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Ragionando di Sinistra e Destra


Il problema in Italia l’ha creato #Berlusconi che ha trascinato la destra moderata in un matrimonio combinato con #fascisti e #leghisti per cui gli equilibri si sono spostati tutti a destra.

I #liberisti hanno perso la loro identità e vivono all’ombra dei fascio-leghisti. Mentre la #Sinistra, depauperata della sua classe operaia – a causa della massiccia delocalizzazione delle imprese – che era il bastone della sua forza politica, arranca non sapendo a chi parlare. Chi sono i suoi interlocutori.

In questo panorama sociale si inseriscono, traendone linfa, i populismi.. i sovranismi e tutti gli ismi possibili e immaginabili.

Il popolo, sconfitto e disorientato, non sapendo con chi prendersela si crea il “nemico immaginario” e, in questa creazione fantastica, il giornalismo nostrano ci inzuppa il pane (devono pur mangiare anche loro).

#rassegnamoci  quelle poche voci “libere” siamo destinati a parlare al vento.

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Siamo tutti coinvolti


Ieri sera, commentavamo con il consorte la sceneggiata di Trump e Kim su chi ce l’aveva più grosso. Mentre guardavamo le strette di mano tra questi due signori, mio marito, sottolineava come si potesse stringere la mano a uno che è sospettato di aver fatto uccidere il fratello, lo zio, la fidanzata e chissà quanti altri ancora.

Il Potere dei soldi, solo il potere dei soldi .

Lo stesso potere che ci porta a chiudere gli occhi davanti ai governi che si arricchiscono sfruttando la povera gente.

Dall’Africa alla Cina gli uomini rubano, uccidono, condannano a una vita di lavoro e di stenti milioni di uomini, donne e bambini sotto il silenzio indifferente di una società consumistica che sa inchinarsi solo davanti al Potere del dio Denaro.

A mammona, come diceva Gesù.

E mi torna in mente la saggezza latina: Pecunia non olet.

Nessuno può permettersi il lusso di scappare dalla propria terra in cerca di un futuro migliore, specialmente se povero e diseredato della Terra. Questi vanno cacciati a calci nel sedere. Mentre gli assassini, i criminali, quelli che calpestano i più elementari diritti degli uomini (istruzione, salute, benessere psico-fisico) vengono accolti coi tappeti rossi e sventolio di bandiere: “Siamo tutti coinvolti”. Siamo tutti correi.

Ecco perché il popolo difende gli assassini, solo per i soldi.

Fermate il Mondo, voglio scendere!

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Sono una docente


Sono una docente “specializzata” sul sostegno e la mia forma mentis viaggia su binari che si chiamano: “Accoglienza, accettazione, integrazione, rispetto e amore per chiunque“.

Se non avessi interiorizzato e radicato in me questi concetti non avrei mai studiato per prendermi questa specializzazione.
I regali più belli, l’amore più sincero e disinteressato l’ho sempre avuto da questi ragazzi “speciali” più che dagli adulti… Per questo io sono contro “tutte le barriere” che l’uomo costruisce intorno a chi è “diverso” (sia un disabile che un immigrato, un gay o un rom).
Dice il grande professore Canevaro:
-“Esiste LA persona disabile ma la società crea l’handicap” – e lo crea tutte le volte che ne ostacola la loro libertà, la loro crescita.
Questo concetto io lo estendo a tutta la società, al mondo intero. Per questo, con orgoglio, mi definisco “cosmopolita” per quanto ami la mia Patria… il mio Paese , e per quanto sia orgogliosa di essere una “terrona” alla faccia della #Bestia e delle bestie che lo seguono. Perché, per me, chi non ha umanità non appartiene alla Classe Umana, quella per intenderci che contraddistingue l’evoluzione di una specie sull’altra… “Animale si ma non umana”, rifacendomi alla classificazione scientifica sui tre Regni della Natura.
A me non frega niente di destra, sinistra, grillini… Io starò sempre con chi ha attenzione per l’altro. Per gli altri.

Lotterò sempre contro chiunque non va oltre gli egoismi e le piccinerie della meschinità quotidiana. Siano bianchi, gialli, rossi o neri…

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Chi sono, oggi, i fascisti


Oggi, per me, fascista è chi chiude la porta in faccia a chi ne ha bisogno e lo fa discriminando sul colore della pelle come una volta lo facevano con gli ebrei, i rom, i gay e i disabili(cosa che si fa ancora oggi)… mandati tutti nelle camere a gas. E ancora oggi, c’è chi grida: “Prima gli italiani” e poi li esclude dal reddito di cittadinanza perché senza tetto, quindi senza fissa dimora, senza residenza.

