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Mistletoe


Questo è il risultato finale regalato ai bambini.

Qualche anno fa, gironzolando su internet in cerca di idee natalizie da realizzare per i bambini mi imbattei in un sito straniero e trovai un’idea davvero carina che non esitai a copiare.

Un rametto di mistletoe, il nostro vischio, da appendere alla porta come auspicio di buon augurio per il nuovo anno.

Ecco cosa occorre per realizzarlo:

  1. Panno lenci in diverse sfumature di verde, nella quantità che vi occorre a seconda di quante dovrete realizzarne.
  2. Perline bianche
  3. Un nastrino del colore che preferite (io ho usato il rosso, come vuole la tradizione di queste feste)
  4. Colla
  5. Forbici
  6. Matita
  7. e il modello che potete scaricare cliccando QUI

Ritagliate i tre modelli del vischio su un cartoncino bristol e riportatene le sagome, con la matita, sul panno lenci avendo cura di usare un colore diverso per ogni ramo.

Le diverse fasi della lavorazione, fino al risultato finito

Ritagliateli e assemblateli. Incollate le perline, quante e dove preferite, e legate i tre rametti con il nastro che avete acquistato.

Buon Natale!

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Prepariamoci al Natale…


A scuola le ricorrenze festive sono quelle che mandano in tilt le docenti che sembrano fare a gara a chi prepara il lavoretto più bello, carino… originale.

Vietato “copiare” il lavoro che fa un’altra classe. I lavoretti restano top secret anche per le colleghe dell’aula accanto …

Comunque se siete in cerca di idee originali vi presento quello che ho realizzato qualche anno addietro con i miei alunni della classe 5 della Primaria…

Potete trovare il tutorial su come realizzarlo sul mio canale Youtube

Purtroppo ho avuto problemi con il macOS e ho dovuto formattarlo… Non riesco più a trovare il file del modello. Proverò a cercare in qualche chiavetta o nell’hardisk esterno ma non posso garantirvi che lo troverò…

Sono sicura che riuscirete a riprodurlo lo stesso, se vi piace…

P.S. Ho delle mamme che sono fantastiche. A distanza di tempo hanno ancora conservato i lavoretti e sono state così carine da farmi avere la sagoma di domenica, ricopiata dai figli, dalla matrice del loro lavoro…

L’ ho caricata sul mio sito dopo averla sistemata e ricopiata su un foglio bianco. Potete scaricarla QUI

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Acrostici con le immagini


Ho “catturato” l’idea di una collega per dedicarmi alla realizzazione di questa attività…

Rafforzamento e consolidamento delle consonanti “L-M-N-T-R-F-S-D”… Una volta risolto l’acrostico ripasseranno con la matita rossa sulle consonanti, leggeranno e ricopieranno la frase sul quaderno…

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Tempo atmosferico


Il nostro calendario murale

Dopo aver presentato il Calendario e l’orologio che segna il “Tempo cronologico” volevo completare il cartellone presentando ai miei alunni di prima anche il “Tempo Atmosferico”. Mi sono guardata in giro su internet per cercare un’idea carina, accattivante e che avesse un forte impatto visivo al fine di tenere viva la loro attenzione nello stesso modo con cui la mattina, prima ancora di sedermi, mi dicono: -“Maestra, devi aggiornare il calendario!” Ma quello che trovavo in rete non mi soddisfaceva in pieno.

Ho visto molti lavori, interessanti, senz’altro, ma alla fine si somigliavano tutti e non mi convinceva il modo con cui venivano presentati ai bambini. Soprattutto quelli che utilizzano la “ruota” per presentare il tempo meteorologico. La ruota presuppone la ciclicità di un avvenimento e le condizioni del tempo non sono ciclici e prevedibili. Magari lo fossero! Non avremmo valanghe, allagamenti e inondazioni senza preavviso!

Quindi non confondiamo le idee ai bambini!

Gira che ti rigira, mi sono imbattuta in alcuni disegni mooolto carini che ho subito scaricato, mentre il mio cervello aveva iniziato a mettersi in moto.

La mia forma mentis è “strutturata” in modo molto semplice, quasi elementare… sarà per questo che insegno alle “Elementari”?

