Pubblicato in: La Scuola vista da me, Scuola

Angelo di Natale


Qualche natale fa realizzai questo lavoretto per i bambini.

Potete trovare il tutorial sia sul mio sito, insieme ai materiali da scaricare per la sua realizzazione, a questo link

Sia sul mio canale su youtube

Un feedback è sempre gradito.

Grazie!

Pubblicato in: La Scuola vista da me, Riflessioni personali, Scuola

Tempo atmosferico


Il nostro calendario murale

Dopo aver presentato il Calendario e l’orologio che segna il “Tempo cronologico” volevo completare il cartellone presentando ai miei alunni di prima anche il “Tempo Atmosferico”. Mi sono guardata in giro su internet per cercare un’idea carina, accattivante e che avesse un forte impatto visivo al fine di tenere viva la loro attenzione nello stesso modo con cui la mattina, prima ancora di sedermi, mi dicono: -“Maestra, devi aggiornare il calendario!” Ma quello che trovavo in rete non mi soddisfaceva in pieno.

Ho visto molti lavori, interessanti, senz’altro, ma alla fine si somigliavano tutti e non mi convinceva il modo con cui venivano presentati ai bambini. Soprattutto quelli che utilizzano la “ruota” per presentare il tempo meteorologico. La ruota presuppone la ciclicità di un avvenimento e le condizioni del tempo non sono ciclici e prevedibili. Magari lo fossero! Non avremmo valanghe, allagamenti e inondazioni senza preavviso!

Quindi non confondiamo le idee ai bambini!

Gira che ti rigira, mi sono imbattuta in alcuni disegni mooolto carini che ho subito scaricato, mentre il mio cervello aveva iniziato a mettersi in moto.

La mia forma mentis è “strutturata” in modo molto semplice, quasi elementare… sarà per questo che insegno alle “Elementari”?

Mi piace avere tutto in ordine, schematizzato, dentro al cervello, ad esempio io non prendo mai appunti ma ritengo tutto a mente. Questo mi ha portato nel tempo ad avere una più che buona memoria di ciò che leggo, apprendo, faccio. Sarà per questo che cerco di trasferire ai miei alunni questo ordine e questo modo di memorizzare. Concretizzare pragmaticamente le loro percezioni della realtà per stimolarne una attenta riflessione è il mio obiettivo didattico e formativo.

Ma torniamo a noi, me ne stavo lì, con quelle belle immagini dentro la testa in attesa che si “affacciasse” qualche bella idea.

E l’idea è arrivata proprio grazie a quel verbo: Affacciarsi!

Qual è la prima azione che fate appena scendete dal letto, dopo esservi stiracchiate per distendere i muscoli?

Secondo me anche voi, come me, aprite le tapparelle e osservate il tempo. Indovinato?

È un’azione che compiamo automaticamente anche perché dalle condizioni meteorologiche dipende la scelta dell’abbigliamento da indossare.

Ed ecco l’illuminazione: “Facciamo affacciare il sole, o la pioggia, o le nuvole nella nostra aula. Costruiamo la Casa del Tempo Atmosferico!”

Volete farlo anche voi? Si? (La foto del lavoro finito la trovate in fondo alla pagina)

Allora iniziamo con il fornirci di tutto l’occorrente:

  1. Tre fogli bristol (per il mio cartellone ho usato un foglio di cm 50X90) nei colori che preferite
  2. Riga
  3. Matita
  4. Forbici
  5. Colla stick
  6. Fogli bianchi A4

Ed ovviamente i bellissimi disegni che ho trovato a QUESTO link, ma voi potete tranquillamente cercarne altri se queste non vi piacciono.

le finestre e la porta li trovate QUI

Dopo aver stampato tutti i componenti che ci occorrono ed averli ritagliati iniziamo a costruirci il nostro cartellone murale. Armiamoci di tanta pazienza oltre alla riga e alla matita. Io ho disposto le finestre sul foglio bristol per avere un’idea del risultato finale. Una volta convinta di come dovevo sistemare i vari elementi ho iniziato a segnarmi i punti dove incollarli

Dopo aver incollato le finestre e la porta ho sistemato i disegni delle varie condizioni atmosferiche dentro le finestre.

Quindi ho ritagliato le sagome di quelle che saranno gli sportelli delle finestre e le ho piegate al centro per poi tagliarle.

