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La Grande Invocazione


an_mandalaTrovandomi a parlare con un carissimo amico mi è tornata alla mente qualcosa che i molti accadimenti, nella mia vita e nel mondo, mi avevano fatto quasi dimenticare: La Grande Invocazione.
E’ tempo che il figliol prodigo torni all’ovile, che il pastore riporti la pecora smarrita nel gregge.
La terzina della Grande Invocazione parla chiaro, anche se per qualcuno può risultare ermetica mentre ai cinici ed agli atei sembreranno vaneggiamenti bigotti:
“Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede”.
La “porta dietro cui il male risiede” è tenuta aperta dall’umanità con i suoi desideri egoistici, i suoi odi e il suo separatismo, dalla sua avidità e dalle sue barriere razziali e nazionali, dalle sue ambizioni personali e dal suo amore per il potere e la crudeltà. Con l’affluire della buona volontà e della luce nelle menti e nei cuori degli uomini, queste cattive qualità e queste energie indirizzate che mantengono aperta la porta del male faranno posto al desiderio di giusti rapporti umani, alla determinazione di creare un mondo migliore e più pacifico e all’espressione mondiale della volontà di bene. Mentre queste qualità sostituiscono quelle vecchie e indesiderabili, simbolicamente la porta dove il male risiede si chiuderà lentamente grazie al peso dell’opinione pubblica e al semplice peso del giusto desiderio umano. Nulla potrà arrestarlo.
Prima lo capiremo e, di sicuro, prima cesserà la violenza nel mondo, così come conclude la Grande Invocazione:
“Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.”
Mai come in questo momento l’Umanità ha bisogno di ritrovare l’Amore…

Riporto qui tutta la preghiera, per chi vuole unirsi a quell’esercito silenzioso che coopera all’attuazione del Piano e che fa della preghiera non una richiesta personale ma mondiale:

Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.

Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.

Il 21 Maggio 2016 ci sarà la giornata della Grande Invocazione.
Qui trovate maggiori notizie al riguardo

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Cum dividere la Via Crucis


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Dipinto di Orazio Gentileschi (Papà di Artemisia Gentileschi) “Salita al Calvario”, 1606-1607 ca – Kunsthistorisches Museum di Vienna

Credo che nessuno di noi sia esente dalla sua croce, ognuno di noi ha le sue pene, piccole o grandi che siano, sembrano inevitabili. Il problema vero è, non tanto la croce che dobbiamo portare, quanto la presunzione di farla portare agli altri. Comodo deresponsabilizzarci, liberatorio dire “è colpa tua”, e non ci rendiamo conto che in questo modo eleviamo barriere tra noi e gli altri.

Costruiamo muri sempre più spessi, mettiamo sbarre alle finestre e spranghiamo le porte e non ci avvediamo che così facendo diventiamo più vulnerabili, più facilmente attaccabili. Alle soglie del terzo millennio non so se ha fatto più danni la religione, che ha passato spesso e volentieri messaggi sbagliati o che sono stati fraintesi, o gli atei, gli agnostici, i cinici.
Il Venerdì di Passione ha per me un significato profondo, un significato che va oltre il semplice rito della celebrazione della Via Crucis… mi piacerebbe che ognuno di noi si incamminasse sulla sua strada della croce personale prendendo coscienza che isolarsi dagli altri non fa che gravare il peso della sua croce. Unirsi agli altri, in un rapporto empatico, implica la condivisione, cum dividere, non è la condivisione di uno stato o di un’immagine, share in inglese, sui social ma ha un significato molto più profondo. In matematica significa “ripartire una quantità in un numero definito di parti uguali” mentre nella religione cristiana, nel testo biblico, troviamo: Così dice il Signore: “Non consiste forse (il digiuno che voglio) nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i suoi parenti? »(Libro di Isaia 58,7, testo CEI 2008)
In questo momento in occidente, nell’occidente che fino a qualche anno fa si definiva opulento, molti animi sono esacerbati, nutrono odio per gente che fugge da guerre e carestia, hanno paura che gli tolga il pane dalla bocca e non si rende conto, l’occidente, il tronfio occidente, che non è vittima ma causa del problema.
Allora, oggi fermatevi un attimo, osservate e meditate sulla vostra croce e spero che alla fine di questa meditazione abbiate il coraggio di prenderla e di caricarvela sulle spalle, così come ha fatto il Maestro, che si è caricato non solo la sua croce ma le croci dell’umanità tutta. Lui aveva capito che non esistono i singoli problemi, non esistono persone diverse, tutti hanno la loro croce, pesante se viene portata da sola, leggere se la si porta insieme. La croce degli uomini si chiama “Umanità”. Non si viene nel mondo in vacanza ma per studiare, allora impegnatevi a fare bene i compiti.
Buon Venerdì di Passione, passione che ci vuole per affrontare la nostra misera condizione umana…
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Elucubrazioni didattiche di un’ idealista