Mi piace avere tutto in ordine, schematizzato, dentro al cervello, ad esempio io non prendo mai appunti ma ritengo tutto a mente. Questo mi ha portato nel tempo ad avere una più che buona memoria di ciò che leggo, apprendo, faccio. Sarà per questo che cerco di trasferire ai miei alunni questo ordine e questo modo di memorizzare. Concretizzare pragmaticamente le loro percezioni della realtà per stimolarne una attenta riflessione è il mio obiettivo didattico e formativo.

Ma torniamo a noi, me ne stavo lì, con quelle belle immagini dentro la testa in attesa che si “affacciasse” qualche bella idea.

E l’idea è arrivata proprio grazie a quel verbo: Affacciarsi!

Qual è la prima azione che fate appena scendete dal letto, dopo esservi stiracchiate per distendere i muscoli?

Secondo me anche voi, come me, aprite le tapparelle e osservate il tempo. Indovinato?

È un’azione che compiamo automaticamente anche perché dalle condizioni meteorologiche dipende la scelta dell’abbigliamento da indossare.

Ed ecco l’illuminazione: “Facciamo affacciare il sole, o la pioggia, o le nuvole nella nostra aula. Costruiamo la Casa del Tempo Atmosferico!”

Volete farlo anche voi? Si? (La foto del lavoro finito la trovate in fondo alla pagina)

Allora iniziamo con il fornirci di tutto l’occorrente:

  1. Tre fogli bristol (per il mio cartellone ho usato un foglio di cm 50X90) nei colori che preferite
  2. Riga
  3. Matita
  4. Forbici
  5. Colla stick
  6. Fogli bianchi A4

Ed ovviamente i bellissimi disegni che ho trovato a QUESTO link, ma voi potete tranquillamente cercarne altri se queste non vi piacciono.

le finestre e la porta li trovate QUI

Dopo aver stampato tutti i componenti che ci occorrono ed averli ritagliati iniziamo a costruirci il nostro cartellone murale. Armiamoci di tanta pazienza oltre alla riga e alla matita. Io ho disposto le finestre sul foglio bristol per avere un’idea del risultato finale. Una volta convinta di come dovevo sistemare i vari elementi ho iniziato a segnarmi i punti dove incollarli

Dopo aver incollato le finestre e la porta ho sistemato i disegni delle varie condizioni atmosferiche dentro le finestre.

Quindi ho ritagliato le sagome di quelle che saranno gli sportelli delle finestre e le ho piegate al centro per poi tagliarle.

Dai cinesi si trova sempre tanto materiale interessante e alla portata di tutti. Una volta non ci entravo, non sopportavo l’odore che si sentiva, di petrolio più che altro. Adesso, invece, c’è un vasto assortimento di materiali, dalla scuola ai detersivi (saranno questi che hanno coperto l’odore sgradevole del petrolio?).

Comunque, gironzolando, dopo aver comprato i fogli bristol, ho visto queste decorazioni e li ho acquistati. Sarebbero tornate utili per abbellire il nostro cartellone.

Presa dall’attività mi sono dimenticata di fare una foto man mano che incollavo le nostre “tapparelle”, ma osservando la foto sottostante penso che si evince facilmente.

Dopo aver incollato le tapparelle ho abbellito le nostre finestre con i fiori comprati dai cinesi (la colla stick non ha funzionato con questo materiale per cui ho fatto ricorso all’adesivo universale in tubetto).

Quindi, riprendendo la riga, ho incollato i cuoricini in legno come se fossero maniglie e ne ho incollato uno anche alla porta dopo averla colorata.

Il lavoro più importante era stato fatto, occorreva dare un tetto a questa casa che altrimenti sarebbe stata a rischio allagamento. E poi, dovevamo pur dire a chi apparteneva, giusto? Cosi, dopo aver sagomato il tetto sul cartoncino bristol, l’ho incollato in alto e ho specificato che cosa era e a chi apparteneva.

e aperte
Ed ecco qui le nostre finestre chiuse

Domani attaccherò il cartello alla parete della nostra aula e coi bambini conosceremo la differenza tra il “Tempo Atmosferico” e il “Tempo Storico“.

Che ne pensate? Mi piacerebbe se lasciaste un feedback nei commenti.

Grazie!

P.S. Sul mio sito, a questo link, potete trovare altri tutorial di alcuni lavoretti didattici fatti coi e per i bambini

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Odio il telefono!