Dai cinesi si trova sempre tanto materiale interessante e alla portata di tutti. Una volta non ci entravo, non sopportavo l’odore che si sentiva, di petrolio più che altro. Adesso, invece, c’è un vasto assortimento di materiali, dalla scuola ai detersivi (saranno questi che hanno coperto l’odore sgradevole del petrolio?).

Comunque, gironzolando, dopo aver comprato i fogli bristol, ho visto queste decorazioni e li ho acquistati. Sarebbero tornate utili per abbellire il nostro cartellone.

Presa dall’attività mi sono dimenticata di fare una foto man mano che incollavo le nostre “tapparelle”, ma osservando la foto sottostante penso che si evince facilmente.

Dopo aver incollato le tapparelle ho abbellito le nostre finestre con i fiori comprati dai cinesi (la colla stick non ha funzionato con questo materiale per cui ho fatto ricorso all’adesivo universale in tubetto).

Quindi, riprendendo la riga, ho incollato i cuoricini in legno come se fossero maniglie e ne ho incollato uno anche alla porta dopo averla colorata.

Il lavoro più importante era stato fatto, occorreva dare un tetto a questa casa che altrimenti sarebbe stata a rischio allagamento. E poi, dovevamo pur dire a chi apparteneva, giusto? Cosi, dopo aver sagomato il tetto sul cartoncino bristol, l’ho incollato in alto e ho specificato che cosa era e a chi apparteneva.

e aperte
Ed ecco qui le nostre finestre chiuse

Domani attaccherò il cartello alla parete della nostra aula e coi bambini conosceremo la differenza tra il “Tempo Atmosferico” e il “Tempo Storico“.

Che ne pensate? Mi piacerebbe se lasciaste un feedback nei commenti.

Grazie!

P.S. Sul mio sito, a questo link, potete trovare altri tutorial di alcuni lavoretti didattici fatti coi e per i bambini

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Odio il telefono!


IO ODIO il telefono…
Lo ammetto. Se c’è una cosa di cui faccio volentieri a meno è il telefono. Amici, parenti che mi dicono: Ma una telefonata non la fai mai? Se non mi faccio sentire io tu è come se IO non esistessi.
Non è così. Ci siete, sempre presenti nella mia mente. Nel mio pensiero.

Quante volte mi dico: Devo chiamare tizia e sapere come sta, come è finita con l’intervento. Devo chiamare lei perchè è tantissimo tempo che non la sento. Quanto tempo è passato, un anno? Un mese? 10 anni?

Il tempo davvero per me è insignificante perché è più importante pensarla…

Mio marito dice sempre: Preoccupati di quando il telefono squilla… Vuol dire che è successo qualcosa, se non squilla è perché tutti stanno bene. Non sono d’accordo. Se non squilla è magari perché qualcuno ha qualche problema. Tutti abbiamo problemi e a volte i nostri problemi sono più prepotenti e impellenti del trovare il tempo di una telefonata.
Io odio il telefono e lo odio perché non mi fa vedere in faccia le persone. Perché la voce non è sufficiente a leggere nei loro occhi se hanno davvero piacere a sentirmi o fanno solo finta. Guardandoli negli occhi capisci se stanno soffrendo o se sono davvero felici. Guardandoli negli occhi puoi vedere dettagli, particolari che il telefono non ti consente di vedere.
Invidio chi sta ore ed ore al telefono. Mi chiedo cosa hanno di tanto importante da dirsi.
Per me il telefono è solo un mezzo, come la macchina. La uso solo se devo andare in un determinato posto a fare una determinata cosa.
Per fortuna la tecnologia mi aiuta. Adoro le video chiamate, mi connettono con gli altri. Col loro sguardo, coi loro occhi ed è come essere seduti sul divano… allora si che vale la pena di trovare il tempo…
Skype, Duo, Whatsapp, Telegram (quest’ultimo molto ma molto meno a dire il vero, anzi non lo uso proprio, pur avendolo installato) sono una bellissima invenzione. Una grande possibilità. Puoi ritrovati dentro la casa di un amico, o di più persone contemporaneamente, di un parente in America o a cinque minuti da casa senza bisogno di prendere alcun mezzo per spostarti…

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I bambini non sono scimmiette


Coi bambini non bisogna dare mai nulla per scontato. I bambini rompono gli stereotipi mentali degli adulti, i cliché, gli schemi rigidi in cui li vogliamo ingabbiare per renderli simili a noi: scimmiette ammaestrate.

Con loro ogni giorno ti ritrovi a dover capovolgere il tavolo.

