Pubblicato in: Dalla parte dei bambini, La Scuola vista da me, Notizie e politica, Società e Costume

Scuole aperte a luglio?


Massimo Bray, Francesco Luccisano, Maria Latella, Maurizia Iachino, Alessia Mosca… in meeting… Ora…
Spiace dirlo ma mi sembra che molti di loro vivano “fuori” dal mondo della scuola.
La Scuola NON è un babysitteraggio! I docenti NON sono i genitori! Ma di cosa parla Luccisano?
“Gli insegnanti a casa a stipendio pieno” è la ciliegina sulla torta! Inviterei Luccisano a casa mia per vedere come sto a pancia all’aria! Vergogna!
Applausi a Massimo Bray, usiamo testa e cervello. Non solo cervello.
Molti insegnanti si sono trovati completamente impreparati davanti a questa situazione, ma non è questo il momento di recriminare. Penso che anche i meno preparati si siano rimboccati le maniche, per usare un eufemismo ,e ce la stiano mettendo tutta per adempiere al proprio dovere: Garantire la prosecuzione dell’anno scolastico.
Trovo sterile ogni discussione del protrarsi fino a luglio delle lezioni in un momento in cui cerchiamo di fare del nostro meglio per “guadagnarci” il misero stipendio. Il nostro lavoro è silenzioso, scivola tra le pareti delle nostre case e occupa le case dei nostri alunni. Non abbiamo l’onore della cronaca quando lavoriamo sodo (mentre quando si tratta di condannarci siamo tutitti a darci addosso) so che sono altre le esigenze primarie del Paese in questo momento: piangere i morti, guarire tutti quelli che sono ricoverati, evitare di essere trasmettitori a nostra volta… Ma non posso accettare che si denigri il nostro lavoro e non gli si riconosca il giusto merito. Gli sforzi che stiamo facendo per garantire a TUTTI gli alunni pari opportunità. (internos, caro Luccisano, un cellulare oggi ce l’hanno tutti e lo stanno usando! Per chi conosce la didattica a distanza, un docente preparato, sa come arginare i gap e le falle sociali!)) Sono stati stanziati dei soldi per le famiglie meno abbienti: Ma dove prendono i soldi e dove vanno a spenderli per comprare ORA, subito, un device e una connessione a internet? In questi trent’anni il baratro che si è creato tra i ceti meno abbienti e i “borghesi” si è rafforzato con tutte le politiche scellerate dei governi che abbiamo avuto. Se finora ne abbiamo lamentato le defaillance solo negli ambienti ristretti delle aule (così come i preti predicano solo in Chiesa) adesso tutti i nodi irrisolti sono venuti al pettine e si chiede, ancora una volta… per la centesima volta… che noi docenti tappiamo i buchi del Malgoverno..

A questo mi ribello!