Tra canne al vento


resilienza-canne-al-vento-1_3166Ho sempre rimproverato agli italiani che si definivano “comunisti” il loro passaggio tra le file grilline. Pensavo che essere di “Sinistra” fosse un valore, una “divisa mentale” per cui lottare e non scappare. Sono sempre stata convinta che se vuoi “cambiare” una stanza non cambi casa. La divisione interna al PD, anche se mi coinvolge di striscio non avendo mai avuto nessuna tessera di partito, non di meno mi lasciava perplessa. Mi è piaciuto l’intervento di Veltroni, qualche giorno fa e speravo tanto non nel ritorno del figliol prodigo “Bersani”quanto in una onestà intellettuale di Renzi e dei renziani nel riconoscere gli errori commessi. Le loro scelte antidemocratiche operate (iniziando dalla fiducia alla legge 107/15, all’affossamento di tutti gli emendamenti, al voto contrario per una riduzione dei loro stipendi etc..etc…), le politiche del lavoro che non hanno portato ad un aumento dei lavoratori ma accresciuto la disoccupazione giovanile…etc…etc…
Questa onestà non c’è stata ed allora penso che bene ha fatto Bersani a tirarsi fuori da quel covo di palazzinari. Meno comprensibile è la decisione di Emiliano, e, perdonatemi l’ insinuazione, è un caso che la sua retromarcia è avvenuta dopo aver cenato con Berlusconi?

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Merito e dintorni


valutazioneOggi è la giornata del Braille e rattrista e indigna sentire che ancora oggi le belle parole delle istituzioni cadano nel vuoto delle aule scolastiche dove, a tutt’oggi, un corpo docente che pensa di essere chissà chi si arroga il diritto di essere sordo a queste parole: “la scuola sempre più dovrà sostenere le nuove generazioni nel loro percorso formativo, garantendo le condizioni di pari opportunità per tutte e tutti, rimuovendo ogni tipo di ostacolo o barriera e favorendo l’inclusione”.
Mi indigna venire a conoscenza che i “sapienti” professori NON fanno nulla per togliere gli ostacoli,non solo, ma sono essi stessi i PRIMI ostacoli, non solo all’inclusione, ma alla crescita formativa degli alunni con gravi problemi come possono essere quelli legati alla cecità, arrivando, ad esempio, a negare anche l’utilizzo di mezzi compensativi, e l’uso dei libri di testo in braille. Docenti che negano loro i diritti che la legge riconosce a questi bambini.lettura-braille
Tutti parlano di premiare i docenti “meritevoli” e trovano giusto misurare come metro i “voti” degli studenti o i risultati degli odiatissimi test INVALSI. Una cosa mi preme sapere: Che merito ha un docente se gli arriva in classe un alunno/a seguito a casa, con nessuna minorità psico-fisica, con un Q.I. abbastanza alto?
Che merito ha una scuola se il livello della sua utenza si assesta sul ceto medio-alto solo perché si trova ubicata al centro della città ed ha aule e laboratori attrezzati?
Ve lo dico io: Nè i docenti, né la scuola hanno merito alcuno!
Il merito ce l’hanno quei docenti che entrano in aule fatiscenti, che si confrontano con una utenza medio-bassa, che si preoccupano di non lasciare nessuno indietro riuscendo ad ottenere da ciascuno di loro il massimo che possono dare.
braileIl merito va a quei docenti che, pur non avendo mezzi e strumenti adeguati, creano le condizioni migliori per stimolare, sollecitare, sviluppare non solo la conoscenza ma promuovono la crescita personale e civile di TUTTI gli alunni. Sono loro che devono essere premiati. Perché alla fine la “vera scuola” la fanno questi docenti.

Come fa ad essere sempre così attuale don Milani?
“Gli esami vanno aboliti. Ma se li fate, siate almeno leali. Le difficoltà vanno messe in percentuale di quelle della vita. Se le mettete più frequenti avete la mania del trabocchetto. Come se foste in guerra coi ragazzi. Chi ve lo fa fare? Il loro bene?[…]Che siete colti ve lo dite da voi.[…] Avete letto tutti gli stessi libri. Non c’è nessuno che vi chieda qualcosa di diverso.[…]La scuola ha un problema solo. I ragazzi che perde.
Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far le parti eguali fra disuguali.[…] la scuola è come un ospedale che cura i sani e respinge i malati…

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Etica politica e Res-Publica


senza-titolo-1Incredibile apprendere che l’unico politico italiano che abbia compiuto un atto di “sinistra” sia stato un parlamentare di estrema destra… Questo mi porta a riflettere di come l’amore per la Res-Publica non ha bandiera ma solo “dignità”.

Dote rarissima tra i nostri “onorevoli” politici.

-[cit]”In Italia l’unico parlamentare che rifiutò il vitalizio fu il missino Enrico Endrich. Eletto una prima volta nelle liste del Movimento Sociale Italiano nel 1953 si dimise nel 1955 per protesta contro l’approvazione della legge che istituiva il vitalizio per i parlamentari, mettendo in opera così l’unico modo possibile per non percepire il vitalizio, cioè rinunciare alla carica elettiva prima del completamento della legislatura.

