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L’Europa è anche il MIO Paese!


Queste le parole di Verhofstadt:

-“L’Italia, è diventata il fanalino di coda dell’Europa per un malgoverno che non è di ieri ma di almeno un ventennio (dai tempi di Berlusconi); un malgoverno peggiorato sotto Salvini e Di Maio, con il loro comportamento antieuropeo e «odioso» verso altri Stati membri; Salvini è specializzato a bloccare i porti ai migranti, ma blocca anche la creazione di un vero confine europeo, di una guardia costiera europea e blocca la riforma di Dublino, scelte assurde che pagano i cittadini italiani; il governo non ha una strategia per la crescita ma una tattica per farsi rieleggere con regali e debiti; Di Maio intrattiene rapporti coi gilet gialli che per due volte hanno chiesto un colpo di Stato contro il presidente francese; questa è l’Italia oggi, l’Italia che è più di un Paese, è una civiltà sulle cui basi è nata la civiltà europea, e per secoli artisti, scrittori e intellettuali per comprendere la civiltà europea hanno visitato l’Italia: Montaigne l’ha fatto, Goethe l’ha fatto. Dico queste cose in italiano, ha spiegato Verhofstadt, perché sono innamorato dell’Italia e degli italiani”.

Quel “burattino” dato a Conte non è altro che l’indignazione di una persona che ama l’Italia, Paese dove è nata la civiltà europea (ancora sue parole), piombata nell’oscurantismo della Ragione.

Io sono italiana e sono anche europea. Perché questa Europa è la MIA casa.

Shakespeare, Voltaire, Flaubert, Kant, Picasso, Goethe… giusto per citare i primi nomi che mi vengono in mente, appartengono a me, alla MIA cultura, nella stessa maniera in cui mi appartengono Dante, Manzoni, Foscolo, Verga e Pirandello…

In questa Europa ci sono stati i più grandi fermenti letterari, artistici, culturali.

In questa Europa è stata costruita una intera civiltà occidentale che partendo dalla “MAGNA GRECIA” , grazie all’ Impero Romano, si è espansa, al di là di tutte le guerre fratricide tra i vari stati che per secoli hanno dilaniato questo suolo, che io considero il MIO suolo Patrio contro gli imperi russi, cinesi e americani…

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Nerone, Khomeini, la #Bestia


Continua la mia lettura di “Leggere Lolita a Teheran” e una frase ieri mi ha colpito. Nel narrare gli accadimenti successivi alla presa del potere di Khomeini l’autrice, Azar Nafisi, scrive: -“Al mattino, con “Le avventure di Huckleberry Finn” sottobraccio, mi incamminavo per i viali che portavano all’università. A mano a mano che mi avvicinavo al campus, il numero delle scritte sui muri, e così pure il tono ultimativo delle richieste, aumentava. Mai che qualcuno protestasse contro le esecuzioni: piuttosto, si chiedeva più sangue. Durante il giorno, come tanti altri, anch’io faceva finta di niente. Soltanto la sera, davanti alle pagine del mio diario, e di notte, nei miei incubi, venivo assalita da una disperazione profonda, senza freni.”Nel guardare alla TV, i processi farsa contro i dissidenti chiede al marito: “Avresti mai pensato che potesse capitarci tutto questo?” . “No,” rispose lui “ma avrei dovuto”…Ecco i punti salienti: La gente chiedeva più sangue… e mi viene in mente “Quo vadis”, il popolo che non sopporta Nerone, che è stanco delle sue vessazioni, viene “addolcito e calmato” con gli spettacoli circensi dei primi cristiani che venivano dati in pasto ai leoni, nel Colosseo.

E, andando per associazione di idee, agendo a livello di metacognizione ripenso all’incendio di Roma e al tiranno Nerone che contempla lo spettacolo suonando la cetra e declamando i suoi insulsi versi, come diceva Petronio, l’abiter elegantiorum, dietro le sue spalle…

E sempre operando collegamenti metacognitivi la mia mente ritorna al presente e rivedo la faccia di #felpapig, la #Bestia, che condanna un pugno di gente inerme ai lager libici o li sequestra per giorni e giorni sulla nave, con il placito del popolino… e mentre fa questo lui si rimpizza di nutella, di arancini e di tiramisù. E non vedo nessuna differenza tra lui, Khomeini e Nerone… tutti e tre vittime di lucida e insana pazzia. Tutti e tre nemici dell’umanità, del popolo. Nemici di tutti coloro che ostacolano la loro vanagloria, il loro narcisismo, le loro frustazioni, la loro sete di Potere. E così se la prende con Mimmo Lucano, con Saviano, con Sandro Ruotolo e con chiunque dissente dal suo pensiero.