Gente silente, anime morte, che vivono sotto lo sguardo indifferente degli stessi italiani che li scansano se li vedono per strada a mendicare. Ma loro non votano. Non portano voti agli arraffoni e papponi… a chi volete che importino?
Prima gli italiani... ma solo quelli che vanno a votare.

IPOCRITI, finti perbenisti dei miei stivali…

“Guide cieche che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!… Razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna”?
[#AngeliKaMente esacerbata]

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Fatti non foste a viver come bruti


Questo è uno di quei frutti che Moussa Ba, 29enne bracciante agricolo, stringeva tra le mani mentre la sua baracca andava a fuoco.
Non voglio fare retorica nell’esprimere il dolore e la tristezza che provo nel vedere ancora una volta la Giustizia schiacciata dall’odio e dall’indifferenza. Provo una grande tristezza per i calabresi che permettono che nel loro paese possano vivere persone in baracche, senza acqua e senza energia elettrica.
Provo indignazione contro la #Bestia che tra un bicchiere di vino, pagato da noi, e una fetta biscottata con nutella ha un solo pensiero: Sgombero!
Miserabile! Tu e quelli che sfruttano questi disgraziati e li fanno vivere in simili condizioni. Manderei voi al loro posto.
Cialtrone, perché non assicuri loro un alloggio dignitoso come dignitoso è il loro lavoro mentre devono sottostare al caporalato mafioso?
Posso solo consolarmi pensando che tutto torna a noi. Le ingiustizie che stiamo perpetrando a danno di questi disgraziati li pagheremo noi…
La Vita ci fa andare avanti e non sappiamo mai su quale pietra inciamperemo. Perché il nostro cammino è pieno di pietre con cui dovremo fare i conti…
“Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” – [Canto XXVI dell’Inferno, Dante]

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L’Europa è anche il MIO Paese!


Queste le parole di Verhofstadt:

-“L’Italia, è diventata il fanalino di coda dell’Europa per un malgoverno che non è di ieri ma di almeno un ventennio (dai tempi di Berlusconi); un malgoverno peggiorato sotto Salvini e Di Maio, con il loro comportamento antieuropeo e «odioso» verso altri Stati membri; Salvini è specializzato a bloccare i porti ai migranti, ma blocca anche la creazione di un vero confine europeo, di una guardia costiera europea e blocca la riforma di Dublino, scelte assurde che pagano i cittadini italiani; il governo non ha una strategia per la crescita ma una tattica per farsi rieleggere con regali e debiti; Di Maio intrattiene rapporti coi gilet gialli che per due volte hanno chiesto un colpo di Stato contro il presidente francese; questa è l’Italia oggi, l’Italia che è più di un Paese, è una civiltà sulle cui basi è nata la civiltà europea, e per secoli artisti, scrittori e intellettuali per comprendere la civiltà europea hanno visitato l’Italia: Montaigne l’ha fatto, Goethe l’ha fatto. Dico queste cose in italiano, ha spiegato Verhofstadt, perché sono innamorato dell’Italia e degli italiani”.

Quel “burattino” dato a Conte non è altro che l’indignazione di una persona che ama l’Italia, Paese dove è nata la civiltà europea (ancora sue parole), piombata nell’oscurantismo della Ragione.

Io sono italiana e sono anche europea. Perché questa Europa è la MIA casa.

Shakespeare, Voltaire, Flaubert, Kant, Picasso, Goethe… giusto per citare i primi nomi che mi vengono in mente, appartengono a me, alla MIA cultura, nella stessa maniera in cui mi appartengono Dante, Manzoni, Foscolo, Verga e Pirandello…

In questa Europa ci sono stati i più grandi fermenti letterari, artistici, culturali.

In questa Europa è stata costruita una intera civiltà occidentale che partendo dalla “MAGNA GRECIA” , grazie all’ Impero Romano, si è espansa, al di là di tutte le guerre fratricide tra i vari stati che per secoli hanno dilaniato questo suolo, che io considero il MIO suolo Patrio contro gli imperi russi, cinesi e americani…

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Nerone, Khomeini, la #Bestia


