Il moderno affinarsi delle tecniche di distruzione e di morte le rendono sempre più tali. Pensiamoci bene: se noi siamo disposti a combattere la guerra attuale con ogni arma a nostra disposizione, compresa quella atomica, come propone il Segretario alla Difesa americano, allora dobbiamo aspettarci che anche i nostri nemici, chiunque essi siano, saranno ancor più determinati di prima a fare lo stesso, ad agire senza regole, senza il rispetto di nessun principio. Se alla violenza del loro attacco alle Torri Gemelle noi risponderemo con una ancor più terribile violenza – ora in Afghanistan, poi in Iraq, poi chi sa dove -, alla nostra ne seguirà necessariamente una loro ancora più orribile e poi un’ altra nostra e così via. Perché non fermarsi prima?”
Orina Fallaci è stata la migliore sponsor della politica americana. Lei, mediaticamente, ha cercato di convincere gli occientali che la guerra all’Islam era giusta e necessaria…


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