E poi la risposta del marito Bijan davanti all’orrore dei processi farsa: “Avrei dovuto”

Avrei dovuto pensare a quello che sarebbe successo dopo, due parole che racchiudono tutta la rabbia e l’impotenza di chi si rende conto di aver compiuto una scelta sbagliata…

Quanti di noi pensano a cosa potrà accaderci “dopo” se appoggiamo la #Bestia?

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Uno sputo nell’occhio del mondo


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La Politica, nell’accezione più alta del termine, è una cosa seria e non si fa coi selfie, sui social, al bar ma nei luoghi preposti e la si affida a persone serie, competenti, qualificate e non a due sbruffoni di periferia che pensano solo a mangiare sulle nostre spalle. La Politica vera è una cosa seria e non si fa con slogan da “Pubblicità e Regresso” al Medioevo. SETTANTATRE anni di Pace sono stati garantiti in Europa grazie alla buona volontà di un pugno di persone illuminate, tra questi, in primis, gli italiani… e non possono arrivare due scolaretti papponi a distruggere ciò che i nostri Padri hanno costruito e solo perché loro vogliono vivere da pascià sulle nostre spalle. Pensate ai figli, pensate ai nipoti se non volete pensare a voi stessi ed ai vostri egotici interessi! Che mondo volete per loro? Un Mondo di homo homini lupus o continuare a vivere in un Mondo Democratico nel Rispetto della Giustizia, dei Diritti e dell’Uguaglianza tra i popoli?
(Guardate questa immagine, prendete le misure e vi renderete conto che noi siamo solo uno sputo nell’occhio del Mondo. Smettiamola di fare gli sbruffoni…)

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Sono cresciuta in un’epoca…


Schermata 2019-02-02 alle 14.02.56Sono cresciuta in un’epoca in cui il rispetto per gli anziani era un dovere morale.
Sono cresciuta in un’epoca in cui l’ospite sempre ben accetto e la porta di casa sempre aperta.
Sono cresciuta in un’epoca in cui non era necessario chiedere permesso per entrare o inviare una richiesta per rimanere.
Sono cresciuta in un’epoca in cui si suonava il campanello e la porta si apriva.
Sono cresciuta in un’epoca in cui chi entrava in casa tua si comportava come se fosse a casa sua e non si perdeva in ipocriti convenevoli o in stuccose formalità.
Sono cresciuta in un’epoca in cui la solidarietà verso gli altri, ed i familiari in modo particolare, era un atto dovuto, naturale e non un “favore” o un “peso”…
Sono cresciuta in un’epoca in cui ci si sedeva a tavola e si mangiava anche se non si aveva fame, ma solo per stare in compagnia.
Sono cresciuta in un’epoca in cui i bisogni degli altri venivano prima dei propri.
Sono cresciuta in un’epoca in cui le ore della giornata erano condivise.
Sono cresciuta in un’epoca in cui se c’era qualcosa da dire la si diceva in faccia e non dietro le spalle.
Sono cresciuta in un’epoca dove si litigava ma poi era bello fare pace perché anche i litigi erano momenti di “scoperta” dell’altro. Dei suoi bisogni e delle sue necessità.
Sono cresciuta in un’epoca in cui non esistevano solo i MIEI bisogni e le MIE necessità ma anche i bisogni e le necessità dell’altro.
Sono cresciuta in un’epoca in cui i giovani ascoltavano, senza interromperli e senza prevaricarli, gli anziani, anche se poi andavamo a sbattere le corna da soli.
Sono cresciuta in un’epoca in cui esisteva il quarto comandamento: Onora il padre e la madre… e non solo quelli tuoi…

Sono vissuta in un’epoca in cui l’ingratitudine verso i genitori era la cosa più brutta che un figlio potesse avere.