 

aecc61f2-3d48-4b0c-91de-2fc7562162ef-originalQualcosa del genere lo dicevo oggi a una collega… Io vado a scuola perché credo che sia mio compito spingere i bambini, i futuri cittadini attivi di questo Paese, non solo a sognare ma a iniziare a costruire un Paese diverso. Se vogliamo che il Paese esca da questa stagnazione cronica dobbiamo fare in modo di “guarire” i cervelli incancreniti degli italiani adulti. Se vogliamo adeguarci ad un mondo in continua evoluzione, ad una società liquida e complessa, dobbiamo iniziare a formare già da subito i bambini a vivere in modo completamente diverso da come viviamo, pensiamo, ragioniamo noi. Se vogliamo stare al passo coi tempi dobbiamo smetterla di voler piegare l’ apprendimento della nuova generazione alle nostre conoscenze. Non dobbiamo pretendere che loro si allineino al nostro pensiero vecchio, rispetto al loro.

Se rimaniamo ancorati al passato (e quanti docenti ci sono che vanno avanti campando di rendita, non solo di lezioni riproposte con la stessa metodologia stantia e vecchia ma anche con fotocopie di cose fatte 10 – 15 anni fa?) non lamentiamoci poi che il Paese non evolve.
Se vogliamo che vi sia crescita sociale ed economica dobbiamo avere il coraggio di rompere gli schemi, di ribellarci al sistema se questo ci vuole ingabbiare in riti burocratici, dobbiamo avere il coraggio di salire sopra la cattedra insieme ai nostri alunni e/o di sederci nei banchi con loro. Occorre una rivoluzione copernicana che ribalti la didattica , e non parlo solo dell’innovazione digitale ma proprio di un capovolgimento nel modo di pensare e di fare “scuola”… [#AngeliKaMente stanca di stereotipi, cliché e grigia quotidianità, ultima idealista?]
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L’etica disumanizzata


1545221_1120747794636231_752647078626848076_nNon posso fare a meno di soffermarmi sul delitto commesso da quei giovani romani. Non uso aggettivi per definire quello che loro hanno fatto, nessun aggettivo riesce a dare l’idea esatta di ciò che è diventata la società oggi. Ancora qualche giorno fa mi sono trovata davanti a un vaneggiare senza senso… nel desiderio di “giustificare” un comportamento aggressivo considerandolo come “normale” io sono rimasta senza parole.

Ho cresciuto tre figli maschi che non si sono mai picchiati tra loro, nemmeno per il possesso di un giocattolo e oggi, oggi, sembra “normale” uccidere solo per il gusto di provare cosa si prova…
L’Umanità ha perso davvero l’Etica che regolamenta la “Civile Convivenza Democratica”?
E mentre riflettevo su questi pensieri la risposta mi è arrivata dal web: Non c’è nessuna educazione, nessun intervento educativo, se prima non educo il “cuore”, ma educare il cuore presuppone che io ne possieda coscienza della sua esistenza.
Non posso nascondere i brividi che mi scorrono sul corpo nel rendermi conto di quanta aridità emotiva c’è in questa moderna società.

