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La città della Punteggiatura


Ho realizzato un prototipo come tutorial per i miei alunni. All’inizio voleva essere un lapbook, poi ho pensato di renderlo più simpatico creando un biglietto pop up. Perché l’ho fatto? Per poter avere sempre a portata di mano le regole della punteggiatura, a casa come a scuola…

Realizzarlo è abbastanza semplice, dipende poi dai punti di vista.

Occorrono:

  1. Foglio bristol formato A4
  2. Righello
  3. Forbici
  4. Colla stick
  5. Cosa più importante una serie di casette (che io ho fornito loro in un unico file insieme alla storia “Il viaggio di Fiabolina di A. Dattilo – ed Erickson)

Realizzazione:
Piegate il foglio a metà, dovete tracciare tre rettangoli di lunghezza di 11.00 cm e tre di 8.00 cm, larghi 1,5 cm.

Tagliate lungo le linee lunghe e piegate, come nell’immagine…

Se avete scaricato delle casette in bianco e nero (come ho fatto io), dovete colorarle e ritagliarle (se volete il file basta che lo scriviate nei commenti o potete contattarmi su Facebook).

Incollate le casette facendo attenzione che la base coincida con la base del rettangolo.

Il tempo che si asciughino e potete aprire il biglietto pop up.

Tracciate delle strade in direzione di ogni casa e incollate in ognuna la “segnaletica” della punteggiatura.

Scrivete dentro la strada la regola corrispondente al segno et… voilà…

Il vostro lapbook-pop up è pronto per essere messo nello zaino.

Viste le numerose richieste pervenutemi tramite Facebook, e visto che FB non mi fa caricare il file in .pdf lo allego QUI

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Leporello ortografico


Che cos’è il leporello?
il leporello è un formato composto da un’unica striscia di carta ripiegata su se stessa a fisarmonica

Quali sono le sue origini?

La sua origine risale a molto tempo fa e prende il nome dal servitore del Don Giovanni, che nell’opera di Mozart si chiama per l’appunto Leporello, il quale ha l’arduo compito di prendere nota di tutte le conquiste amorose del padrone.

In particolare c’è un momento nella storia in cui egli espone la lunga lista delle amanti di Don Giovanni (duemila e sessantacinque!) a Donna Elvira, ennesima donna abbandonata.

È proprio durante l’aria di Leporello, “Madamina, il catalogo è questo“, che il servo tira fuori un unico foglio ripiegato a soffietto sul quale aveva annotato la lunghissima lista di donne cadute nel vortice amoroso del padrone.

Nell’era vittoriana poi i leporello vennero comunemente usati come souvenir di viaggio; si trattava di piccoli album nei quali erano raffigurate immagini dei luoghi che i viaggiatori avevano appena visitato.

Tralasciando di raccontare ai miei piccoli alunni l’origine poco “nobile” di questo tipo di pubblicazione, ho preparato per loro il “Leporello dell’ortografia” per sintetizzare le difficoltà ortografiche studiate.

Se vi piace l’idea, ecco a voi il file da stampare e assemblare…