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La discendenza di Caino non si estingue



290 morti

500 feriti

i numeri dell’Odio che ogni giorno si semina nel mondo e che hanno colpito gli abitanti dello Sri Lanka.

Quello che è più raccapricciante in questi attentati è il fatto che l’azione criminale sia stata compiuta “dentro casa”.

Tra la stessa popolazione del Paese.

Così come accade nei vari Paesi del mondo.

Li chiamano “guerre religiose”… Io li definisco guerre fratricide di chi non Rispetta la Libertà degli altri e, come diceva Stefano Gatto​, di quelli che se la prendono sempre con gli ultimi… i diseredati di questa Terra che produce ricchezza solo per una ristretta cerchia di èlite mentre i poveri si massacrano tra di loro.

Diamoci tutti una calmata!!!

Nessuno è superiore a nessuno, né per stirpe, né per religione, né per identità nazionale.

Ciascun individuo ha “Diritto” di vivere la vita che vuole!

Basta coi falsi perbenisti, i finti moralisti. Fermiamo chi vuole dividere il mondo mettendo barriere, chiudendo i porti e impedendo la Libertà dell’individuo di autodeterminarsi…

Costruiamo ponti e non muri, mai come oggi questo motto deve essere la nostra principale ragione di vita.



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Chi sono, oggi, i fascisti


Oggi, per me, fascista è chi chiude la porta in faccia a chi ne ha bisogno e lo fa discriminando sul colore della pelle come una volta lo facevano con gli ebrei, i rom, i gay e i disabili(cosa che si fa ancora oggi)… mandati tutti nelle camere a gas. E ancora oggi, c’è chi grida: “Prima gli italiani” e poi li esclude dal reddito di cittadinanza perché senza tetto, quindi senza fissa dimora, senza residenza.

Gente silente, anime morte, che vivono sotto lo sguardo indifferente degli stessi italiani che li scansano se li vedono per strada a mendicare. Ma loro non votano. Non portano voti agli arraffoni e papponi… a chi volete che importino?
Prima gli italiani... ma solo quelli che vanno a votare.

IPOCRITI, finti perbenisti dei miei stivali…

“Guide cieche che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!… Razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna”?
[#AngeliKaMente esacerbata]

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Fatti non foste a viver come bruti


Questo è uno di quei frutti che Moussa Ba, 29enne bracciante agricolo, stringeva tra le mani mentre la sua baracca andava a fuoco.
Non voglio fare retorica nell’esprimere il dolore e la tristezza che provo nel vedere ancora una volta la Giustizia schiacciata dall’odio e dall’indifferenza. Provo una grande tristezza per i calabresi che permettono che nel loro paese possano vivere persone in baracche, senza acqua e senza energia elettrica.
Provo indignazione contro la #Bestia che tra un bicchiere di vino, pagato da noi, e una fetta biscottata con nutella ha un solo pensiero: Sgombero!
Miserabile! Tu e quelli che sfruttano questi disgraziati e li fanno vivere in simili condizioni. Manderei voi al loro posto.
Cialtrone, perché non assicuri loro un alloggio dignitoso come dignitoso è il loro lavoro mentre devono sottostare al caporalato mafioso?
Posso solo consolarmi pensando che tutto torna a noi. Le ingiustizie che stiamo perpetrando a danno di questi disgraziati li pagheremo noi…
La Vita ci fa andare avanti e non sappiamo mai su quale pietra inciamperemo. Perché il nostro cammino è pieno di pietre con cui dovremo fare i conti…
“Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” – [Canto XXVI dell’Inferno, Dante]

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L’Europa è anche il MIO Paese!


Queste le parole di Verhofstadt:

-“L’Italia, è diventata il fanalino di coda dell’Europa per un malgoverno che non è di ieri ma di almeno un ventennio (dai tempi di Berlusconi); un malgoverno peggiorato sotto Salvini e Di Maio, con il loro comportamento antieuropeo e «odioso» verso altri Stati membri; Salvini è specializzato a bloccare i porti ai migranti, ma blocca anche la creazione di un vero confine europeo, di una guardia costiera europea e blocca la riforma di Dublino, scelte assurde che pagano i cittadini italiani; il governo non ha una strategia per la crescita ma una tattica per farsi rieleggere con regali e debiti; Di Maio intrattiene rapporti coi gilet gialli che per due volte hanno chiesto un colpo di Stato contro il presidente francese; questa è l’Italia oggi, l’Italia che è più di un Paese, è una civiltà sulle cui basi è nata la civiltà europea, e per secoli artisti, scrittori e intellettuali per comprendere la civiltà europea hanno visitato l’Italia: Montaigne l’ha fatto, Goethe l’ha fatto. Dico queste cose in italiano, ha spiegato Verhofstadt, perché sono innamorato dell’Italia e degli italiani”.