Il cuore è diventato solo un foglio di calcolo, un dare ed avere… Tutto risponde alla logica del mercanteggiare…

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In piedi, signori!


11141109_10203637175601969_8093608118539662195_nPer tutte le violenze consumate su di lei

per tutte le umiliazioni che ha subito

per il suo corpo che avete sfruttato

per la sua intelligenza che avete calpestato

per l’ignoranza in cui l’avete lasciata

per la libertà che le avete negato

per la bocca che le avete tappato

per le ali che le avete tagliato

per tutto questo

in piedi, Signori, davanti a una Donna.

E non bastasse questo

inchinatevi ogni volta

che vi guarda l’anima

perché Lei la sa vedere

perché Lei sa farla cantare.

In piedi, Signori,

ogni volta che vi accarezza una mano

ogni volta che vi asciuga le lacrime

come foste i suoi figli

e quando vi aspetta

anche se Lei vorrebbe correre.

In piedi, sempre in piedi, miei Signori

quando entra nella stanza

e suona l’amore

e quando vi nasconde il dolore

e la solitudine

e il bisogno terribile di essere amata.

Non provate ad allungare la vostra mano

per aiutarla

quando Lei crolla

sotto il peso del mondo.

Non ha bisogno

della vostra compassione.

Ha bisogno che voi

vi sediate in terra vicino a Lei

e che aspettiate

che il cuore calmi il battito,

che la paura scompaia,

che tutto il mondo riprenda a girare

tranquillo

e sarà sempre Lei ad alzarsi per prima

e a darvi la mano per tirarvi sù

in modo da avvicinarvi al cielo

in quel cielo alto dove la sua anima vive

e da dove, Signori,

non la strapperete mai.

[Anonimo]

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Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris…


1024px-Clusone_Trionfo_della_morte_dettaglioMemento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris…
Riflettevo poco fa sull’arroganza e sulla supponenza di tutte quelle persone che, avendo raggiunto posti di prestigio, di potere, si dimenticano spesso da dove sono partiti.
Ecco, si può essere più o meno cattolici. Si può credere o non credere ad una vita oltre la morte. Si possono contestare, cosa che a volte faccio io stessa, alcune manifestazioni “esteriori” della Fede, resta un constatazione certa che, quelle parole, pronunciate il “Mercoledì delle ceneri” dal sacerdote mentre ti cosparge la cenere sul capo ci riportano tutti, credenti o non credenti, alla dura realtà della nostra esistenza:
“Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris”.
Chino il capo, colmo di profonda umiltà nel riflettere che alla fine di tutto resterà solo “polvere su polvere”… e in queste ore che precedono il sonno mi tornano alla mente le tante esortazioni del Qoelet e pure Totò con la sua poesia “A livella”, e mi chiedo quanti di noi riflettono sulla fine di una esistenza che può essere ricca e piena di onori o miserevole ed indegna ma che comunque è destinata a diventare solo “cenere”.
Non so, forse dieci anni di vita collegiale, trascorsi più sui libri della biblioteca delle suore che su quelli scolastici, mi ha portato a sentire “a fior di pelle” gli avvenimenti ciclici del calendario. Un po’ come il segugio allenato a fiutare la preda (che si sa che i segugi sono animali più da “pelo” che da “penne”) io avverto nell’aria quel sentore particolare che mi spinge ad entrare in sintonia con l’anima mundi (cattolica?) ed eccomi qui, in quest’ora serale ed in pieno clima quaresimale a guardarmi attorno e a dolermi di tutto ciò che accade nel mondo.
Soppeso la cattiveria e la meschineria, la superbia e l’avidità, l’avarizia e l’egoismo, il narcisismo (e quanto narcisismo c’è in giro!) e la presunzione, e faccio i conti con me stessa. In un autoflagellante esame di coscienza…