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#Corona virus


Finora non mi sono pronunciata sul #coronavirus né ho inveito, come hanno fatto e continuano a fare molti, contro il Governo ladro e incapace.

Seguo le vicende da lontano.

Leggo opinioni di questo e di quello.

Tutti bravi a criticare. Tutti esperti epidemiologici, tutti infettivologhi, tutti informati sul Sistema Sanitario.

Non ho nessuna competenza al riguardo per cui mi affido alle decisioni di questo Governo, da cittadina rispettosa della Legge cerco di osservarla con responsabilità e diligenza.

Non sono spaventata dal virus, il mio fatalismo non comprende l’ allarmismo personale. So di essere un soggetto vulnerabile ai virus influenzali, in casa dicono che prendo il raffreddore 14 mesi all’anno…

Non di meno continuo ad essere stanca di vedere video e post che mi vengono inviati e tutti negativi… complottisti… rabbiosi.

In Sicilia si dice: Chianciri u mottu su lacrimi pessi…(piangere il morto sono lacrime perse).

Si piange per il dolore della perdita che potrebbe scoppiarci in petto. Non si piange per chi è andato via. Né continuare a recriminare su ciò che NON si è fatto può resuscitare i morti. L’irresponsabilità non è solo del Governo ma dell’ infantilismo italico che in questi momenti si tocca con mano. Da quelli che scappano riempiendo i treni senza alcun accorgimento a quelli che se ne vanno in vacanza in Trentino e tornano a casa senza osservare la quarantena. Di gente che da Milano si sposta a Roma nonostante da giorni TUTTA l’Italia è ZONA ROSSA.

Di gente che se ne va a passeggio senza rispettare neanche la distanza di sicurezza.

Vogliamo CRESCERE? Vogliamo accettare le decisioni prese dal Governo? Avremo tempo di sollazzarci con le recriminazioni quando il Paese sarà tornato alla normalità.

Ora è tempo di SILENZIO nel rispetto di chi lotta ogni giorno, da paziente o da personale sanitario, da poliziotti o da addetti alla catena alimentare per garantirci il cibo, e i farmaci, necessari.

È tempo di riflessioni e di cautelarci, TUTTI. Per la salute nostra e dei nostri cari.

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Didattica a distanza: SI o NO?


In un post di Ivan Sciapeconi su Facebook in merito alla questione io sono intervenuta dicendo:

“Io mi collego ogni giorno coi miei alunni, i genitori presenti… a distanza. Lavoriamo e ci divertiamo. Riempiamo le ore di contenuti, motivazioni e risate… ed anche di sgridate per ristabilire l’ordine, come si fa in classe. Chi l’ha detto che non si può? Perché non si può? Troviamo anche il tempo di chiacchierare coi genitori”.

Lui mi ha risposto così:

“La penso diversamente. La scuola ha un potenziale di compensazione sociale che prende le mosse proprio dal non essere necessariamente allineata con la famiglia. Quella che stiamo sperimentando è la reazione a una situazione di emergenza che -per noi della primaria- prevede il medium del genitore. Possiamo erogare qualche contenuto, così, ma non tanto di più”.

Questa è stata la mia replica:

Perdonami, ma non sono d’accordo. Io “non erogo” il MIO Sapere.

L’ alunno non è un vaso su cui travasare un contenuto.

Io cerco di comunicare loro ciò che so. Cerco di incuriosirli, di stimolarli, di… punzecchiarli per aiutarli a costruire un pensiero critico e pensante. Li aiuto a strutturare il loro pensiero, a formulare e cooordinare le loro idee per incanalarli verso un uso consapevole delle loro conoscenze. E questo posso farlo sia a scuola sia stando a casa e abitando a km di distanza.

Cosa intendi quando dici che la scuola non deve essere “allineata” con la famiglia?

La Scuola chiede alla famiglia collaborazione e partecipazione alla vita del figlio. Nessun docente può rendere la sua azione educativa e didattica incisiva nel processo evolutivo dell’alunno se non ha il supporto della famiglia.