Continua la mia lettura di “Leggere Lolita a Teheran” e una frase ieri mi ha colpito. Nel narrare gli accadimenti successivi alla presa del potere di Khomeini l’autrice, Azar Nafisi, scrive: -“Al mattino, con “Le avventure di Huckleberry Finn” sottobraccio, mi incamminavo per i viali che portavano all’università. A mano a mano che mi avvicinavo al campus, il numero delle scritte sui muri, e così pure il tono ultimativo delle richieste, aumentava. Mai che qualcuno protestasse contro le esecuzioni: piuttosto, si chiedeva più sangue. Durante il giorno, come tanti altri, anch’io faceva finta di niente. Soltanto la sera, davanti alle pagine del mio diario, e di notte, nei miei incubi, venivo assalita da una disperazione profonda, senza freni.”Nel guardare alla TV, i processi farsa contro i dissidenti chiede al marito: “Avresti mai pensato che potesse capitarci tutto questo?” . “No,” rispose lui “ma avrei dovuto”…Ecco i punti salienti: La gente chiedeva più sangue… e mi viene in mente “Quo vadis”, il popolo che non sopporta Nerone, che è stanco delle sue vessazioni, viene “addolcito e calmato” con gli spettacoli circensi dei primi cristiani che venivano dati in pasto ai leoni, nel Colosseo.

E, andando per associazione di idee, agendo a livello di metacognizione ripenso all’incendio di Roma e al tiranno Nerone che contempla lo spettacolo suonando la cetra e declamando i suoi insulsi versi, come diceva Petronio, l’abiter elegantiorum, dietro le sue spalle…

E sempre operando collegamenti metacognitivi la mia mente ritorna al presente e rivedo la faccia di #felpapig, la #Bestia, che condanna un pugno di gente inerme ai lager libici o li sequestra per giorni e giorni sulla nave, con il placito del popolino… e mentre fa questo lui si rimpizza di nutella, di arancini e di tiramisù. E non vedo nessuna differenza tra lui, Khomeini e Nerone… tutti e tre vittime di lucida e insana pazzia. Tutti e tre nemici dell’umanità, del popolo. Nemici di tutti coloro che ostacolano la loro vanagloria, il loro narcisismo, le loro frustazioni, la loro sete di Potere. E così se la prende con Mimmo Lucano, con Saviano, con Sandro Ruotolo e con chiunque dissente dal suo pensiero.

E poi la risposta del marito Bijan davanti all’orrore dei processi farsa: “Avrei dovuto”

Avrei dovuto pensare a quello che sarebbe successo dopo, due parole che racchiudono tutta la rabbia e l’impotenza di chi si rende conto di aver compiuto una scelta sbagliata…

Quanti di noi pensano a cosa potrà accaderci “dopo” se appoggiamo la #Bestia?

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Uno sputo nell’occhio del mondo


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La Politica, nell’accezione più alta del termine, è una cosa seria e non si fa coi selfie, sui social, al bar ma nei luoghi preposti e la si affida a persone serie, competenti, qualificate e non a due sbruffoni di periferia che pensano solo a mangiare sulle nostre spalle. La Politica vera è una cosa seria e non si fa con slogan da “Pubblicità e Regresso” al Medioevo. SETTANTATRE anni di Pace sono stati garantiti in Europa grazie alla buona volontà di un pugno di persone illuminate, tra questi, in primis, gli italiani… e non possono arrivare due scolaretti papponi a distruggere ciò che i nostri Padri hanno costruito e solo perché loro vogliono vivere da pascià sulle nostre spalle. Pensate ai figli, pensate ai nipoti se non volete pensare a voi stessi ed ai vostri egotici interessi! Che mondo volete per loro? Un Mondo di homo homini lupus o continuare a vivere in un Mondo Democratico nel Rispetto della Giustizia, dei Diritti e dell’Uguaglianza tra i popoli?
(Guardate questa immagine, prendete le misure e vi renderete conto che noi siamo solo uno sputo nell’occhio del Mondo. Smettiamola di fare gli sbruffoni…)

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La Storia insegna a scolari somari


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Una donna brucia il corpo della moglie del suo amante…
Un compagno che manda al creatore a furia di botte un bambino e la sorella in condizioni estreme in ospedale..
Una #Bestia che sta attaccato alla poltrona prendendosela con 47 persone inermi e disarmati..
Un imbecille grullino che “provoca” i paesi vicini, dalla Francia all’Olanda…
Una che dice che l’esercito si ritirerà dall’Afghanistan e l’altra che risponde: Non ne so nulla mentre la #Bestia dice che non è nel programma…
Pillon che difende il feto mentre appoggia la condanna a morte di donne, bambini e uomini in mare o nei lager libici…
Insomma, in questo Paese di pazzi, arraffoni, papponi. Di disoccupati che vivono sulle nostre spalle con un bel robusto assegno mensile sembra che tutti abbiano perso il “Ben dell’Intelletto”.
In un mondo che sarebbe dovuto andare avanti, verso il progresso, nel terzo millennio ci RI-troviamo in una buia e sanguinosa retrocessione che ricorda tanto i tempi dell’oscurantismo medioevale… Quello dei Comuni e del leggendario Alberto da Giussano… Perché la storia non la scrivono gli intellettuali ma il popolino aizzato da un qualche pazzo scatenato… ma la Storia insegna a scolari somari…
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GLI EMIGRANTI (E. De Amicis 1882)


