Pubblicato in: Notizie e politica, Riflessioni personali, Società e Costume

Speak peace not hate


Schermata 2018-10-13 alle 20.08.51Ricordo che da ragazza non mi capacitavo dell’immobilismo che vedevo, e continuo a vedere,  nel mio paese natio.
Lì il tempo era, ed è, sempre immutabile. I giorni scorrevano uno dietro l’altro sonnacchiosi, silenti. Le strade percorse da macchine e camion che sostavano giusto il tempo di imbarcarsi per la Sicilia… poi tornava il silenzio. Un silenzio greve, caldo, sciroccoso. L’unico segno di vita era la leggera brezza che veniva dal mare. I gabbiani alti nel cielo… Le loro strida e poi… Tomba.
Non si capiva dove fossero gli abitanti e se fosse un paese abitato.
Anzi no… ogni tanto, in piena notte, scoppiava qualche bomba e il giorno dopo vedevi che qualche saracinesca era saltata, qualche macchina era stata bruciata. Segno che quel negoziante non aveva pagato il pizzo. Pizzo che, così si sussurrava a bassa voce dentro le case, pagavano anche le famiglie ricche dopo il primo sequestro avvenuto in Calabria, quello del Prof. Renato Caminiti.
E i giovani? I giovani sembravano entità astratte. Chi aveva i mezzi si trasferiva in quel di Reggio Calabria, sulle spiagge di Scilla in estate, a Messina di inverno.
Ricordo strade, case, sempre identiche mentre il lavoro era una chimera. Mi chiedevo chi avesse interesse a tenere in quella immobilità il paese, il sud e la risposta era solo una:
La MAFIA!
Si, perché al meridione i veri padroni sono i mafiosi. Non si muove foglia che un mafioso non voglia. Tutto passa attraverso la Mafia. Il Progresso, l’Innovazione portano scompiglio… scompongono il puzzle di un modus vivendi et operandi e nessuno deve permettersi di scompigliarlo perché si sa che dove c’è lavoro, occupazione, legalità gli interessi del malaffare avrebbero vita breve.
La mafia ha bisogno di omertà, di silenzio.
La mafia non ama la pubblicità né che giornalisti impiccioni portino telecamere e megafoni nelle loro zone…
Stasera sono davvero triste.
Il mio cuore piange e mi sento piccola, impotente e insignificante davanti a tanto degrado.
Rifletto su tanto abbandono triturando pensieri di favole che mi parlano di un mondo GIUSTO, EQUO e SOLIDALE… Vi prego, riportate(mi), riportiamo alla luce quel mondo… Diciamo BASTA all’ODIO prima che sia troppo tardi…
“La rete ha al suo interno gli anticorpi ai problemi che contribuisce a far nascere”, diceva Rodotà…
Aiutiamo questi anticorpi a rinascere, a svegliarsi a ditruggere i problemi che l’odio sta creando.

Autore:

Docente di Scuola Primaria, specializzata sul Sostegno, ha conseguito il diploma di Counsellor Scolastico (Iscritta al CNCP), si interessa di: Istruzione. Costume e Società. Politica e Religione. Arte e Letteratura. Web e multimedialità. Inseguendo una chimera… Acqua, Vento e Nuvola

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