La scuola, democraticamente, dialoga con tutti, alunni e genitori, perché ambedue hanno un fine comune: contribuire alla crescita di un individuo che sia in grado di partecipare attivamente alla vita sociale e civile del Paese in cui vive (e, in questo momento, con l’educazione a distanza entra in gioco anche la formazione permanente degli adulti) e di essere in grado di cooperare al benessere comune.

È un caso che stiamo vivendo in una società egotica e individualista dove ognuno pensa a coltivare il suo orticello e non si rende conto che siamo intimamente in relazioni gli uni con gli altri? Che ogni nostra azione si ripercuote, in bene e in male, sull’intero sistema economico-sociale?
Durante le ore di collegamento, in multiconferenza, noi “comunichiamo” e comunicando approfondiamo la semantica delle parole. Riflettiamo sull’importanza del ruolo che la Parola, il Verbo per antonomasia, ha nel riuscire a stabilire una comunicazione che sia efficace ed efficiente. Si parte proprio dalla Primaria che , tu mi insegni, è il mattone, costituisce le fondamenta su cui si struttureranno i successivi saperi.
Questo puoi farlo in qualunque luogo e in qualunque situazione ti trovi. In piazza, in campagna, sulla Luna… ovunque c’è un mondo da scoprire e a me piace scoprirlo insieme a loro.

Trovo sterile, specialmente alla Primaria, “erogare” una serie di direttive, di compiti da eseguire, senza che si sia “spiegato” all’alunno il senso di quello che deve fare.

Se a questo ci aggiungi che la scuola possa riaprire i battenti a settembre è giusto fare perdere all’alunno del tempo prezioso che può essere riempito di significanti e di significato sotto la mia guida? Perché io preferisco “guidare” che dirigere o erogare.
Del resto siamo regolarmente retribuiti per fare questo e non certo per esimerci dal farlo.

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In attesa che tutto finisca


Lo scenario prossimo futuro che si prospetta per gli italiani ci viene offerto da Piazza San Marco, oggi, a Venezia: Desolazione!

Come mamma e nonna, con figli e nipoti a Milano, non nascondo che mi sento fluttuare in un senso di indeterminatezza e di inutilità. L’unico augurio che mi faccio, e che faccio a tutti noi, è che tutto torni in fretta alla quotidiana normalità. Sentire che il settore turistico del Paese è bloccato. Delle disdette anche per il periodo Pasquale ed estivo. Pensare alle spese sostenute per festeggiare il Carnevale veneziano, così come tutti gli altri eventi in giro per il Paese mi sgomenta, rattrista e mi manda nel panico.

Comprendo che l’impotenza di prevedere l’evoluzione dell’ infezione porti a polemizzare e a scaricare le responsabilità ma spero che presto il buon senso prevalga sulla strumentalizzazione politica.

Che la paura lasci il posto alla Ragione.

Per il VERO BENE del Paese e degli italiani, TUTTI.

Solo una cosa possiamo fare, soprattutto per il bene dei nostri figli e dei nostri nipoti: Non ostacoliamo il lavoro degli addetti ai lavori, diffondiamo ottimismo e serenità e auguriamoci che non ci siano altri contagiati e tutto rientri in breve tempo e che il Paese torni alla normalità riprendendo la produttività perché tutti abbiamo famiglia, tutti vogliamo mangiare buon cibo e non il fegato facendoci il sangue cattivo.

Non accresciamo i problemi alimentando le paure.

Può sembrare cinico ma io amo pensare che sia realistico. Non si campa di aria ma, come dice la stessa Bibbia: Tu uomo lavorerai la terra col sudore della tua fronte…

Il lavoro è necessario all’uomo, è propedeutico alla sua sopravvivenza e l’idea di un Paese paralizzato mi terrorizza più del corona virus.

Grazie alle tecnologie molte aziende hanno attivato lo smart working ma chi ha un’attività commerciale come fa a sostenere le spese passive senza avere entrate?

Dramma nel dramma.

🇮🇪❤🇮🇪❤🇮🇪❤🇮🇪

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Storia, ovvero, la scienza degli uomini nel tempo.