Quel “burattino” dato a Conte non è altro che l’indignazione di una persona che ama l’Italia, Paese dove è nata la civiltà europea (ancora sue parole), piombata nell’oscurantismo della Ragione.

Io sono italiana e sono anche europea. Perché questa Europa è la MIA casa.

Shakespeare, Voltaire, Flaubert, Kant, Picasso, Goethe… giusto per citare i primi nomi che mi vengono in mente, appartengono a me, alla MIA cultura, nella stessa maniera in cui mi appartengono Dante, Manzoni, Foscolo, Verga e Pirandello…

In questa Europa ci sono stati i più grandi fermenti letterari, artistici, culturali.

In questa Europa è stata costruita una intera civiltà occidentale che partendo dalla “MAGNA GRECIA” , grazie all’ Impero Romano, si è espansa, al di là di tutte le guerre fratricide tra i vari stati che per secoli hanno dilaniato questo suolo, che io considero il MIO suolo Patrio contro gli imperi russi, cinesi e americani…

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Uno sputo nell’occhio del mondo


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La Politica, nell’accezione più alta del termine, è una cosa seria e non si fa coi selfie, sui social, al bar ma nei luoghi preposti e la si affida a persone serie, competenti, qualificate e non a due sbruffoni di periferia che pensano solo a mangiare sulle nostre spalle. La Politica vera è una cosa seria e non si fa con slogan da “Pubblicità e Regresso” al Medioevo. SETTANTATRE anni di Pace sono stati garantiti in Europa grazie alla buona volontà di un pugno di persone illuminate, tra questi, in primis, gli italiani… e non possono arrivare due scolaretti papponi a distruggere ciò che i nostri Padri hanno costruito e solo perché loro vogliono vivere da pascià sulle nostre spalle. Pensate ai figli, pensate ai nipoti se non volete pensare a voi stessi ed ai vostri egotici interessi! Che mondo volete per loro? Un Mondo di homo homini lupus o continuare a vivere in un Mondo Democratico nel Rispetto della Giustizia, dei Diritti e dell’Uguaglianza tra i popoli?
(Guardate questa immagine, prendete le misure e vi renderete conto che noi siamo solo uno sputo nell’occhio del Mondo. Smettiamola di fare gli sbruffoni…)

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GLI EMIGRANTI (E. De Amicis 1882)


 

 

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Cogli occhi spenti, con lo guancie cave,
Pallidi, in atto addolorato e grave,
Sorreggendo le donne affrante e smorte,
Ascendono la nave
Come s’ascende il palco de la morte.
E ognun sul petto trepido si serra
Tutto quel che possiede su la terra.
Altri un misero involto, altri un patito
Bimbo, che gli s’afferra
Al collo, dalle immense acque atterrito.
Salgono in lunga fila, umili e muti,
E sopra i volti appar bruni e sparuti
Umido ancora il desolato affanno
Degli estremi saluti
Dati ai monti che più non rivedranno.

Salgono, e ognuno la pupilla mesta
Sulla ricca e gentil Genova arresta,
Intento in atto di stupor profondo,
Come sopra una festa
Fisserebbe lo sguardo un moribondo.
Ammonticchiati là come giumenti
Sulla gelida prua morsa dai venti,
Migrano a terre inospiti e lontane;
Laceri e macilenti,
Varcano i mari per cercar del pane.
Traditi da un mercante menzognero,
Vanno, oggetto di scherno allo straniero,
Bestie da soma, dispregiati iloti,
Carne da cimitero,
Vanno a campar d’angoscia in lidi ignoti.
Vanno, ignari di tutto, ove li porta
La fame, in terre ove altra gente è morta;
Come il pezzente cieco o vagabondo
Erra di porta in porta,
Essi così vanno di mondo in mondo.

Vanno coi figli come un gran tesoro
Celando in petto una moneta d’oro,
Frutto segreto d’infiniti stonti,
E le donne con loro,
Istupidite martiri piangenti.
Pur nell’angoscia di quell’ultim’ora
Il suol che li rifiuta amano ancora;
L’amano ancora il maledetto suolo
Che i figli suoi divora,
Dove sudano mille e campa un solo.
E li han nel core in quei solenni istanti
I bei clivi di allegre acque sonanti,
E le chiesette candide, e i pacati
Laghi cinti di piante,
E i villaggi tranquilli ove son nati!
E ognuno forse sprigionando un grido,
Se lo potesse, tornerebbe al lido;
Tornerebbe a morir sopra i nativi
Monti, nel triste nido
Dove piangono i suoi vecchi malvivi.