Amare significa donare ciò che non si ha: il nostro tempo, i nostri giorni, la nostra presenza ai genitori. (Roberto Benigni)

Onora il padre e la madre

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La Storia insegna a scolari somari


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Una donna brucia il corpo della moglie del suo amante…
Un compagno che manda al creatore a furia di botte un bambino e la sorella in condizioni estreme in ospedale..
Una #Bestia che sta attaccato alla poltrona prendendosela con 47 persone inermi e disarmati..
Un imbecille grullino che “provoca” i paesi vicini, dalla Francia all’Olanda…
Una che dice che l’esercito si ritirerà dall’Afghanistan e l’altra che risponde: Non ne so nulla mentre la #Bestia dice che non è nel programma…
Pillon che difende il feto mentre appoggia la condanna a morte di donne, bambini e uomini in mare o nei lager libici…
Insomma, in questo Paese di pazzi, arraffoni, papponi. Di disoccupati che vivono sulle nostre spalle con un bel robusto assegno mensile sembra che tutti abbiano perso il “Ben dell’Intelletto”.
In un mondo che sarebbe dovuto andare avanti, verso il progresso, nel terzo millennio ci RI-troviamo in una buia e sanguinosa retrocessione che ricorda tanto i tempi dell’oscurantismo medioevale… Quello dei Comuni e del leggendario Alberto da Giussano… Perché la storia non la scrivono gli intellettuali ma il popolino aizzato da un qualche pazzo scatenato… ma la Storia insegna a scolari somari…
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Spigolando nel campo pedagogico


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Maria Montessori, forse, entra troppo poco nelle nostre scuole.

Ristudiando mi rendo conto, con meraviglia, di quanto il mio modo di fare e di intendere l’insegnamento sia contaminato dal suo pensiero, non solo, prendo coscienza di quanto i vari pedagogisti, educatori, insegnanti siano stati importanti nel mio percorso professionale.

Alla fine ciascuno di loro, condividendo esperienze e pensieri, mi hanno aiutato, e mi aiutano, a restare con i riflettori puntati sul bambino e non su di me.

Il focus è la sua mano, la sua mente, la SUA libertà che va sempre rispettata.

Non possiamo esigere rispetto se non siamo i primi a rispettare i bambini. Questa non è una verità nata oggi, ma la si trova già anche nel Vangelo. Quanto potremmo imparare ed autocorreggerci, così come insegnava Montessori e Rodari, se solo ci impegnassimo a leggere di più, a riflettere di più su ciò che leggiamo!
Maestri il Mondo ne ha avuti tanti, Maestri che non avevano bisogno della ribalta per splendere di luce propria e non riflessa.

Maestri che hanno tenuto alta la fiaccola sul moggio, ma gli uomini camminano a testa bassa e vivono in quella zona fatta di ombre scambiandole per l’unica e sola realtà…

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GLI EMIGRANTI (E. De Amicis 1882)


 

 

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Cogli occhi spenti, con lo guancie cave,
Pallidi, in atto addolorato e grave,
Sorreggendo le donne affrante e smorte,
Ascendono la nave
Come s’ascende il palco de la morte.
E ognun sul petto trepido si serra
Tutto quel che possiede su la terra.
Altri un misero involto, altri un patito
Bimbo, che gli s’afferra
Al collo, dalle immense acque atterrito.
Salgono in lunga fila, umili e muti,
E sopra i volti appar bruni e sparuti
Umido ancora il desolato affanno
Degli estremi saluti
Dati ai monti che più non rivedranno.

Salgono, e ognuno la pupilla mesta
Sulla ricca e gentil Genova arresta,
Intento in atto di stupor profondo,
Come sopra una festa
Fisserebbe lo sguardo un moribondo.
Ammonticchiati là come giumenti
Sulla gelida prua morsa dai venti,
Migrano a terre inospiti e lontane;
Laceri e macilenti,
Varcano i mari per cercar del pane.
Traditi da un mercante menzognero,
Vanno, oggetto di scherno allo straniero,
Bestie da soma, dispregiati iloti,
Carne da cimitero,
Vanno a campar d’angoscia in lidi ignoti.
Vanno, ignari di tutto, ove li porta
La fame, in terre ove altra gente è morta;
Come il pezzente cieco o vagabondo
Erra di porta in porta,
Essi così vanno di mondo in mondo.