Ogni anno, ricordando le Foibe, si innestano le medesime polemiche. le medesime recriminazioni. Coi fascisti che si fanno forti per rispondere ai misfatti nazi-fascisti sbandierando, a suon di fanfara, la strage degli italiani e la fuga in massa dai territori istriani. Dove i morti vengono usati come arma per nascondere i loro crimini di guerra e non solo.

Ogni anno, chi è di sinistra, si sente messo in stato d’accusa come se, il senso di colpa che i fascisti tentano di instillarci potesse cancellare i loro misfatti e i loro abomini in terra “straniera”.

Con le “Foibe” tentano di cancellare gli anni del terrore, delle loro guerre fatte partendo dalla Spagna fino alla Russia, dai Balcani all’Africa ed in cui persero la vita non solo altre popolazioni per mano dei moschetti italici ma anche tanti giovani italiani arruolati dal ducetto per soddisfare la sua ambizione di restaurare l’antico Impero Romano. In un pressappochismo che NON ha nulla di “Storia” ma tanto di tribunale del popolo che si perpetra nelle piazze, nei bar di paese ovunque tranne che nei luoghi preposti: Quelli della Storia, i fascisti (a cui si sono uniti i leghisti) fanno processi sommari sperando di venire assolti per i loro crimini, di cui le foibe, e duole dirlo, furono l’epilogo alle loro nefandezze. In queste guerre di Potere e di sfrenata arroganza alla fine chi paga sono, insieme ai carnefici anche gli innocenti. Così è sempre stato e così continuerà ad essere fino a che l’uomo cercherà il Potere sugli altri usando la violenza.

Detto questo, ci riflettevo in questi giorni, è che trovo singolare, in tutta questa vicenda – a parte la barbara colonizzazione fascista di quei territori – il fatto che nessuno in Europa e nel Mondo si sia mosso per andare in aiuto di quegli italiani. (Non penso che fossero tutti fascisti. Leggevo che molti di loro si erano schierati con Tito mentre i dissidenti sono stati perseguiti e perseguitati. Molti uccisi, molti dati alla fuga). Non l’ha fatto Stalin, che pure aveva contribuito alla sconfitta della Germania. Non l’ha fatto l’Inghilterra di Churchill, la Francia di De Gaulle, la Spagna di Franco, la Russia di Stalin. Non se ne occuparono gli USA che invece si preoccuparono di portare gli ebrei in Palestina. Non se ne curò il Governo italiano e io mi chiedo perché?

Perché Tito e il suo esercito poterono operare con tutta calma e tranquillità in quei territori che fino a un decennio prima, sotto il governo asburgico, vedeva vivere accomunati una serie di popolazioni di diverse etnie: croati, sloveni, italiani, greci…? PERCHÈ? L’unico che si dissociò, ma senza fare nulla materialmente, fu Stalin che mise alla porta Tito, estromettendolo dal Cominform perché nella politica di Tito si manifestava: “il carattere “vergognoso, puramente dispotico e terroristico del suo regime”, l’ abbandono della teoria marxista della lotta di classe, il nazionalismo dei suoi dirigenti, il loro revisionismo”.

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Riapriamo le case di cura


Ma se tutte le teste di kaiser destinassero i miliardi che danno ai signori della guerra per la sanità. la scuola. la povertà, non pensate che il mondo sarebbe un Paradiso terrestre?

Abbasso TUTTI i populismi, i sovranisti, i nazionalisti… Sono loro che nutrono le vipere che giacciono in ognuno di noi! Sono loro che alimentano gli industriali delle armi e sono questi industriali che seminano la Morte, le inimicizie, le discordie. La loro avidità e la loro bramosia. Non posso essere e NON sarò MAi una simpatizzante della Destra che va dai fascio-leghisti a CasaPound, in Italia, e dai conservatori agli integralisti altrove. Per me loro sono, e saranno sempre, gli aguzzini al soldo dei veri signori del Mondo” Gli ARMAIOLI..