Loro tante regole, tanti dinieghi, tante limitazioni le comprendono poco. O meglio, hanno difficoltà ad accettarli.La stessa imposizione del “Fate silenzio” la trovo una forzatura. I bambini hanno bisogno di relazionarsi, di socializzare, di confrontarsi. Nessuno, più del bambino, è un “animale sociale”.

Per loro non ci sono bambini diversi. Loro, la legge etica ce l’hanno dentro. Ed è una legge che noi adulti mortifichiamo ogni giorno con le nostre coercizioni, i nostri pre-giudizi, i nostri pre-concetti, i nostri dinieghi del “questo non si fa” e magari non spieghiamo loro perché una determinata cosa non si fa senza mai chiedergli perchè l’ ha fatta.

Proviamoci, prima di sgridare un bambino, chiediamogli il perché di quel gesto, di quella parola, di quello sgarbo. La loro risposta ci sorprenderà.

[#AngeliKaMente con la mente rivolta a loro, inizio la giornata]

Pubblicato in: La Scuola vista da me

Metodologia didattica


Sono una fans del Metodo FOL per la letto-scrittura. Un metodo che parte dal concetto che i bambini debbano “costruirsi” gli apprendimenti. E loro, giorno dopo giorno, stanno imparando a costruire le lettere e devo dire che sto procedendo in modo spedito: Cinque vocali e 8 consonanti (T – F – V- S – Z – M – N – L) in stampato maiuscolo in un mese, con relativo “dettato ortografico” come verifica non penso che siano pochi. Grazie a questo metodo ho individuato ben quattro alunni che scrivevano le lettere e i numeri in modo speculare. Sono quei bambini che quando arrivano in seconda vengono etichettati come “dislessici”, “disgrafici”. Col metodo FOL , loro, sono in grado di tornare sul loro errore e di autocorreggersi cosa che mi riempie di grande orgoglio.

In questo mese avevo un solo cruccio: Un bambino non riusciva a capire che per costruire la lettere doveva partire dall’alto. Dal rigo grande al rigo piccolo. Eppure le ho provate tutte, facendogli colorare i righi affinché “vedesse” dove scrivere. Mettendo i punti da dove doveva partire. Se lo guidavo scriveva bene, se lo lasciavo lavorare da solo in autonomia, tipo copiare dalla lavagna (tutti i bambini copiano dalla lavagna la data, sia sul quaderno a righe che a quadretti, anche se ancora non sanno leggere, ma sanno cosa scrivono), lui no. Niente. Chiaramente iniziando a scrivere sbagliando dal primo rigo poi non si ritrovava a scrivere nei righi successivi. Non vi nascondo che ero proprio all’esasperazione. Non riuscivo a capire come e perché se gli davo l’input partiva e procedeva bene, se lo lasciavo da solo nulla.

Un’ora, oggi, sono stata appresso a lui mentre i compagni lavoravano autonomamente. Sbagliava a copiare, cancellavo e gli dicevo di ricominciare.

Andava al posto e ripeteva l’errore.

Poi d’improvviso l’illuminazione!

Gli ho chiesto se aveva un righello, al suo assenso l’ho mandato a prenderlo, l’avevo seduto al primo banco e io mi ero seduta accanto a lui. Quando mi ha consegnato il righello gli ho spiegato a cosa serviva parlandogli di centimetri e di millimetri e gli ho detto: -“Adesso misuriamo la larghezza dei righi. Il rigo piccolo misura 0,5 mm e il rigo grande 0,7 mm – e lo scrivo accanto al rigo (come si usa fare nei problemi geometrici)- Cosa è più grande il 7 o il 5?” – gli chiedo – lui mi guarda e mi fa: -“Il 7”-

Lo guardo e gli chiedo: -“Adesso hai capito qual è il rigo grande? Da dove devi iniziare?”.

Con un viso illuminato da un grandissimo sorriso mi fa: -“SI!”

Gli dico:-” Bene, allora mettiti tranquillo e ricopia!”.

Non ci crederete ma… NON ha più sbagliato! Non so se devo ringraziare il suo o il mio angelo custode che mi ha “illuminato”.

Anche questa è “metodologia didattica”.