IO ODIO il telefono…
Lo ammetto. Se c’è una cosa di cui faccio volentieri a meno è il telefono. Amici, parenti che mi dicono: Ma una telefonata non la fai mai? Se non mi faccio sentire io tu è come se IO non esistessi.
Non è così. Ci siete, sempre presenti nella mia mente. Nel mio pensiero.

Quante volte mi dico: Devo chiamare tizia e sapere come sta, come è finita con l’intervento. Devo chiamare lei perchè è tantissimo tempo che non la sento. Quanto tempo è passato, un anno? Un mese? 10 anni?

Il tempo davvero per me è insignificante perché è più importante pensarla…

Mio marito dice sempre: Preoccupati di quando il telefono squilla… Vuol dire che è successo qualcosa, se non squilla è perché tutti stanno bene. Non sono d’accordo. Se non squilla è magari perché qualcuno ha qualche problema. Tutti abbiamo problemi e a volte i nostri problemi sono più prepotenti e impellenti del trovare il tempo di una telefonata.
Io odio il telefono e lo odio perché non mi fa vedere in faccia le persone. Perché la voce non è sufficiente a leggere nei loro occhi se hanno davvero piacere a sentirmi o fanno solo finta. Guardandoli negli occhi capisci se stanno soffrendo o se sono davvero felici. Guardandoli negli occhi puoi vedere dettagli, particolari che il telefono non ti consente di vedere.
Invidio chi sta ore ed ore al telefono. Mi chiedo cosa hanno di tanto importante da dirsi.
Per me il telefono è solo un mezzo, come la macchina. La uso solo se devo andare in un determinato posto a fare una determinata cosa.
Per fortuna la tecnologia mi aiuta. Adoro le video chiamate, mi connettono con gli altri. Col loro sguardo, coi loro occhi ed è come essere seduti sul divano… allora si che vale la pena di trovare il tempo…
Skype, Duo, Whatsapp, Telegram (quest’ultimo molto ma molto meno a dire il vero, anzi non lo uso proprio, pur avendolo installato) sono una bellissima invenzione. Una grande possibilità. Puoi ritrovati dentro la casa di un amico, o di più persone contemporaneamente, di un parente in America o a cinque minuti da casa senza bisogno di prendere alcun mezzo per spostarti…

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I bambini non sono scimmiette


Coi bambini non bisogna dare mai nulla per scontato. I bambini rompono gli stereotipi mentali degli adulti, i cliché, gli schemi rigidi in cui li vogliamo ingabbiare per renderli simili a noi: scimmiette ammaestrate.

Con loro ogni giorno ti ritrovi a dover capovolgere il tavolo.

Loro tante regole, tanti dinieghi, tante limitazioni le comprendono poco. O meglio, hanno difficoltà ad accettarli.La stessa imposizione del “Fate silenzio” la trovo una forzatura. I bambini hanno bisogno di relazionarsi, di socializzare, di confrontarsi. Nessuno, più del bambino, è un “animale sociale”.

Per loro non ci sono bambini diversi. Loro, la legge etica ce l’hanno dentro. Ed è una legge che noi adulti mortifichiamo ogni giorno con le nostre coercizioni, i nostri pre-giudizi, i nostri pre-concetti, i nostri dinieghi del “questo non si fa” e magari non spieghiamo loro perché una determinata cosa non si fa senza mai chiedergli perchè l’ ha fatta.

Proviamoci, prima di sgridare un bambino, chiediamogli il perché di quel gesto, di quella parola, di quello sgarbo. La loro risposta ci sorprenderà.

[#AngeliKaMente con la mente rivolta a loro, inizio la giornata]

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Metodologia didattica


Sono una fans del Metodo FOL per la letto-scrittura. Un metodo che parte dal concetto che i bambini debbano “costruirsi” gli apprendimenti. E loro, giorno dopo giorno, stanno imparando a costruire le lettere e devo dire che sto procedendo in modo spedito: Cinque vocali e 8 consonanti (T – F – V- S – Z – M – N – L) in stampato maiuscolo in un mese, con relativo “dettato ortografico” come verifica non penso che siano pochi. Grazie a questo metodo ho individuato ben quattro alunni che scrivevano le lettere e i numeri in modo speculare. Sono quei bambini che quando arrivano in seconda vengono etichettati come “dislessici”, “disgrafici”. Col metodo FOL , loro, sono in grado di tornare sul loro errore e di autocorreggersi cosa che mi riempie di grande orgoglio.