Miseri mercenari che vivono alimentando odio e paura, sentimenti naturali in ognuno di noi, ma che diventano paranoia grazie alla loro subdola e becera propaganda di guerrafondai. Vigliacchi che si fanno forti nel branco e con i mitra in mano…

Il tycoon americano dice che lui ce l’ha più grosso e più grande di tutti: l’esercito. Che ha speso miliardi per averlo più grosso, e io non posso fare a meno di pensare.

Truce, con i tuoi miliardi quanti americani potrebbero godere di cure mediche e sanitarie? Invece la vostra politica mercenaria che vive sulla sanità privata, sulle università delle elite e sul prestigio delle vostre industrie si arricchisce sempre di più a discapito dei milioni di americani indigenti.

E tu, Khamenei, che finanzi la ricerca per avere più armi nucleari, e insieme a te i tuoi amici arabi che finanziano i jiadisti, e continuate a bombardare la popolazione civile e la tenete sottomessa, anche voi, come i nostri politici occidentali, con la paura coranica, anche voi siete capaci di capire l’orrore che perpetrate ai danni dell’umanità e dei vostri fratelli?

Possibile che l’Odio che avete dentro al petto vi accechi al punto tale da non vedere l’indigenza a cui costringete il vostro popolo?

Ma perché non ve ne andate in psicoanalisi tutti quanti una volta e per sempre?

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Buona Epifania


C’è una Fede che va al di là delle frenesie consumistiche, al di là delle cerimonie in pompa magna, al di là di luci e sbrilluccichi. È una Fede che nasce da dentro. Un moto dell’anima, una capriola del cuore.

I testi sacri, i Vangeli sono fari nella notte della vita. Sono la Luce in un mondo di tenebre in cui la Ragione si dibatte. Sono quel lumicino a cui volge lo sguardo il naufrago in mezzo alla tempesta marina, quella profonda delle emozioni più disparate le cui sfumature vanno dall’Amore all’Odio , andata e ritorno.

Stupido pensare che essi siano prerogativa di questo o di quello. Caio non è meno di Tizio. La Fede NON viene sminuita da chi la pensa in modo differente perché la vera saldezza della fede non sta nelle preghiere ma nella nostra forza interiore, una forza che le religioni chiamano: Dio, Allah (che poi è la stessa parola “Dio” ma in arabo), Geova o Jahvé((Yahweh)), Shiva o Visnù ma che in realtà si chiama “Amore”. Una parola talmente usata ed abusata al punto tale che ne è stata smorzata la forza stessa del significato..

Anni fa avevo scritto qualcosa al riguardo. I greci, grande popolo di filosofi, distingueva ben tre tipi di Amore: Eros, Agape e Philia.

Eros figlio di Povertà e Acquisto, secondo la concezione platonica, è l’amore carnale in cui esso occultamente manifesta il desiderio egotico del mutuo scambio, di un dare ed avere. Nasce dalla fame e diventa potere di acquisto di qualcosa che ne plachi la bramosia dei sensi.

Philia è l’amore sentimentale, quello che si stabilisce in un rapporto di complice amicizia, di affiatamento e di comunità di intenti.

Agape è l’Amore spirituale o universale che eleva l’uomo e gli fa comprendere che non è lui a possedere Dio ma Dio che lo possiede.

Questo per dire che ho appena disposto i Re Magi davanti alla stalla del mio Presepe: Gaspare, Melchiorre e Baldassare, uno nero, uno biondo e l’altro asiatico, rappresentanti della richcezza e della saggezza, in abiti regali, si inchinano a un Bimbo che dorme in una mangiatoia.

Signori, cosa c’è di più grande, di più profondo, di piùbvero di questo messaggio rappresentativo della Natività? Ogni parola che viene usata per descrivere questo evento non è altro che uno scendere e un risalire “negli e dagli” inferi della Vita per ritrovare l’intima essenza spirituale della nostra esistenza.