Addio, poveri vecchi! In men d’un anno
Rosi dalla miseria e dall’affanno,
Forse morrete là senza compianto,
E i figli nol sapranno,
E andrete ignudi e soli al camposanto.
Poveri vecchi, addio! Forse a quest’ora
Dai muti clivi che il tramonto indora
La man levate i figli a benedire….
Benediteli ancora:
Tutti vanno a soffrir, molti a morire.
Ecco il naviglio maestoso e lento
Salpa, Genova gira, alita il vento.
Sul vago lido si distende un velo,
E il drappello sgomento
Solleva un grido desolato al cielo.
Chi al lido che dispar tende le braccia.
Chi nell’involto suo china la faccia,
Chi versando un’amara onda dagli occhi
La sua compagna abbraccia,
Chi supplicando Iddio piega i ginocchi.

E il naviglio s’affretta, e il giorno muore,
E un suon di pianti e d’urli di dolore
Vagamente confuso al suon dell’onda
Viene a morir nel core
De la folla che guarda da la sponda.
Addio, fratelli! Addio, turba dolente!
Vi sia pietoso il cielo e il mar clemente,
V’allieti il sole il misero viaggio;
Addio, povera gente,
Datevi pace e fatevi coraggio.
Stringete il nodo dei fraterni affetti.
Riparate dal freddo i fanciulletti ,
Dividetevi i cenci, i soldi, il pane,
Sfidate uniti e stretti
L’imperversar de le sciagure umane.
E Iddio vi faccia rivarcar quei mari,
E tornare ai villaggi umili e cari,
E ritrovare ancor de le deserte
Case sui limitari
I vostri vecchi con le braccia aperte.

[http://www.risorgimentofirenze.it/gli-emigranti-poesia-di-edomndo-de-amicis/]

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Io, speriamo che me la cavo


Quanto siamo “provinciali” noi italiani? Non solo “chiudiamo” i porti, NOI, un popolo di NAVIGATORI, ma pensiamo che oltre il nostro miserevole orticello non ci siano altri mondi.
Ignoranti e presuntuosi continuiamo a considerarci “l’ombelico del mondo”… Lo eravamo, forse, una volta, al tempo in cui nel nostro Paese si faceva Cultura, ricerca scientifica, grandi invenzioni, Arte. Oggi, che abbiamo svenduto i nostri gioielli di famiglia ci sono rimaste addosso solo le pulci e per consolarci ce la prendiamo con chi sta peggio di noi in quanto, perso dignità (sostenendo un governo grullo-fascio-leghista) non abbiamo nemmeno la compassione e la saggezza dei bambini raccontati dal compianto Marcello D’Orte: “Mia madre dice che il Terzo Mondo non tiene neanche la casa sgarrupata, e perciò non ci dobbiamo lagniare: il Terzo Mondo è molto più terzo di noi!” (da Descrivi la tua casa)
Intanto: “L’hanno scorso io mi sono vestita da Cenerentola, e pure quest’anno mi vestirò da Cenerentola, perché il vestito è facile, basta che prendi delle pezze“. (da A Carnevale ogni scherzo vale…).
È arrivato un nuovo anno, portando con sé già tanti problemi, contrattempi e siamo al 9° mese di gestazione di questo governicchio di incompetenti e pieni di livore che stanno facendo la pacchia sulle nostre spalle senza che abbiano fatto una sola legge che porti benessere al Paese mentre continuano a sbafare sfruttando l’odio e il livore di gente ignorante e intellettualmente limitata.
Ciliegina sulla torta la boutade di “giggino” che si offre di “ospitare a casa sua i gilet gialli”.
Ma i francesi, che non sono cialtroni come noi e che sanno che il Mondo non è circoscritto al loro confine territoriale, gli hanno risposto con le rime facendoci fare, per l’ennesima volta, la figura dei fessi e degli imbecilli.
Loro hanno l’ ORGOGLIO… Loro sono il Popolo che ha preso la Bastiglia… Noi invece sappiamo solo barricarci nelle nostre case e da lì gridare “Al Lupo… al lupo”.
Vili, codardi e fanfaroni.
Io, speriamo che me la cavo…
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(Lui ci ha provato a fare qualcosa, noi dovremmo imparare da lui… meditate nell’ascoltare queste parole, sempre se siete capaci di meditare.)
 
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Copio e incollo


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Foto: Opera di Alberonero, Catanzaro.