Ed io sono soddisfatta…

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Guernica: Quello che il Mondo dimentica


Sono tempi in cui è necessario riaprire i libri di storia e contare i morti che Hitler e Mussolini hanno fatto tra la loro stessa gente mandandoli a morire in terre straniere, dalla Russia all’Africa, passando per la Spagna, e tutto sotto lo slogan, quel fottuto slogan, dell’Amor di Patria.
Questa è la destra, una lunga scia di sangue di un popolo bue che ha creduto e sostenuto dei criminali, cercando pure di giustificarli, per autoassolversi dall’averli votati e per non avere avuto la forza e il coraggio di ribellarsi, anzi, continuando a difenderli fino all’ultimo.
Mi piacerebbe che almeno uno, stasera, prima di andare a letto riflettesse su queste mie parole e le meditasse. Pena la salvezza del nostro Paese e la Libertà dei suoi abitanti.
[#AngeliKaMente preoccupata]
Il 26 aprile 1937, degli aerei tedeschi, in appoggio alle truppe del generale Franco contro il governo legittimo repubblicano di Spagna, rasero al suolo, con un bombardamento terroristico, la cittadina basca di Guernica. L’attacco mirato al ponte di Renteria fu opera della Legione Condor, corpo volontario composto da elementi dell’armata aerea tedesca Luftwaffe, in una terrificante dimostrazione di bombardamento a tappeto, e dall’Aviazione Legionaria fascista italiana. Secondo il condirettore del Centro per gli Studi Baschi all’Università del Nevada, la distruzione di Guernica era stata pianificata come un tardivo regalo di compleanno di Goering a Hitler.

È ormai storicamente accertato che la distruzione della città fu causata dal bombardamento nazista, mentre la tesi riportata dai franchisti, di essere stata provocata da miliziani anarchici in ritirata, è stata abbandonata negli anni settanta
(Picasso ne immortalò il criminale intervento)

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Apocalypse now


Ogni tanto qualcuno si sveglia e dopo aver ricevuto aiuto dall’occidente la popolazione si ritrova con Gheddafi, Saddam… Erdogan… Dire che i curdi subiscono la stessa sorte dei palestinesi è azzardato? Dire che dietro tutto questo c’è il controllo del gas e del petrolio è fantascientifico?

L’America ha il peggior Presidente di tutta la sua gloriosa Repubblica Democratica.

Il popolo russo sotto il cappio della dittatura putiniana.

La Cina con un governo capitalistico che sfrutta e lede i diritti dei lavoratori.

Bolsonaro che sostiene gli incendi in Amazzonia.

Venezuela e Argentina in bancarotta.

In Africa uno stato si e l’altro pure vittima di lotte intestine…

L’Italia lacerata tra destra e sinistra e solo per non perdere i privilegi quando non si capisce che i tempi delle vacche grasse sono finite da un pezzo…

Nella Chiesa Cattolica, correnti sotterranee, legati alla casta porporata, attentano a uno scisma targato terzo millennio.

L’Europa dobbiamo andare a Chi l’ha visto per sapere dove è finita.

Tutto sembra che sia già stato scritto e la trama è immodificabile…

Apocalypse now…

Non so voi, ma io giuro che non vorrei mai più leggere un giornale e vorrei mandare tutti i fans di tutti i partiti a a una bella seduta sul WC di casa… senza alzarci più…

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Parliamo ancora di crocifisso


L’ argomentazione più fallace di chi sostiene l’idea del crocifisso in aula, retaggio della mentalità fascista: È il simbolo della nostra “identità culturale”. A questi signori ricordo che lo “Stato Vaticano” NON è lo Stato Italiano e che il Papa NON è il Papa degli italiani ma di UNmiliardo di cristiani sparsi nel mondo.
Detto questo faccio presente a questi sbandieratori che in nessuno stato in cui si professa questa religione c’è una legge che “impone” il crocifisso nelle aule!
Allora smettiamola con questa polemica inutile che, dal punto di vista e della didattica e della religione, NON cambia nulla nella formazione dell’uomo e del cittadino.
Un crocifisso in aula non rende un alunno più cristiano o più intelligente e acculturato.
Il sentimento religioso si forma con gli insegnamenti e la messa in “pratica” dei valori cristiani! Praticateli, date il buon esempio!


Se il crocifisso in un’aula scolastica servisse davvero a formare una mentalità volta al Bene non avremmo i criminali, gli stupratori, i pedofili, gli assassini, i ladri, i farabutti, i menzogneri, gli ipocriti, gli spacciatori etc…etc…etc… Non avremmo gente che urla “prima gli italiani”!
Ma davvero credete che sia più importante discutere di crocifissi e non di aule con le infiltrazioni d’acqua e i tetti che crollano? Davvero vale più un oggetto di una vita umana?
Siamo seri, per piacere e basta con la vuota retorica che NON salva nessuno!