[E lo fece con un garbo e uno stile ormai ignoti. Scrisse infatti una lettera all’allora presidente della Repubblica Giovanni Gronchi argomentando che il “concedere la pensione ai senatori e ai deputati equivale ad affermare il principio della professionalità della funzione parlamentare”. Un principio che lui non si sentiva di accettare. La Camera respinse, ma lui scrisse di nuovo a Gronchi confermando l’intenzione di lasciare. Così fu accontentato.]

Fu eletto nuovamente alle elezioni politiche del 1972 al Senato “ci rimase dal 1972 al 1976. La legislatura fu completa e dunque il vitalizio, alla fine, se lo guadagnò. E questa volta, senza rinunciare all’assegno e senza dimissioni”. Ciononostante pur avendone maturato il diritto al vitalizio rinunciò a riscuoterlo e dopo la sua morte analogo atteggiamento mantenne la moglie rifiutando la reversibilità”. [Fonte Wikipedia]

Al giorno d’oggi sembra che solo lo showman Gerry Scotti abbia intenzione di rinunciare al vitalizio ma non può in quanto una legge l’ha reso irrinunciabile. Per questo aveva chiesto a Matteo Renzi di modificarla.

 

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Io, convinta montessoriana


errore-come-parte-della-lezioneLa mia mentalità “pedagogica” è molto influenzata dalla Pedagogia montessoriana. Un personaggio che ho imparato a conoscere ed amare fin da quando mi imbattei in lei quando studiavo Filosofia e Pedagogia alle scuole magistrali:
“Il detto “sbagliando s’impara” è una delle più grandi verità! L’errore deve essere lodato, non punito! L’errore deve essere commesso, non soffocato!
Maria Montessori ci insegna che l’errore commesso e auto corretto in modo autonomo porta all’indipendenza, alla crescita sana e alla creatività. E proprio per questo i bambini ed i ragazzi nelle sue scuole sono sì guidati dagli insegnanti nelle varie attività ma sono autonomi nell’imparare perchè lasciati liberi di sperimentare e di capire.”
Queste le sue sagge parole: “Noi vedremo come il bambino lavori da sé al proprio perfezionamento. La strada giusta gli é indicata non solamente dagli oggetti che adopera, ma altresi’ dalla possibilità di riconoscere da soli i propri errori per mezzo di questi oggetti”.

A lei fa eco Karl Popper che scriveva:
“Einstein e l’ameba procedono alla stessa maniera e cioè per prove ed errori, ma sono guidati nelle loro azioni da una diversa logica: Einstein cerca i propri errori, impara dalla loro scoperta ed eliminazione e grazie ad essi si assicura la sopravvivenza, l’ameba muore con le sue soluzioni sbagliate”. (Popper, 1972)

Se non sono i docenti a trasmettere agli alunni l’idea che l’errore va accolto, perché elemento fondamentale nel percorso di apprendimento, e non respinto, come sinonimo di incapacità o incompetenza, gli studenti vedranno sempre gli sbagli come qualcosa da evitare, con il rischio di tarpare loro le ali e di impedirgli di osare, di tentare e di conseguenza, di imparare.[Riflessione estrapolata da http://www.youreduaction.it/errore-come-parte-della-lezione/]

Maria Montessori era contro il “voto”, sono sicura che oggi inorridirebbe davanti ai test Invalsi che “pretendono” di misurare le competenze attraverso quiz… retaggio del “Rischiatutto” di buongiorniana memoria…

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Vogliamo iniziare ad arieggiare le nostre stanze?


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Non mi arrendo e fino a che avrò forze lotterò per stabilire un minimo di onestà, morale e intellettuale in questo disgraziato Paese, dove il più onesto puzza di rancido! Mi addolora vedere la fogna in cui viviamo e in cui costringiamo i nostri figli, i nostri nipoti a vivere. Ma come si può ripulire, disinfettare, sterilizzare, derattizzare, un ambiente malsano se siamo noi i primi, in casa, a dare esempi di malaffare, illegalità, furberia e chi più ne ha più ne metta?

Il pesce puzza dalla testa.

Vero, ma la prima “testa” è quella dei genitori… dei nonni… degli zii. Di tutti quegli adulti che sono solo esempio negativo per i bambini in crescita.
Vogliamo iniziare ad arieggiare le nostre stanze?

Sarà dura, ma nessuna strada è pianeggiante, nemmeno quella della delinquenza, anzi, quella, è anche pericolosa in quanto ha davanti solo due bivi: la morte o la galera.
Nessuna salita è semplice, il terreno oltre ad essere ripido è “incidentale”. Si rischiano cadute, graffi, strappi muscolari, slogature… si può finire all’ospedale, ma dopo ogni caduta ci si rialza con più forza e determinazione consci che il “premio” sarà una corona di alloro. La stessa che ornava la testa degli eroi e dei poeti.