In questo mese avevo un solo cruccio: Un bambino non riusciva a capire che per costruire la lettere doveva partire dall’alto. Dal rigo grande al rigo piccolo. Eppure le ho provate tutte, facendogli colorare i righi affinché “vedesse” dove scrivere. Mettendo i punti da dove doveva partire. Se lo guidavo scriveva bene, se lo lasciavo lavorare da solo in autonomia, tipo copiare dalla lavagna (tutti i bambini copiano dalla lavagna la data, sia sul quaderno a righe che a quadretti, anche se ancora non sanno leggere, ma sanno cosa scrivono), lui no. Niente. Chiaramente iniziando a scrivere sbagliando dal primo rigo poi non si ritrovava a scrivere nei righi successivi. Non vi nascondo che ero proprio all’esasperazione. Non riuscivo a capire come e perché se gli davo l’input partiva e procedeva bene, se lo lasciavo da solo nulla.

Un’ora, oggi, sono stata appresso a lui mentre i compagni lavoravano autonomamente. Sbagliava a copiare, cancellavo e gli dicevo di ricominciare.

Andava al posto e ripeteva l’errore.

Poi d’improvviso l’illuminazione!

Gli ho chiesto se aveva un righello, al suo assenso l’ho mandato a prenderlo, l’avevo seduto al primo banco e io mi ero seduta accanto a lui. Quando mi ha consegnato il righello gli ho spiegato a cosa serviva parlandogli di centimetri e di millimetri e gli ho detto: -“Adesso misuriamo la larghezza dei righi. Il rigo piccolo misura 0,5 mm e il rigo grande 0,7 mm – e lo scrivo accanto al rigo (come si usa fare nei problemi geometrici)- Cosa è più grande il 7 o il 5?” – gli chiedo – lui mi guarda e mi fa: -“Il 7”-

Lo guardo e gli chiedo: -“Adesso hai capito qual è il rigo grande? Da dove devi iniziare?”.

Con un viso illuminato da un grandissimo sorriso mi fa: -“SI!”

Gli dico:-” Bene, allora mettiti tranquillo e ricopia!”.

Non ci crederete ma… NON ha più sbagliato! Non so se devo ringraziare il suo o il mio angelo custode che mi ha “illuminato”.

Anche questa è “metodologia didattica”.

Ed io sono soddisfatta…

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Guernica: Quello che il Mondo dimentica


Sono tempi in cui è necessario riaprire i libri di storia e contare i morti che Hitler e Mussolini hanno fatto tra la loro stessa gente mandandoli a morire in terre straniere, dalla Russia all’Africa, passando per la Spagna, e tutto sotto lo slogan, quel fottuto slogan, dell’Amor di Patria.
Questa è la destra, una lunga scia di sangue di un popolo bue che ha creduto e sostenuto dei criminali, cercando pure di giustificarli, per autoassolversi dall’averli votati e per non avere avuto la forza e il coraggio di ribellarsi, anzi, continuando a difenderli fino all’ultimo.
Mi piacerebbe che almeno uno, stasera, prima di andare a letto riflettesse su queste mie parole e le meditasse. Pena la salvezza del nostro Paese e la Libertà dei suoi abitanti.
[#AngeliKaMente preoccupata]
Il 26 aprile 1937, degli aerei tedeschi, in appoggio alle truppe del generale Franco contro il governo legittimo repubblicano di Spagna, rasero al suolo, con un bombardamento terroristico, la cittadina basca di Guernica. L’attacco mirato al ponte di Renteria fu opera della Legione Condor, corpo volontario composto da elementi dell’armata aerea tedesca Luftwaffe, in una terrificante dimostrazione di bombardamento a tappeto, e dall’Aviazione Legionaria fascista italiana. Secondo il condirettore del Centro per gli Studi Baschi all’Università del Nevada, la distruzione di Guernica era stata pianificata come un tardivo regalo di compleanno di Goering a Hitler.

È ormai storicamente accertato che la distruzione della città fu causata dal bombardamento nazista, mentre la tesi riportata dai franchisti, di essere stata provocata da miliziani anarchici in ritirata, è stata abbandonata negli anni settanta
(Picasso ne immortalò il criminale intervento)