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Accendiamo la Mente


Questi giorni sono dedicati alle iniziative di Libriamoci a scuola e Ioleggoperché e così si parla dei libri e dell’importanza della lettura.

Dalle riflessioni e da una poesia di Gek Tessaro è nato questo mini libro realizzato a più mani con gli alunni della classe 3a sez. I dell’Istituto Comprensivo Giannone-De Amicis

#libriamoci2021#ioleggoperché#solocosebelle

https://www.flipsnack.com/angelasantoro/accendiamo-la-mente.html

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Diritti e Doveri


Il 20 novembre ricorre la giornata per i Diritti dei Bambini.

Ho preparato questo gioco interattivo per i miei alunni per aiutarli a fissare meglio i concetti di “Diritto e Dovere”.

Sono passati oltre 30 anni dall’adozione di quella convenzione che per la prima volta ha riconosciuto i bambini come aventi diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici: la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Adottata nel 1989, l’Italia l’ha ratificata il 27 maggio 1991.

La Giornata Mondiale dei diritti dei bambini si celebra il 20 novembre di ogni anno. La data scelta coincide con il giorno in cui l’Assemblea generale ONU adottò la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, nel 1959, e la Convenzione sui diritti del fanciullo, nel 1989.

Il link al gioco è questo:
https://wordwall.net/it/resource/24757794

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Banchi mono posto, sedie con le ruote?


Qualcuno mi ha riportato su un mio post su FB di un anno fa:

Ho vissuto ben 10 anni in collegio e ho sperimentato il “comunismo” campanelliano fin dall’età di otto anni. La Scuola Pubblica che negli ultimi anni ha cercato di cambiare parlando di PEI e PEP non ha fatto altro che accentuare l’individualismo della persona, dell’alunno. Ancora oggi la maggior parte dei docenti faticano a staccarsi dalla desueta consuetudine della lezione “frontale”. Il risultato di questa metodologia è sotto gli occhi di tutti: assenteismo e abbandono scolastico. Individualismo dell’essere che ha raggiunto vette mai viste finora.Ed eccoli qui i docenti abituati a stare in cattedra, a mettersi la toga del “giudice” per valutare con i voti i loro discenti, sollevarsi contro la prospettiva di buttare nella spazzatura quei banchi obsoleti, frutti di quella didattica frontale che dal 1925 poco è cambiata. Eppure quanti sono i docenti “illuminati” che in questi anni hanno cercato di adattare l’aula per renderla consona alla lezione che intendevano fare? Quanti sono i docenti, anche non illuminati, che si sono sempre lamentati di quei banchi vecchi, le sedie rotte che ti rovinano anche i vestiti e le calze?Dove metto il vocabolario di greco, si chiedono costernati…E non so se piangere o ridere, perché io vedo in questa opportunità non solo l’occasione buona per avere un’aula più moderna e colorata ma anche la possibilità di ripensare DAVVERO a un nuovo metodo di studio.La classe capovolta (la flipped classroom, per usare un anglicismo), il cooperative learning e tutti gli altri stratagemmi che potrebbero finalmente prendere corpo, dopo essere stati tanto osannati ed esaltati ma mai adottati in pieno, all’improvviso sembrano spariti.Qua, mi sa che, prima di cambiare i banchi, dovremmo resettarci tutti il cervello.Perché fatichiamo a vedere le potenzialità di questi “banchi” che possono contribuire a formare le future generazioni al senso di “comunità sociale”? Educarli fin da piccoli a “lavorare insieme”, uniti per raggiungere un comune obiettivo? Per acquisire, anche se non in modo diretto, la consapevolezza che oltre il “me” esiste anche l’altro? Quale modo migliore per abbattere l’individualismo che, ai tempi odierni, acceca anche la persona più altruista? Come far comprendere l’idea che da solo produco per uno e che insieme produciamo per tutti?Inviterei i colleghi, di ogni ordine e grado, a riflettere e a guardare ad altri punti di vista che non siano quelli dei loro piccoli orticelli.Una sola parola basta per aiutarci in questo momento in cui vediamo stravolte le nostre metodologie e la nostra concezione della scuola: resilienza.La formazione di una “umanità” migliore parte anche da qui…Da una semplice sedia che può fare una grandissima differenza.[#AngeliKaMente pensiero pedagogico]

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Vaccino si, vaccino no


L’errore più grande del Governo (italiano e degli altri stati) è stato quello di etichettare gli individui come no vax vs si vax . Questo ha portato a due schieramenti, a due fazioni che si insultano, denigrano e si fanno la guerra.

Un Governo, retto da persone sagge e intelligenti e che vogliono il bene di TUTTI i cittadini, non dovrebbe MAi creare un tale clima tra i suoi governati.

Mi chiedo chi viene a beneficiarne, cui prodest?

Non è vero che tutti coloro che non si vaccinano siano ignoranti, stupidi e che non hanno a cuore il bene della collettività.

Questo è quello che vuol far credere un Governo di incapaci.

Certo, ci sono tanti ignoranti in Italia e nel mondo, l’analfabetismo funzionale appartiene a tutti, però, vaccinati e non vaccinati. Smettiamola con questa falsa propaganda mediatica.