Allora, buona Epifania a NOI, con le parole del Maestro: Gli Ultimi saranno i Primi…

//Sono andata a cercare il mio post sul blog di wordpress, post scritto nel lontano 2008, e google mi ha mostrato un link in cui ho ritrovato questo mio commento per intero a firma di un “professore”. La cosa mi fa piacere e mi lusinga, dispiace che l’autore che l’ha “copiato” non si sia preoccupato di riportare il mio link, come la correttezza del web richiede… ma ci sono abituata. Dalle mie poesie, ai miei lavori di grafica. Dai miei post ai miei racconti sono molte le volte che altri li prendono e li rendono “personali”.

https://koruspoesieblog.wordpress.com/2008/04/13/eros-agape-philos-i-tre-volti-dellamore/

(La foto è quella del mio presepe, stamane)

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Tempo atmosferico


Il nostro calendario murale

Dopo aver presentato il Calendario e l’orologio che segna il “Tempo cronologico” volevo completare il cartellone presentando ai miei alunni di prima anche il “Tempo Atmosferico”. Mi sono guardata in giro su internet per cercare un’idea carina, accattivante e che avesse un forte impatto visivo al fine di tenere viva la loro attenzione nello stesso modo con cui la mattina, prima ancora di sedermi, mi dicono: -“Maestra, devi aggiornare il calendario!” Ma quello che trovavo in rete non mi soddisfaceva in pieno.

Ho visto molti lavori, interessanti, senz’altro, ma alla fine si somigliavano tutti e non mi convinceva il modo con cui venivano presentati ai bambini. Soprattutto quelli che utilizzano la “ruota” per presentare il tempo meteorologico. La ruota presuppone la ciclicità di un avvenimento e le condizioni del tempo non sono ciclici e prevedibili. Magari lo fossero! Non avremmo valanghe, allagamenti e inondazioni senza preavviso!

Quindi non confondiamo le idee ai bambini!

Gira che ti rigira, mi sono imbattuta in alcuni disegni mooolto carini che ho subito scaricato, mentre il mio cervello aveva iniziato a mettersi in moto.

La mia forma mentis è “strutturata” in modo molto semplice, quasi elementare… sarà per questo che insegno alle “Elementari”?

Mi piace avere tutto in ordine, schematizzato, dentro al cervello, ad esempio io non prendo mai appunti ma ritengo tutto a mente. Questo mi ha portato nel tempo ad avere una più che buona memoria di ciò che leggo, apprendo, faccio. Sarà per questo che cerco di trasferire ai miei alunni questo ordine e questo modo di memorizzare. Concretizzare pragmaticamente le loro percezioni della realtà per stimolarne una attenta riflessione è il mio obiettivo didattico e formativo.

Ma torniamo a noi, me ne stavo lì, con quelle belle immagini dentro la testa in attesa che si “affacciasse” qualche bella idea.

E l’idea è arrivata proprio grazie a quel verbo: Affacciarsi!

Qual è la prima azione che fate appena scendete dal letto, dopo esservi stiracchiate per distendere i muscoli?

Secondo me anche voi, come me, aprite le tapparelle e osservate il tempo. Indovinato?

È un’azione che compiamo automaticamente anche perché dalle condizioni meteorologiche dipende la scelta dell’abbigliamento da indossare.

Ed ecco l’illuminazione: “Facciamo affacciare il sole, o la pioggia, o le nuvole nella nostra aula. Costruiamo la Casa del Tempo Atmosferico!”

Volete farlo anche voi? Si? (La foto del lavoro finito la trovate in fondo alla pagina)

Allora iniziamo con il fornirci di tutto l’occorrente:

  1. Tre fogli bristol (per il mio cartellone ho usato un foglio di cm 50X90) nei colori che preferite
  2. Riga
  3. Matita
  4. Forbici
  5. Colla stick
  6. Fogli bianchi A4

Ed ovviamente i bellissimi disegni che ho trovato a QUESTO link, ma voi potete tranquillamente cercarne altri se queste non vi piacciono.

le finestre e la porta li trovate QUI

Dopo aver stampato tutti i componenti che ci occorrono ed averli ritagliati iniziamo a costruirci il nostro cartellone murale. Armiamoci di tanta pazienza oltre alla riga e alla matita. Io ho disposto le finestre sul foglio bristol per avere un’idea del risultato finale. Una volta convinta di come dovevo sistemare i vari elementi ho iniziato a segnarmi i punti dove incollarli

Dopo aver incollato le finestre e la porta ho sistemato i disegni delle varie condizioni atmosferiche dentro le finestre.