“Ho atteso alcuni giorni prima di intervenire pubblicamente sull’arresto del sindaco di Riace. Ho voluto prima leggere l’ordinanza del Gip, ho voluto riflettere su tanti commenti, ho voluto lasciar sedimentare le mie emozioni. Per diverse ragioni – non ultimo, il mio ruolo di docente di materie giuridiche che insegna ai propri allievi il valore della legge, il diritto della critica e dell’impegno per cambiare le norme ingiuste ma anche il dovere di rispettarle finché vigenti – ho ritenuto di non poter confinarmi in uno slogan (io sto con Mimmo Lucano, questo è certo) ma di dover articolare il mio pensiero, distinguendo alcuni profili, a mio avviso i più rilevanti, della vicenda.
C’è innanzitutto l’aspe
tto giuridico-formale. Posto che il Gip liquida molti dei capi d’accusa (e inviterei tutti a soffermarsi su questo dato: è abbastanza raro che un Procuratore capo sia così clamorosamente smentito in sede di valutazione delle richieste di misura cautelare) e che la vicenda dei matrimoni combinati è risibile (è davvero incredibile che per un (1) matrimonio forse combinato e un (1) matrimonio suggerito e nemmeno celebrato si parli di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina) l’unica accusa rimasta in piedi è quella relativa all’affidamento diretto del servizio di raccolta differenziata a cooperative prive dei requisiti richiesti.
Rispetto a questa accusa Mimmo Lucano è un cittadino come tutti gli altri. Dovrà difendersi secondo le regole, ha diritto ad essere considerato innocente fino all’ultimo grado di giudizio e dovrà pagare nel caso abbia sbagliato. Si può e si deve aggiungere che non gli viene contestato nessun arricchimento personale, che l’affidamento riguarda un servizio erogato in un piccolissimo centro abitato e quindi per importi molto contenuti e che è del tutto evidente la sproporzione dei mezzi d’indagine utilizzati e della misura cautelare applicata, ma chiunque – anche se vittima di un accanimento investigativo – deve essere giudicato come tutti gli altri.
Accanto a queste cons
iderazioni ci sono quelle più propriamente politiche. Le dichiarazioni di Salvini (e anche di alcuni deputati 5 stelle) sono inaccettabili in qualunque contesto democratico. La criminalizzazione delle idee altrui, la volontà di annientamento degli avversari, l’odio sparso a piene mani, la strategia di estremizzazione delle posizioni ravvivano ancora una volta l’allarme sullo scivolamento di questo paese verso una democrazia svuotata dei propri valori e riempita di autoritarismo. Allo stesso modo, l’azione sempre più dura di pezzi della magistratura e dell’apparato statale in Calabria sta conducendo verso l’azzeramento di esperienze scomode e alternative, con il rischio (o la volontà) di sterilizzare i fermenti positivi che ancora si sviluppano in questa Regione. Tra scioglimenti dei comuni, interdittive antimafia e ordinanze di custodia cautelare poi annullate si sta colpendo – da Cortale a Gioiosa a Riace – sempre più spesso chi non è allineato.
Guardare alla magistratura e/o alle prefetture con la massima fiducia e con la speranza che da loro venga lo sradicamen
to della ‘ndrangheta e della mala politica non può significare accettare acriticamente che esse si posizionino oltre la legge.
Ma non è ancora questo il punto.
Se si inscrive la vicenda di Mimmo Lucano dentro un perimetro esclusivamente legalitario o politico non si può comprendere quello che è accaduto in questi anni a Riace.
Riace è stato un modello si è chiesto qualcuno in questi giorni? Penso di si, penso anche che forse lo abbiamo rivestito di una retorica eccessiva e non abbiamo voluto vederne alcuni limiti (ad esempio, si dovrebbe riflettere sulla capacità o meno di generare sviluppo economico duraturo una volta ripopolati i borghi), ma Riace ha parlato al mondo della possibilità di salvare le vite degli ultimi, di dargli una speranza, di costruire incontri, di privilegiare l’
umanità invece del denaro. E soprattutto Mimmo Lucano è stato un uomo, un uomo che ha caparbiamente e generosamente dedicato le proprie energie verso uomini e donne che non conosceva, che avevano un altro colore dal suo, che scappavano da guerre lontane. Un uomo che ha fatto indubbiamente, evidentemente, costantemente del bene.
E’ per questo dato – l’umanità che trionfa in un minuscolo paesino della Locride mentre soffre nel resto del mondo – che Mimmo Lucano dovrebbe essere candidato per il premio Nobel della Pace. Anche, o forse soprattutto, se avesse violato qualche norma procedurale o non avesse osservato qualche disposizione di legge. Per i suoi eventuali errori dovrebbe pagare, ma allo stesso tempo per i suoi evidenti e straordinari meriti dovrebbe essere riconosciuto per quello che è: un uomo speciale, un eroe.