 

 

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Cogli occhi spenti, con lo guancie cave,
Pallidi, in atto addolorato e grave,
Sorreggendo le donne affrante e smorte,
Ascendono la nave
Come s’ascende il palco de la morte.
E ognun sul petto trepido si serra
Tutto quel che possiede su la terra.
Altri un misero involto, altri un patito
Bimbo, che gli s’afferra
Al collo, dalle immense acque atterrito.
Salgono in lunga fila, umili e muti,
E sopra i volti appar bruni e sparuti
Umido ancora il desolato affanno
Degli estremi saluti
Dati ai monti che più non rivedranno.

Salgono, e ognuno la pupilla mesta
Sulla ricca e gentil Genova arresta,
Intento in atto di stupor profondo,
Come sopra una festa
Fisserebbe lo sguardo un moribondo.
Ammonticchiati là come giumenti
Sulla gelida prua morsa dai venti,
Migrano a terre inospiti e lontane;
Laceri e macilenti,
Varcano i mari per cercar del pane.
Traditi da un mercante menzognero,
Vanno, oggetto di scherno allo straniero,
Bestie da soma, dispregiati iloti,
Carne da cimitero,
Vanno a campar d’angoscia in lidi ignoti.
Vanno, ignari di tutto, ove li porta
La fame, in terre ove altra gente è morta;
Come il pezzente cieco o vagabondo
Erra di porta in porta,
Essi così vanno di mondo in mondo.

Vanno coi figli come un gran tesoro
Celando in petto una moneta d’oro,
Frutto segreto d’infiniti stonti,
E le donne con loro,
Istupidite martiri piangenti.
Pur nell’angoscia di quell’ultim’ora
Il suol che li rifiuta amano ancora;
L’amano ancora il maledetto suolo
Che i figli suoi divora,
Dove sudano mille e campa un solo.
E li han nel core in quei solenni istanti
I bei clivi di allegre acque sonanti,
E le chiesette candide, e i pacati
Laghi cinti di piante,
E i villaggi tranquilli ove son nati!
E ognuno forse sprigionando un grido,
Se lo potesse, tornerebbe al lido;
Tornerebbe a morir sopra i nativi
Monti, nel triste nido
Dove piangono i suoi vecchi malvivi.

Addio, poveri vecchi! In men d’un anno
Rosi dalla miseria e dall’affanno,
Forse morrete là senza compianto,
E i figli nol sapranno,
E andrete ignudi e soli al camposanto.
Poveri vecchi, addio! Forse a quest’ora
Dai muti clivi che il tramonto indora
La man levate i figli a benedire….
Benediteli ancora:
Tutti vanno a soffrir, molti a morire.
Ecco il naviglio maestoso e lento
Salpa, Genova gira, alita il vento.
Sul vago lido si distende un velo,
E il drappello sgomento
Solleva un grido desolato al cielo.
Chi al lido che dispar tende le braccia.
Chi nell’involto suo china la faccia,
Chi versando un’amara onda dagli occhi
La sua compagna abbraccia,
Chi supplicando Iddio piega i ginocchi.

E il naviglio s’affretta, e il giorno muore,
E un suon di pianti e d’urli di dolore
Vagamente confuso al suon dell’onda
Viene a morir nel core
De la folla che guarda da la sponda.
Addio, fratelli! Addio, turba dolente!
Vi sia pietoso il cielo e il mar clemente,
V’allieti il sole il misero viaggio;
Addio, povera gente,
Datevi pace e fatevi coraggio.
Stringete il nodo dei fraterni affetti.
Riparate dal freddo i fanciulletti ,
Dividetevi i cenci, i soldi, il pane,
Sfidate uniti e stretti
L’imperversar de le sciagure umane.
E Iddio vi faccia rivarcar quei mari,
E tornare ai villaggi umili e cari,
E ritrovare ancor de le deserte
Case sui limitari
I vostri vecchi con le braccia aperte.

[http://www.risorgimentofirenze.it/gli-emigranti-poesia-di-edomndo-de-amicis/]