Quindi ho ritagliato le sagome di quelle che saranno gli sportelli delle finestre e le ho piegate al centro per poi tagliarle.

Dai cinesi si trova sempre tanto materiale interessante e alla portata di tutti. Una volta non ci entravo, non sopportavo l’odore che si sentiva, di petrolio più che altro. Adesso, invece, c’è un vasto assortimento di materiali, dalla scuola ai detersivi (saranno questi che hanno coperto l’odore sgradevole del petrolio?).

Comunque, gironzolando, dopo aver comprato i fogli bristol, ho visto queste decorazioni e li ho acquistati. Sarebbero tornate utili per abbellire il nostro cartellone.

Presa dall’attività mi sono dimenticata di fare una foto man mano che incollavo le nostre “tapparelle”, ma osservando la foto sottostante penso che si evince facilmente.

Dopo aver incollato le tapparelle ho abbellito le nostre finestre con i fiori comprati dai cinesi (la colla stick non ha funzionato con questo materiale per cui ho fatto ricorso all’adesivo universale in tubetto).

Quindi, riprendendo la riga, ho incollato i cuoricini in legno come se fossero maniglie e ne ho incollato uno anche alla porta dopo averla colorata.

Il lavoro più importante era stato fatto, occorreva dare un tetto a questa casa che altrimenti sarebbe stata a rischio allagamento. E poi, dovevamo pur dire a chi apparteneva, giusto? Cosi, dopo aver sagomato il tetto sul cartoncino bristol, l’ho incollato in alto e ho specificato che cosa era e a chi apparteneva.

e aperte
Ed ecco qui le nostre finestre chiuse

Domani attaccherò il cartello alla parete della nostra aula e coi bambini conosceremo la differenza tra il “Tempo Atmosferico” e il “Tempo Storico“.

Che ne pensate? Mi piacerebbe se lasciaste un feedback nei commenti.

Grazie!

P.S. Sul mio sito, a questo link, potete trovare altri tutorial di alcuni lavoretti didattici fatti coi e per i bambini

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Odio il telefono!


IO ODIO il telefono…
Lo ammetto. Se c’è una cosa di cui faccio volentieri a meno è il telefono. Amici, parenti che mi dicono: Ma una telefonata non la fai mai? Se non mi faccio sentire io tu è come se IO non esistessi.
Non è così. Ci siete, sempre presenti nella mia mente. Nel mio pensiero.

Quante volte mi dico: Devo chiamare tizia e sapere come sta, come è finita con l’intervento. Devo chiamare lei perchè è tantissimo tempo che non la sento. Quanto tempo è passato, un anno? Un mese? 10 anni?

Il tempo davvero per me è insignificante perché è più importante pensarla…

Mio marito dice sempre: Preoccupati di quando il telefono squilla… Vuol dire che è successo qualcosa, se non squilla è perché tutti stanno bene. Non sono d’accordo. Se non squilla è magari perché qualcuno ha qualche problema. Tutti abbiamo problemi e a volte i nostri problemi sono più prepotenti e impellenti del trovare il tempo di una telefonata.
Io odio il telefono e lo odio perché non mi fa vedere in faccia le persone. Perché la voce non è sufficiente a leggere nei loro occhi se hanno davvero piacere a sentirmi o fanno solo finta. Guardandoli negli occhi capisci se stanno soffrendo o se sono davvero felici. Guardandoli negli occhi puoi vedere dettagli, particolari che il telefono non ti consente di vedere.
Invidio chi sta ore ed ore al telefono. Mi chiedo cosa hanno di tanto importante da dirsi.
Per me il telefono è solo un mezzo, come la macchina. La uso solo se devo andare in un determinato posto a fare una determinata cosa.
Per fortuna la tecnologia mi aiuta. Adoro le video chiamate, mi connettono con gli altri. Col loro sguardo, coi loro occhi ed è come essere seduti sul divano… allora si che vale la pena di trovare il tempo…
Skype, Duo, Whatsapp, Telegram (quest’ultimo molto ma molto meno a dire il vero, anzi non lo uso proprio, pur avendolo installato) sono una bellissima invenzione. Una grande possibilità. Puoi ritrovati dentro la casa di un amico, o di più persone contemporaneamente, di un parente in America o a cinque minuti da casa senza bisogno di prendere alcun mezzo per spostarti…