Vanno coi figli come un gran tesoro
Celando in petto una moneta d’oro,
Frutto segreto d’infiniti stonti,
E le donne con loro,
Istupidite martiri piangenti.
Pur nell’angoscia di quell’ultim’ora
Il suol che li rifiuta amano ancora;
L’amano ancora il maledetto suolo
Che i figli suoi divora,
Dove sudano mille e campa un solo.
E li han nel core in quei solenni istanti
I bei clivi di allegre acque sonanti,
E le chiesette candide, e i pacati
Laghi cinti di piante,
E i villaggi tranquilli ove son nati!
E ognuno forse sprigionando un grido,
Se lo potesse, tornerebbe al lido;
Tornerebbe a morir sopra i nativi
Monti, nel triste nido
Dove piangono i suoi vecchi malvivi.

Addio, poveri vecchi! In men d’un anno
Rosi dalla miseria e dall’affanno,
Forse morrete là senza compianto,
E i figli nol sapranno,
E andrete ignudi e soli al camposanto.
Poveri vecchi, addio! Forse a quest’ora
Dai muti clivi che il tramonto indora
La man levate i figli a benedire….
Benediteli ancora:
Tutti vanno a soffrir, molti a morire.
Ecco il naviglio maestoso e lento
Salpa, Genova gira, alita il vento.
Sul vago lido si distende un velo,
E il drappello sgomento
Solleva un grido desolato al cielo.
Chi al lido che dispar tende le braccia.
Chi nell’involto suo china la faccia,
Chi versando un’amara onda dagli occhi
La sua compagna abbraccia,
Chi supplicando Iddio piega i ginocchi.

E il naviglio s’affretta, e il giorno muore,
E un suon di pianti e d’urli di dolore
Vagamente confuso al suon dell’onda
Viene a morir nel core
De la folla che guarda da la sponda.
Addio, fratelli! Addio, turba dolente!
Vi sia pietoso il cielo e il mar clemente,
V’allieti il sole il misero viaggio;
Addio, povera gente,
Datevi pace e fatevi coraggio.
Stringete il nodo dei fraterni affetti.
Riparate dal freddo i fanciulletti ,
Dividetevi i cenci, i soldi, il pane,
Sfidate uniti e stretti
L’imperversar de le sciagure umane.
E Iddio vi faccia rivarcar quei mari,
E tornare ai villaggi umili e cari,
E ritrovare ancor de le deserte
Case sui limitari
I vostri vecchi con le braccia aperte.

[http://www.risorgimentofirenze.it/gli-emigranti-poesia-di-edomndo-de-amicis/]

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Io, speriamo che me la cavo


Quanto siamo “provinciali” noi italiani? Non solo “chiudiamo” i porti, NOI, un popolo di NAVIGATORI, ma pensiamo che oltre il nostro miserevole orticello non ci siano altri mondi.
Ignoranti e presuntuosi continuiamo a considerarci “l’ombelico del mondo”… Lo eravamo, forse, una volta, al tempo in cui nel nostro Paese si faceva Cultura, ricerca scientifica, grandi invenzioni, Arte. Oggi, che abbiamo svenduto i nostri gioielli di famiglia ci sono rimaste addosso solo le pulci e per consolarci ce la prendiamo con chi sta peggio di noi in quanto, perso dignità (sostenendo un governo grullo-fascio-leghista) non abbiamo nemmeno la compassione e la saggezza dei bambini raccontati dal compianto Marcello D’Orte: “Mia madre dice che il Terzo Mondo non tiene neanche la casa sgarrupata, e perciò non ci dobbiamo lagniare: il Terzo Mondo è molto più terzo di noi!” (da Descrivi la tua casa)
Intanto: “L’hanno scorso io mi sono vestita da Cenerentola, e pure quest’anno mi vestirò da Cenerentola, perché il vestito è facile, basta che prendi delle pezze“. (da A Carnevale ogni scherzo vale…).
È arrivato un nuovo anno, portando con sé già tanti problemi, contrattempi e siamo al 9° mese di gestazione di questo governicchio di incompetenti e pieni di livore che stanno facendo la pacchia sulle nostre spalle senza che abbiano fatto una sola legge che porti benessere al Paese mentre continuano a sbafare sfruttando l’odio e il livore di gente ignorante e intellettualmente limitata.
Ciliegina sulla torta la boutade di “giggino” che si offre di “ospitare a casa sua i gilet gialli”.
Ma i francesi, che non sono cialtroni come noi e che sanno che il Mondo non è circoscritto al loro confine territoriale, gli hanno risposto con le rime facendoci fare, per l’ennesima volta, la figura dei fessi e degli imbecilli.
Loro hanno l’ ORGOGLIO… Loro sono il Popolo che ha preso la Bastiglia… Noi invece sappiamo solo barricarci nelle nostre case e da lì gridare “Al Lupo… al lupo”.
Vili, codardi e fanfaroni.
Io, speriamo che me la cavo…
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(Lui ci ha provato a fare qualcosa, noi dovremmo imparare da lui… meditate nell’ascoltare queste parole, sempre se siete capaci di meditare.)
 