“Questo simbolo non vi servirà. Non qui. La croce non deve essere sulle pareti di una scuola, ma nel vostro cuore e nella vostra vita. Da questo vi riconosceranno.” (Don Lorenzo Milani)

La penso esattamente come lui.

“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. (Matteo 7, 21-23)

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La nave affonda ed è colpa dei passeggeri


Il mio professore di sociologia un giorno ci divise in gruppi e ci presentò un quesito.

Immaginate, ci disse, di essere su una nave che stia per affondare e potete portare con voi solo un oggetto: una penna, un libro, e un altro oggetto che in questo momento non ricordo. Bene, ditemi cosa portereste con voi!

Nei gruppi si accese subito una discussione. Ognuno di noi voleva portare una cosa diversa dagli altri e cercava di convincere gli altri che la sua scelta era la migliore. Dopo un quarto d’ora di dibattiti il professore ci fece tornare ai nostri posti e ci disse di esprimere la scelta che avevamo fatto. Ovviamente ancora nessuno di noi aveva deciso quale oggetto portare.

Abbiamo esposto al professore le nostre perplessità ma lui ci bloccò e ci impose il silenzio e nel silenzio dell’aula lui disse: “Intanto che discutevate la nave è affondata, nessuna scelta è più necessaria, riposate in pace”.

Questa è l’Italia, una “preda” che le iene italiche cercano di accapparrarsi per mangiarsela col beneplacito dei cittadini stupidi che si azzuffano per questi cani famelici e il Paese affonda. NESSUNO pensa davvero al Paese, tutti ciechi, sordi e ottusi. Schiavi dei loro primordiali istinti. Spinti solo da interessi privati e personali.

Una nave che imbarca acqua mentre i passeggeri si azzuffano per avere ragione.

Povero Paese…

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Sinistra e Destra, ovvero Democrazia vs Capitalismo finanziario


Bando alle ciance, per me la politica si divide in gente che lavora e produce, secondo la teoria marxista e gente che vive sfruttando quelli che producono. Questa è la differenza tra Sinistra e Destra, tra Democrazia e Capitalismo Finanziario.

Per me, uno che ha il rolex e l’ appartamento a Manhattan se sta dalla parte dei deboli, e lotta per una società più giusta, equa e solidale NON è un radical chic ma solo una persona che segue l’insegnamento cristiano, anche se è ateo. Perché preoccuparsi degli altri, dire “I care”, secondo il motto di Don Milani, è il Valore imprescindibile per cui veniamo al Mondo. Chi, invece, vive all’ombra dei “potenti”, di quelli che comandano, che hanno il conto in banca chinando la testa e mettendosi a 90° per garantire ai Capitalisti di continuare a sfruttarli vota a Destra. Punto… doppio punto e Basta!!!

Il resto sono chiacchiere, mera dialettica speculativa, per non abolire la schiavitù dei meno abbienti e tenerli sottomessi.

[#AngeliKaMente pensiero sociologico]

Su internet ho trovato un pensiero che mi sento di condividere a firma di un certo Gaetano Paglialonga –

Collepasso, 9/3/2013:

-“Quindi, tutti coloro che spremono le loro meningi per cercare una strada da percorrere per salvare capra e cavoli, e cioè l’accumulazione capitalista e la democrazia dei diritti, risultano patetici. Si chiamino riformisti o progressisti, questi, sono destinati a girare a vuoto, a illudere le masse di lavoratori. Ai lavoratori e ai pensionati, penso e dico, che se gli interessa la democrazia, se vogliono difendere i propri interessi, se esigono uno stato sociale degno di una società avanzata, se vogliono riconquistare diritti e dignità di lavoratori, intanto dovrebbero difendere con le unghie e i denti ogni giorno, ogni ora della loro vita la democrazia, sia sul posto di lavoro che nel territorio di appartenenza. Perché c’è sempre pronto qualcuno che lavora per demolire sia la democrazia che i diritti dei lavoratori e dei pensionati, ed ha interesse a demolire ciò, in quanto non è funzionale ai suoi famelici interessi. Solo una sana e robusta rivolta contro questo sistema disumano ed egoista, che sappia sfociare però in un sistema alternativo al capitalismo, potrà salvare e salvarci tutti da un declino del sistema che avanza inesorabile. Periodo, questo, che sto vivendo con tanta apprensione da pensionato, sempre impegnato politicamente”.-

(Tutto l’ articolo è pubblicato qui: http://www.collepassosx.com/il-capitalismo-e-incompatibile…/)