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Guernica: Quello che il Mondo dimentica


Sono tempi in cui è necessario riaprire i libri di storia e contare i morti che Hitler e Mussolini hanno fatto tra la loro stessa gente mandandoli a morire in terre straniere, dalla Russia all’Africa, passando per la Spagna, e tutto sotto lo slogan, quel fottuto slogan, dell’Amor di Patria.
Questa è la destra, una lunga scia di sangue di un popolo bue che ha creduto e sostenuto dei criminali, cercando pure di giustificarli, per autoassolversi dall’averli votati e per non avere avuto la forza e il coraggio di ribellarsi, anzi, continuando a difenderli fino all’ultimo.
Mi piacerebbe che almeno uno, stasera, prima di andare a letto riflettesse su queste mie parole e le meditasse. Pena la salvezza del nostro Paese e la Libertà dei suoi abitanti.
[#AngeliKaMente preoccupata]
Il 26 aprile 1937, degli aerei tedeschi, in appoggio alle truppe del generale Franco contro il governo legittimo repubblicano di Spagna, rasero al suolo, con un bombardamento terroristico, la cittadina basca di Guernica. L’attacco mirato al ponte di Renteria fu opera della Legione Condor, corpo volontario composto da elementi dell’armata aerea tedesca Luftwaffe, in una terrificante dimostrazione di bombardamento a tappeto, e dall’Aviazione Legionaria fascista italiana. Secondo il condirettore del Centro per gli Studi Baschi all’Università del Nevada, la distruzione di Guernica era stata pianificata come un tardivo regalo di compleanno di Goering a Hitler.

È ormai storicamente accertato che la distruzione della città fu causata dal bombardamento nazista, mentre la tesi riportata dai franchisti, di essere stata provocata da miliziani anarchici in ritirata, è stata abbandonata negli anni settanta
(Picasso ne immortalò il criminale intervento)

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Apocalypse now


Ogni tanto qualcuno si sveglia e dopo aver ricevuto aiuto dall’occidente la popolazione si ritrova con Gheddafi, Saddam… Erdogan… Dire che i curdi subiscono la stessa sorte dei palestinesi è azzardato? Dire che dietro tutto questo c’è il controllo del gas e del petrolio è fantascientifico?

L’America ha il peggior Presidente di tutta la sua gloriosa Repubblica Democratica.

Il popolo russo sotto il cappio della dittatura putiniana.

La Cina con un governo capitalistico che sfrutta e lede i diritti dei lavoratori.

Bolsonaro che sostiene gli incendi in Amazzonia.

Venezuela e Argentina in bancarotta.

In Africa uno stato si e l’altro pure vittima di lotte intestine…

L’Italia lacerata tra destra e sinistra e solo per non perdere i privilegi quando non si capisce che i tempi delle vacche grasse sono finite da un pezzo…

Nella Chiesa Cattolica, correnti sotterranee, legati alla casta porporata, attentano a uno scisma targato terzo millennio.

L’Europa dobbiamo andare a Chi l’ha visto per sapere dove è finita.

Tutto sembra che sia già stato scritto e la trama è immodificabile…

Apocalypse now…

Non so voi, ma io giuro che non vorrei mai più leggere un giornale e vorrei mandare tutti i fans di tutti i partiti a a una bella seduta sul WC di casa… senza alzarci più…