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Beati i costruttori di Pace


00121e_8a5d5b8f505a44dda2c23f61b3b79c9f-mv2-1024x454 (Matteo 5, 9)

La Pace è un processo interiore e poi esteriore.

Non si può cambiare il Mondo se non impariamo a guardare dentro noi stessi e a fare pulizia nel nostro cervello.

Non avremo Pace fino a che proietteremo negli altri le nostre paure, le nostre frustrazioni, le nostre angosce, le nostre miserie, il nostro mal di vivere.

Non avremo Pace fino a che ci ostiniamo a negare i Diritti Umani.

Non avremo Pace fino a che non impareremo a tendere la mano.

Impariamo a tenere la mano sul cuore quando salutiamo, solo così potremo ricordarci che la vera comunicazione con gli altri è l’Amore e non l’ egoismo della Ragione.

Auguro a tutti noi di iniziare il nuovo anno facendo pulizia dentro la “propria casa”.

Di spalancare porte e finestre per fare entrare il Sole.

Quel Sole Invictus che molti si ricordano di “risvegliare” solo a Natale per poi metterlo a dormire negli altri 364 giorni dell’anno. Buon anno ai “Costruttori di Pace”.

Buon Anno agli uomini di “Buona Volontà”…

Buon anno a chi comprende il “Vero Senso” della Vita e delle Cose.

Buon anno a chi guardando negliocchi degli altri rivede i suoi stessi occhi.

Buon anno a tutti voi che fate parte della mia “schiera” di amici, anche se vi vedo solo nel giorno del mio compleanno.

Grazie, se resistete ancora alla mia logorroica presenza social.

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Fascio-leghisti:sepolcri imbiancati


Ogni tanto sono un po’ ottusa, ma vorrei che mi spiegaste una cosa. Allora:
“Il presepe è simbolo della Cristianità, giusto? Cosi sappiamo tutti, e così va ripetendo la Bestia e i suoi seguaci che si riempiono la bocca e inveiscono contro chi non lo difende. E sempre col Presepe in bocca e il crocefisso in mano applaudono i morti in mare e dicono alla Bestia che NON deve firmare il Global Compact.
Il Papa, rappresentante di Cristo sulla Terra, dice che è cosa “buona e giusta il Global Compact”.

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Adesso mi spiegate come questi ipocriti ignoranti possono da un lato difendere il crocefisso e il presepe e dall’altro inveire contro i “buonisti” e NON rispettare la voce del Papa, che è il CAPO della cristianità?


Signori la Fede non è una luce a intermittenza.


O la smettete di essere ipocriti o ditelo chiaramente:
“Siamo subumani e strumentalizziamo tutto ciò che ci fa comodo… Perché, per noi, la cosa più importante sono i soldi!”
Vi siete venduti l’anima a mammona e poi pretendete di dare lezione a noi? Siete solo dei sepolcri imbiancati e vi dovreste solo vergognare di parlare… Cucitevi la bocca, almeno non verrete tacciati di IGNORANZA culturale e religiosa.