Qualche giorno fa, prima di questa vicenda, all’inizio del mio corso ho chiesto ad alcuni studenti di leggere un libro di Natalia Ginzburg (Serena Cruz, o la vera giustizia) per poi discutere del rapporto tra legge e giustizia. La tensione tra legge e giustizia affonda nella notte dei tempi e sappiamo anche che non sempre chi sta dalla parte della giustizia ottiene ragione. Ma questo non è un motivo sufficiente per non continuare a stare dalla parte degli indiani, come direbbe il mio amico Giancarlo Rafele.

Chi, come me, insegna diritto nelle aule universitarie, insegna – deve insegnare – anche a non trasgredire la legge. Ma se mai mi capitasse di essere sindaco della mia città e di trovarmi dinanzi ad una regola che sento profondamente ingiusta e dalla quale può dipendere la vita di una persona, proprio come Mimmo Lucano non esiterei, assumendomene tutte le responsabilità, a trasgredirla. Non viviamo per essere salvi, viviamo per essere giusti.”

Nicola Fiorita ( professore associato presso l’Università della Calabria )

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Dati reali e dati immaginari


_mostro_di_lochness_by_lmmphotos-d86cjl4La Mente umana è un Universo ancora in larga parte poco esplorato… Siamo convinti che quello che pensiamo corrisponda realmente alla realtà. Suggestionati da una visione di massa ci lasciamo soggiogare da una realtà artefatta che per noi però è reale. Tendiamo, nella nostra fallacia logica, a generalizzare fino a che il moscerino non è diventato un elefante… il Mostro di Loch Ness, di cui tutti ne parlano, tutti ci credono ma nessuno l’ha mai visto.

Così accade con l’immigrazione, oggi.

Da un’indagine statistica sembra che la percezione che gli italiani hanno di questo fenomeno sia come quella che hanno coloro che si tramandano la storia del Mostro di Loch Ness.

Allora, oggi, ho perso un po’ di tempo… ho scattato le foto e li ho risistemate ma penso che per amore della Verità ne perderei ancora il doppio.

Ecco i dati pubblicati dal Ministero dell’Interno…

So che il mio non sarà tempo perso se riuscirò a far rinsavire, riportandolo alla ragione, almeno dieci italiani. Se poi ciò non accadesse lascio cadere le braccia e filosoficamente dico:

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico…
Buona lettura a voi.

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Nave o aereo? Grazie, meglio il barcone.


indexPerché viaggiano su barconi da clandestini e non comodi su un aereo?

Requisiti per l’accesso in Italia da paesi extra UE:

1. Formulario domanda di visto

2. Foto tessera

3. Passaporto

4. Fotocopia passaporto (copertina + prime 4 pagine)

5. Pagamento visto (circa 60€)

6. Libretto di famiglia (con certificato nascita e nomi dei genitori)

7. Documento di viaggio in corso di validità con scadenza superiore di almeno tre mesi a quella del visto richiesto

8. Prenotazione biglietto di andata e ritorno

9. Dimostrazione della disponibilità in Italia di un alloggio: vouchers turistici, prenotazione alberghiera, dichiarazione di ospitalità da parte dell’italiano (meglio se firmata dal sindaco) + passaporto dell’italiano 😦

10. Dimostrazione del possesso di mezzi economici di sostentamento, nella misura prevista dalla Direttiva del Ministero dell’Interno 1.3.2000 (fideiussione) 🤑

11. Documentazione giustificativa della propria condizione socio-professionale 🤑👨🏽‍🔧

12. Assicurazione sanitaria avente una copertura minima di €30.000 per le spese per il ricovero ospedaliero d’urgenza e le spese di rimpatrio 🤑🤑🤑

Che fino al punto 8, se venissi da un paese civile, evoluto e non in guerra magari riuscirei pure a reperire quello che serve.

Ad ogni modo, DOPO TUTTO CIÒ, se il tuo paese d’origine è in Africa, Medioriente o Asia meridionale, il 99% delle volte il visto viene RIFIUTATO con un semplice NO. 👎

QUALCUNO (CHE SIA REALMENTE INFORMATO) CONOSCE IL PERCHÉ? 🤔

Intanto vi metto il link al sito del Ministero degli Esteri. Provate a digitare la provenienza da un qualsiasi paese africano… Vedrete che sorpresa!

http://vistoperitalia.esteri.it/home.aspx