Chi si vaccina non è più intelligente e non è vero che si preoccupa di più degli altri, chi si vaccina lo fa in primis per se stesso, perché ha paura di finire intubato.
Chi non si vaccina non può mettere a rischio un vaccinato, dire questo significa confermare l’inefficacia dei vaccini (e in molti casi è così…)

Basta con l’ìipocrisia e con il finto buonismo!

Poi, a questa multiforme varietà di pensieri, a queste narrazioni che si vogliono far passare come la sola verità e che continuano a circolare perché ormai la popolazione è inebetita(da una parte e dall’altra), prendiamo atto che ci sono individui che pensano che il modo di affrontare il problema sia completamente sbagliato. Che a un “vaccino di massa”, sparato alla cieca come un insetticida in un campo di grano, o in un qualsiasi altro orto o giardino, sia preferibile una cura specifica e mirata solo verso chi ne ha veramente bisogno.

Basta solo soffermarsi a riflettere sul “perché” il virus prima, e il vaccino poi, non abbia su tutti gli individui lo stesso effetto.

Abbiamo i positivi asintomatici, quelli che si ammalano e guariscono come se avessero avuto una semplice influenza, quelli che si ammalano e guariscono ma trascinandosi dietro trascichi pesanti e…chi muore. Idem i vaccinati: una percentuale a cui sembra che sia stata somministrata solo acqua, altri con sintomi lievi, altri con sintomi gravi e altri fanno ritorno al creatore. Poi ci sono quelli che, in famiglia, hanno un congiunto positivo e loro continuano ad essere negativi e quindi non contagiati dal coniuge, dal figlio, dal genitore.

Questo conferma la teoria medica omeopatica, ad esempio, che poi non è una verità ascientifica: Non usciamo da una fabbrica come un modello tecnologico ma veniamo al mondo con un ricco e ben distinto DNA, individuale e personale.

L’idea di omologare tutti è questo che mi fa accapponare la pelle.

È vero che, un atteggiamento sconsiderato della maggior parte della popolazione ha vanificato i mesi in cui siamo stati tutti tappati in casa ma questo non giustifica quello che si ostinano a chiamare “immunità di gregge”, che non ci sarà mai primo per i motivi suddetti, secondo perché, per avere una vera immunità di “gregge” si dovrebbero inoculare i vaccini a settemiliardi di persone a tutti nello stesso momento e non a 10-20-30 al giorno (considerando che questi vaccini hanno la scadenza, come un qualsiasi prodotto alimentare, e la perdita di efficacia nel tempo. Così come è semplicemente ridicolo dare la scadenza, per legge, a un pezzo di carta che dura più del vaccino, oltretutto).

La domanda è giusta, è la risposta al problema che è sbagliata. E al governo o ci prendono per scemi o per… marionette. Tertium non datur.

Poi non parliamo del caos che hanno fatto quando sono comparsi i vaccini: Prima solo ai sanitari e ai vecchi… Poi a quelli a rischio. Poi solo dai 50 in su… Poi sotto i 50… Fino a coinvolgere anche i minorenni.

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Pirati nel Mar della Sintassi


Come ogni anno, a giugno, tiriamo i remi in barca e riflettiamo su quanto abbiamo appreso.

Questa volta i remi li hanno tirati davvero. Sono stati così bravi che voglio condividere con voi un piccolo assaggio di quanto hanno realizzato. Sono stati tutti bravissimi e scegliere tra i più belli è impresa ardua.

Tutti con impegno e attenzione sono partiti alla ricerca dell’Isola del Nome… e si sono divertiti tantissimo.

Ringrazio di cuore la collega Lorena Gostinicchi che ha condiviso questo suo lavoro in uno dei gruppi dei docenti su Facebook..

Invece i personaggi potete scaricarli dal sito della collega a questo link:


https://maestratralenuvole.wordpress.com/2020/02/29/allarrembaggio-del-nome-classe-seconda/

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Piccoli esploratori


Ho appena realizzato questo lavoro per i miei alunni a sintesi e ripasso di quanto studiato quest’anno in Geografia.

Lo condivido con voi nella certezza di fare cosa gradita…

Potrà essere un leporello o venire rilegato come uno scrapbook, a voi la scelta e la libertà di sbizzarrirvi come volete per l’impaginazione.

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La gallina fa le uova


Volevo fare realizzare il consueto lavoretto pasquale ai miei alunni.

Come sempre, ho cercato sul web qualche lavoretto per trarne ispirazione e mi sono resa conto che la maggior parte erano lavori fatti usando solo tre soggetti: Pulcini, uova e … conigli.

Mi sono posta una domanda: Ma i conigli depongono le uova?

La risposta la conosciamo tutti, per cui alla fine mi sono detta: Ridiamo a Cesare (in questo caso la gallina) quello che è suo (le uova).

Le uova le fa la GALLINA, mica il coniglio!

E così, munita di carta, matita, gomma, forbici, carta gomma e colla ho realizzato questa piccola gallina bianca che custodisce gelosamente dei prelibatissimi “ovetti” di cioccolata.

Le piume le ho reperite nel negozio cinese, la bottiglia, rotonda, è il fondo di una bottiglia d’acqua.

Ultimo tocco, una piccola coda sul retro …