La vita questo ci chiede: Essere Eroi di noi stessi.
Protagonisti principali del nostro racconto. Un racconto che i nostri eredi leggeranno. La mappa genetica dell’ Etica e della moralità dei nostri discendenti la tracciamo noi, ora. Non nascondiamoci dietro le spalle degli altri, la responsabilità prima di essere politica e sociale è “Personale”…

Safer Internet Day


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In occasione della “Safer Internet Day” (Giornata per una rete più sicura), giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi dell’internet istituita nel 2004 dall’Unione europea e che verrà celebrata domani, 7 Febbraio, “Le terre Des hommes” in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design di Torino ha realizzato un racconto che vede come protagonista Alice, la celeberrima protagonista dell’ omonimo libro di Lewis Carroll. I disegni sono stati realizzati da Irene Frigo.
Il libretto di quattordici pagine potete scaricarlo QUI e regalarlo ai vostri alunni, figli, nipoti.

Vi invito anche a visitare il sito: http://www.ioproteggoibambini.it/
Questo l’obiettivo di questa associazione, come riportato nel loro sito:
“IO proteggo i bambini” si propone l’obiettivo di diffondere una cultura della PREVENZIONE di TUTTE le forme di violenza ed abuso sui bambini, imprescindibile per ottenere una effettiva protezione dell’infanzia.

Data la dimensione che oggi le diverse forme di violenza sui minori hanno assunto in tutto il globo, Terre des Hommes Italia, da 50 anni impegnata nella protezione dell’infanzia nel mondo, ha percepito l’urgenza di veicolare in Italia il messaggio.
Sul tema specifico dell’abuso e maltrattamento dei minori Terre des Hommes è già entrata, insieme al CISMAI, nelle scuole a fianco degli insegnanti in varie Regioni del territorio italiano (Lombardia, Toscana, ecc.) con il progetto Mimí Fiore di Cactus Chi mi stuzzica si pizzica, che prende il nome dall’omonima pubblicazione realizzata in collaborazione con la casa editrice Giunti – Progetti educativi, volta a diffondere nelle scuole una coscienza di prevenzione del maltrattamento ed uno strumento utile ai bambini per imparare a difendersi dalla violenza.

  • Nel mondo 40 milioni di bambini sono vittime di abuso sessuale, 1,2 milioni all’anno vengono trafficati per essere schiavizzati in lavori pesanti o avviati alla prostituzione e ben 275 milioni hanno assistito ad atti di violenza domestica, diventandone spesso a loro volta vittime.

Non c’è Paese che possa dirsi esente da tutto questo, nemmeno l’Italia, dove fenomeni come la tratta di bambini, il lavoro minorile, la prostituzione, la violenza in famiglia e fuori dalle mura domestiche, nelle sue più svariate manifestazioni, dilagano.
L’Italia, infatti, registra sul proprio territorio oltre 7.200 minori non accompagnati, ma molti migranti bambini non vengono intercettati dai servizi sociali e, per questo, sono esposti ogni giorno al rischio delle più diverse forme di sfruttamento. In più, alcune stime parlano di 400.000 bambini che nel nostro Paese sono già vittime di sfruttamento lavorativo.

Ridateci il diritto a bocciare!


748327715La scuola è stata svuotata del suo significato.

Se si devono premiare i meritevoli bisogna tornare a bocciare chi non studia, chi non si impegna, ed i genitori che non vogliono per i figli i compiti a casa…

Ditelo al Gruppo di Firenze. Non saranno le verifiche nazionali a elevare il grado di istruzione del Paese.

Ditelo all’ultimo ministro arrivato che ammette agli esami anche i somari.
Il Governo è riuscito nel suo intento che persegue dal lontano 1990: svuotare il più rapidamente possibile la scuola spingendo gli alunni a calci nel di dietro pur di non averli tra i piedi, il tutto nella logica del meno studenti meno docenti. E lo stiamo vedendo con l’ultima legge messa in cantiere, la 384, che dovrebbe regolamentare il sostegno.

Hanno “sfoltito” il piano di studio nazionale, ne parlavo proprio ieri in un mio commento a un post dell ‘amico Gae Spes che sintetizza in maniera magistrale l’involuzione dei programmi scolastici.

Basta guardare le Indicazioni Nazionali per la scuola Primaria per rimanere senza parole. I miei alunni quest’anno sono in quarta e continuano a dirmi:- “Maestra, ma questo l’abbiamo già studiato in seconda… Maestra, ce l’hai spiegato l’anno scorso!” Io li guardo afflitta e mi cadono le braccia. Dico:-“Avete ragione, purtroppo questo è quello che dobbiamo ri e rifare”… Allora mi invento … altro e faccio latino e filosofia.

I docenti universitari se ne stanno accorgendo adesso?

Ricordo un concorso abilitante a cui partecipai ed in cui mi venne chiesto il favore di leggere e aggiungere un mio contributo. Ci rinunciai dopo aver letto le prime righe… ed era l’elaborato di una fresca di laurea in… Lingua e letteratura italiana!

Qui la notizia di cui parlo: https://goo.gl/L5v1Yy

Perché il “merito” esiste solo per i docenti e non viene calato tout court su dirigenti, studenti, politici?

La Scuola torni a bocciare chi non “LA” merita.

La scuola, la famiglia, lo stato, responsabilizzino i cittadini invece di de-responsabilizzarli.

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